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20 novembre 2018

Bambini. I diritti negati di infanzia e adolescenza

Il 20 novembre è la Giornata mondiale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.


Nei report dell'Unicef la situazione dei diritti dei bambini negati, dalle morti premature alla mancanza di acqua potabile nella scuola, dal bullismo a malattie che si potrebbero prevenire. Africa e Asia le aree più colpite, ma alcuni fenomeni riguardano anche l'Italia.

Giornata per i Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza
La data scelta per ricordare i principi contenuti nella Convenzione del 1989, ratificata dall’Italia nel 1991, con la quale ogni stato si assume l’impegno di proteggere i minori.

Il 20 novembre si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. La data ricorda il giorno in cui l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò, nel 1989, la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, e coincide con un duplice anniversario: quello della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (1789) e quello della Dichiarazione dei Diritti del Bambino (1959). Sono oltre 190 i Paesi nel mondo che hanno ratificato la Convenzione: l’Italia l’ha ratificata nel 1991.

Ci sono ancora troppi bambini e ragazzi nel mondo che hanno paura di andare a scuola perché è lì che si consumano atti di bullismo, di molestie o punizioni corporali. Andare scuola è un diritto di ogni bambino mentre ancora nel mondo sono 262 milioni quelli cui è negato questo diritto. Sono inoltre 650 milioni le ragazze sotto i 18 anni cui è stato impedito di andare a scuola perché sono state costrette al matrimonio e 5,5 milioni i bambini morti, prima di aver compiuto i 5 anni, per cause evitabili.

I principi della Convenzione
I principi fondamentali della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza sono quattro:
  1. non discriminazione; superiore interesse (l’interesse dei bambini e delle bambine deve avere la priorità);
  2. diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo;
  3. ascolto delle opinioni del minore.
  4. Negli articoli 28 e 29 si riconosce il diritto dei bambini e delle bambine all'educazione.
Gli Stati che hanno firmato la convenzione si impegnano ad adottare misure per promuovere la regolarità della frequenza scolastica e la diminuzione del tasso di abbandono della scuola.

Pedo-pornografia e violenze domestiche
Dal dossier della campagna «Indifesa» dell’Associazione Terre des Hommes che sostiene i diritti dei minori, emerge che negli ultimi dieci anni in Italia la condizione dei più fragili è peggiorata: in particolare, si legge nel report, riguardo la pedo-pornografia e le gravidanze tra minorenni. Sono aumentati anche i bambini, soprattutto bambine, vittime di violenza domestica che hanno raggiunto il 43 per cento, con 1723 molestati nel 2017 in famiglia. L’Onu ha stimato che ogni anno nel mondo tra i 133 e i 275 milioni di bambini assistono a episodi di violenza in casa.

Violenza contro i minori
In Italia 5.080 vittime, 6 su 10 sono bambine e ragazze. Oltre 770 hanno subito violenza sessuale.


Convenzione ONU per i Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza
20 novembre 1989

Nel 2017 sono morti circa 6,3 milioni di bambini sotto i 15 anni, uno ogni 5 secondi, spesso per cause che si potevano prevenire.

È solo uno dei drammatici dati che caratterizzano l’universo dell’infanzia e che parla dei diritti dei bambini violati. Una situazione sulla quale varrebbe la pena interrogarsi più spesso.


Morti premature. A rischio milioni di bambini
Un bambino ogni cinque secondi. È questa la triste media che caratterizza le morti premature nel mondo. Le stime sulla mortalità dei bambini arrivano da un rapporto dell’Unicef, che insieme all’Oms, la Divisione delle Nazioni Unite per la popolazione e il gruppo Banca Mondiale, rivela come nel 2017 siano morti circa 6,3 milioni di bambini sotto i 15 anni, spesso per cause prevenibili: 5,4 milioni nei primi 5 anni di vita, mentre 2,5 milioni erano neonati.

