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Visualizzazione dei post da 2012

È mezzanotte e una ragazza triste guarda le Stelle.

È mezzanotte, migliaia di giovani popolano le discoteche in attesa di vivere la notte.  I bambini sognano case di cioccolata .. Una ragazza guarda le Stelle una lacrima le riga il viso, guarda il letto disfatto e attende in silenzio, e senza accorgersene sta iniziando a singhiozzare. Ad un tratto sente dei passi, lei sa che è di nuovo venuta l'ora di diventare un oggetto. Ciò che fa davvero soffrire è sapere che lei non è l'unica donna rinchiusa in un labirinto di cemento, al centro di un egoistico business che calpesta dignità e sogni. In un mondo che avanza verso la globalizzazione, che investe nella ricerca, che vuole combattere i problemi .. In un mondo così esiste ancora la schiavitù , una parola che al solo suono fa rabbrividire, ma esiste, ed è sotto i nostri occhi. Uomini senza scrupoli si fanno chiamare " protettori ", ma l'unica cosa che proteggono è il loro patrimonio, bagnato di lacrime innocenti e di sogni diventati incubi. Ma la cosa p

Nigeriane minorenni vittime di schiavitù sessuale. Testimonianze

Premessa - Di seguito sono riportati quattro casi riguardanti vittime minorenni ospiti nei servizi di accoglienza residenziale. Le informazioni sono state raccolte in parte dagli operatori e in parte da membri di un gruppo di ricerca. Di ciascun caso biografico si riportano notizie relative alla provenienza geografica, agli aspetti anagrafici, alle modalità di reclutamento e del successivo giuramento rituale, al viaggio, alle rotte perseguite e all’attraversamento della frontiera; nonché dettagli sullo sfruttamento subìto e sul processo di sganciamento attivato direttamente o con l’aiuto di agenti di Polizia, conoscenti o degli operatori sociali. Questi aspetti approfondiscono quanto già descritto nei nostri precedenti articoli, aggiungendo tasselli conoscitivi sulle dinamiche relazionali che intercorrono tra la maman e i suoi diversi collaboratori e tra questi e la vittima (con alcuni familiari di sfondo). Nei (brevi) racconti si rileva, nonostante la minore età, una solidità esis

Manifesto delle Vittime della Tratta

" La prima volta che vai sulla strada per lavorare sei nel panico. Io ricordo la strada. Ricordo il marciapiede. Ricordo la mia vergogna di stare lì, con dei vestiti assurdi. E l'attesa. Ricordo l'attesa che qualcuno arrivasse e mi facesse un segno dal finestrino abbassato, che mi dicesse vieni, che dicesse quanto. Ricordo ancora la voce dei primi che mi hanno chiamato, e la mia voce che rispondeva no, no, no!" (.. Le Ragazze di Benin City ..) MANIFESTO DELLE VITTIME DELLA TRATTA Noi , vittime ed ex vittime della tratta. Noi , donne italiane rappresentanti di enti, associazioni, forum ed istituzioni, Noi , uomini delle reti maschili contro le violenze sulle donne, operatori e rappresentanti di servizi e comunità antitratta, clienti – ex clienti e finti clienti, e tutti noi operatori dell’informazione, della cultura, dello spettacolo, del lavoro, della politica, delle istituzioni civili e religiose, consapevoli che il problema della tratta richied

Trafficking delle Ragazze Nigeriane vittime di Tratta.

" Ragazze Nigeriane " uccise e abbandonate sui marciapiedi o ai bordi delle strade di periferia. Il caso di circa un anno fa accaduto a Palermo e ha molto coinvolto l'intera comunità nigeriana di quella città e non solo. Il caso di Loveth , uccisa e poi abbandonata seminuda, ha coinvolto molto anche tutta l'Italia perché avveniva appena poche settimane dopo l'analogo caso di Favour , altra ragazza nigeriana assassinata a Palermo in circostanze tutte da chiarire. In questo contesto noi stessi siamo rimasti piuttosto perplessi per la pubblicazione di un articolo, apparso su " Giornalettismo.com " che con superficialità pubblica foto sulla condizione delle ragazze nigeriane costrette a prostituirsi in Italia, foto corredate da commenti senza approfondire il contesto di schiavitù e di estrema povertà in cui queste ragazze sono costrette. È evidente che articoli simili, che non chiariscono, inducono l'opinione pubblica a pensare che le ragazze sia

Le Foibe e il Giorno del Ricordo.

Oggi, 10 febbraio per ricordare un periodo storico, oppure una zona di confine tra quella che fu il così detto blocco dell'Est e l'Occidente democratico e libero. Per troppi anni vittime di un eccidio dimenticato perché per troppi anni il comunista e jugoslavo Tito faceva comodo anche al democratico occidente. Si calcola che i morti furono quasi  10 mila , massacrati prima di essere " infoibati " nelle cavità carsiche dell'Istria intorno a Trieste. Oppure gettati ancora vivi in quelle caverne che furono le loro tombe. Decine di migliaia di italiani nati italiani nell'Istria di Tito si ritrovano perseguitati da una pulizia etnica feroce e crudele, costretti alla fuga, dimenticati anche in quell'Italia che li doveva accogliere e che invece li abbandonò a se stessi. L'esodo di quelle popolazioni viene rivalutato solo in questi ultimi anni, dimenticato per decenni, e che solo ora la Storia , con la esse maiuscola, riconosce come un esodo "

Ventimila ragazze nigeriane schiave sessuali in Mali.

È un fatto senza precedenti quello che emerge da una ricerca collegata al “ Progetto Haven ” che doveva monitorare lo stato di povertà nell’Africa occidentale e il traffico di esseri umani ad esso collegato. Secondo quanto emerge da questa ricerca in Mali ci sono oltre 20.000 ragazze nigeriane di età compresa tra i 13 e i 22 anni trattenute contro la loro volontà e usate come schiave del sesso . Le migliaia di ragazze nigeriane sono vittime di una organizzazione criminale ben strutturata con base in Nigeria ( la Mafia Nigeriana appunto ) che approfittando dell’estremo stato di povertà in cui versano le ragazze promette loro una vita migliore in Europa o in altri Paesi ricchi. La cosa era risaputa da tempo e comprovata da diversi racconti di donne nigeriane arrivate fino alle coste europee. Quello che invece non si sapeva è che moltissime di queste ragazze vengono fermate in Mali e in altri Paesi africani dove vengono letteralmente ridotte in schiavitù e usate come schiave del