La distribuzione geografica sposta l’ago della bilancia sui paesi dell’Africa sub-sahariana, dove è avvenuta la metà di tutte le morti sotto i 5 anni, ovvero un bambino su 13. Mentre se si parla di bambini tra i 5 e i 14 anni, la cui morte avviene per lo più per infortuni come annegamento e incidenti stradali, un bambino proveniente dall'Africa sub-sahariana ha un rischio di morte 15 volte maggiore che in Europa. Il maggiore peso sulla bilancia, in termini assoluti, proviene dall'Asia meridionale, che conta il 30% delle morti.

«Senza un’azione immediata entro il 2030 moriranno 56 milioni di bambini sotto i 5 anni, la metà dei quali neonati»

A rendere ancora più drammatica la statistica Unicef è la consapevolezza che la maggior parte dei bambini sotto i 5 anni muore per cause prevenibili, come complicazioni durante il parto, ma anche malattie come polmonite, diarrea, sepsi neonatale e malaria. Tutte malattie curabili e facilmente prevenibili.

Elenco dei paesi con diritti dei bambini negati
Entrando nel dettaglio dei dati, il rapporto Unicef rivela come in paesi come la Somalia si parli di 127 bambini sotto i 5 anni morti su mille nati vivi, in Ciad il numero tocca quota 123, 122 per la Repubblica Centrafricana, mentre per Sierra Leone e Mali si parla rispettivamente di 111 e 106.

Il Pakistan è invece il paese in cui si registra il più alto tasso di mortalità neonatale, con 44 decessi ogni mille nati vivi. Seguono Repubblica Centrafricana (42), Sud Sudan (40), Somalia (39) e Afghanistan (39).

I primi cinque paesi al mondo in cui nel 2017 si è registrato il più alto tasso di mortalità sotto un anno di età sono Repubblica Centrafricana (88 bambini ogni mille nati vivi), Sierra Leone (82), Somalia (80), Ciad (73) e Repubblica Democratica del Congo (70).

«Più di 6 milioni di bambini che muoiono prima del loro 15° compleanno sono un costo che non possiamo permetterci»

A rischio maggiore sono i bambini delle aree rurali, dove i tassi di mortalità sono in media del 50% più alti rispetto alle aree urbane. I bambini nati da madri non istruite hanno, inoltre, una probabilità oltre due volte maggiore di morire prima di compiere cinque anni, rispetto a quelli nati da madri con un’istruzione di livello secondario o superiore.

I dati ONU
Le sfide sono ancora alte, ma qualche progresso è stato fatto. Basti pensare che il numero dei bambini sotto i 5 anni che muoiono è diminuito dai 12,6 milioni del 1990 ai 5,4 milioni del 2017. Per quanto riguarda i bambini tra i 5 e i 14 anni, invece, si passa da 1,7 milioni di morti nel 1990 a meno di un milione di oggi.

«Questo nuovo rapporto sottolinea gli importanti progressi compiuti dal 1990 nella riduzione della mortalità fra i bambini e i giovani adolescenti. Ridurre le ineguaglianze è essenziale per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile per porre fine alle morti infantili prevenibili»


Infanzia e adolescenza senza servizi nella scuola primaria
In una scuola primaria su quattro non ci sono servizi di base di acqua potabile. Questo numero diminuisce a 1 su 6 nelle scuole secondarie.

Nel 2016 quasi 600 milioni di bambini non avevano servizi di base di acqua potabile a scuola e meno della metà delle scuole in Oceania e solo due terzi delle scuole in Asia centrale e meridionale hanno servizi di base di acqua potabile. Lo rivela il rapporto di Unicef e Oms Acqua potabile e servizi igienico-sanitari a scuola.

«Se l’istruzione è fondamentale per aiutare i bambini a fuggire dalla povertà l’accesso all'acqua e ai servizi igienico-sanitari è fondamentale per aiutare i bambini a sfruttare al meglio e in sicurezza la loro istruzione»

I dati che emergono dal rapporto sono imponenti. Una scuola primaria su cinque e una scuola secondaria su otto non hanno servizi igienico-sanitari; un terzo delle scuole in Africa sub-sahariana e in Oceania non ha servizi igienico-sanitari. E meno del 50% delle scuole “analizzate” per redigere il rapporto, possiede bagni accessibili agli studenti con mobilità ridotta.

E ancora, oltre un terzo delle scuole nel mondo e la metà delle scuole nei paesi meno sviluppati non hanno postazioni in cui lavarsi le mani con acqua e sapone.

«Milioni di neonati e bambini non dovrebbero morire ancora ogni anno per mancanza di accesso ad acqua, servizi igienico-sanitari, nutrizione adeguata o servizi sanitari di base. Dobbiamo rendere la fornitura dell’accesso universale a servizi sanitari di qualità prioritaria per ogni bambino»


Diritti dei bambini negati. Niente scuola quando si scappa dalla guerra
La guerra porta con sé la morte. E per chi vi sfugge la vita sarà fatta di povertà e di diritti negati. Come quello all'istruzione scolastica. Lo dice chiaramente quel dato che parla di 303 milioni di bambini e giovani nel mondo tra i 5 e i 17 anni che non vanno a scuola, un bambino su tre, 104 milioni quelli che vivono in paesi colpiti da conflitti o disastri.

«Quando un paese è colpito da conflitti o disastri i suoi bambini e giovani sono vittime due volte. Nel breve periodo, le loro scuole vengono danneggiate, distrutte, occupate da forze militari o anche deliberatamente attaccate, a causa di ciò vanno ad aggiungersi ai milioni di giovani che non vanno a scuola e con il passare degli anni raramente ritornano»

Il rapporto UnicefUn futuro rubato: giovane e fuori dalla scuola” mostra che 1 bambino su 5 tra i 15 e i 17 anni che vive in paesi colpiti da conflitti o disastri non è mai entrato in una scuola e 2 su 5 non hanno mai completato il ciclo di istruzione primaria.

Secondo il rapporto e le stime attuali, il numero di persone tra i 10 e i 19 anni che non andrà a scuola entro il 2030 arriverà a 1,3 miliardi, con un aumento dell’8%.

La violenza nelle scuole ostacola l’istruzione nel mondo
A livello globale, poco più di uno studente su tre fra 13 e 15 anni è vittima di bullismo e circa la stessa percentuale è coinvolta in scontri fisici. Lo rivela il rapporto lanciato dall’Unicef “Una lezione quotidiana: porre fine alla violenza nelle scuole

Anche questo capitolo desta preoccupazione, se si considera che tre studenti su 10 in 39 paesi industrializzati ammettono di esercitare bullismo sui loro coetanei.

Nel 2017 sono stati registrati 396 attacchi documentati o verificati sulle scuole nella Repubblica Democratica del Congo, 26 sulle scuole in Sud Sudan, 67 attacchi in Siria e 20 attacchi in Yemen. E ancora, circa 720 milioni di bambini in età scolastica vivono in paesi in cui le punizioni fisiche a scuola non sono completamente proibite.

«L’istruzione è fondamentale per costruire delle società che vivano in pace, eppure, per milioni di bambini nel mondo, la scuola stessa non è sicura. Ogni giorno, i bambini incontrano numerosi pericoli, fra cui scontri, pressione per unirsi alle gang, bullismo, sia di persona che on-line, punizioni violente, molestie sessuali e violenza armata»


Bullismo. Anche in Italia sono negati i diritti dei bambini
In questa triste classifica non è da escludere l’Italia, dove il 37% degli studenti fra i 13 e i 15 anni ha riferito di essere stata vittima di bullismo a scuola almeno una volta negli ultimi due mesi e di essere stata coinvolta in scontri fisici almeno una volta nei 12 mesi passati.

In questa stessa fascia di età, il 12% degli studenti ha subito atti di bullismo, a scuola almeno una volta negli ultimi due mesi e il 31% è stato coinvolto in atti di violenza fisica, almeno una volta negli ultimi 12 mesi.




Articolo di
Maris Davis


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24 dicembre 2015

Bambini in pericolo. Rapporto Unicef 2015

Bambini in pericolo, perseguitati, minacciati, malnutriti, bambini in fuga da guerre, sfruttati, derubati dell'infanzia.


Ogni giorno, in ogni angolo del mondo, milioni di bambini sono in pericolo. Molti vivono in paesi come Eritrea, Nigeria, Sudan, Siria, Iraq o Afghanistan, paesi in conflitto, in povertà estrema, senza la protezione e le cure di cui avrebbero bisogno. Sono bambini in pericolo che non hanno sceltaBambini che vivono nelle zone sotto assedio, in quelle colpite da catastrofi naturali, nelle strade di città in degrado o nei villaggi più isolati. Tutti i bambini hanno diritto di crescere sani, giocare, di andare a scuola, di avere opportunità.
  • Conflitti e Guerre. 232 milioni di bambini vivono in zone e regioni coinvolte da conflitti armati. Nel mondo circa 250.000 bambini e bambine sono costretti a imbracciare un'arma. Da Siria e Iraq al Sud Sudan e alla Repubblica Centrafricana, guerre e conflitti mettono in pericolo milioni di bambini: traumi fisici e psicologici, malattie e malnutrizione, violenza e sfruttamento.
  • Violenza. 12 milioni di bambini nel mondo sono vittime di violenza sessuale, 6 bambini su 10 sono soggetti a maltrattamenti e punizioni fisiche.
  • Malattie. 16.000 bambini perdono la vita ogni giorno prima dei 5 anni per malattie curabili o prevenibili con le vaccinazioni.
  • Malnutrizione. 200 milioni di bambini nel mondo soffrono di malnutrizione. Ogni anno quasi la metà dei bambini sotto i cinque anni muore per cause a essa correlate.
  • Disastri naturali. 175 milioni di bambini rischiano ogni anno di essere colpiti da disastri naturali. Durante un'alluvione, un terremoto o un tifone, i bambini sono i più vulnerabili ed esposti anche a malattie, malnutrizione, violenza e sfruttamento.
  • Lavoro. 150 milioni di bambini tra i 5 e 14 anni coinvolti, nei Paesi in via di sviluppo, in forme di lavoro minorile dannose per la loro salute e il loro sviluppo. Lavori che li condannano a una vita senza giochi né istruzione.
Bambini e Violenza
  • Nel mondo si stima siano 12 milioni i bambini vittime di violenza sessuale e 95.000 sono gli omicidi.
  • Un quinto di tutti i bambini uccisi hanno meno di 19 anni, un terzo di questi hanno meno di 10 anni.
  • Nel mondo, 6 bambini su 10 al mondo sono soggetti a maltrattamenti
  • Circa 3 adulti su 10 in tutto il mondo ritengono che la punizione fisica sia necessaria per crescere ed educare un bambino.
  • 4 bambini su 5 tra i 2 e 14 anni sono vittime di violenze domestiche.
  • Nel mondo, più di un terzo di tutti gli adolescenti sono vittime sistematiche di bullismo.
  • Quasi 1 studente su tre di età compresa tra i 13 e i 15 anni dice di essere stato coinvolto in uno o più scontri fisici negli ultimi 12 mesi.
Matrimoni infantili e Violenza sulle donne
  • Se non vi sarà alcuna riduzione nella pratica del matrimonio precoce, il numero di ragazze minorenni sposate ogni anno crescerà dai 15 milioni di oggi a 16,5 milioni nel 2030 a oltre 18 milioni nel 2050.
  • 28 milioni di adolescenti di età compresa tra 10 e 19 anni hanno subito mutilazioni genitali femminili/escissione.
  • Circa 1 ragazza sotto i 20 anni su 10 è stata violentata o costretta a compiere atti sessuali.
  • Quasi un quarto delle ragazze tra i 15 e i 19 anni riferisce di aver subito violenze dall'età di 15 anni.
  • Nel 2012, il 17% delle donne si sono sposate tra i 15 e i 19 anni di età.
Bambini e Povertà
  • Sebbene costituiscano un terzo della popolazione mondiale, i bambini rappresentano quasi la metà delle persone che vivono in condizioni di povertà estrema.
  • I bambini delle famiglie a basso reddito hanno 1,5 volte più probabilità di essere malnutriti rispetto a quelli in famiglie che appartengono nel 60% più alto dei redditi.
  • I bambini nati nelle famiglie più povere hanno probabilità quasi doppie di morire prima del loro quinto compleanno rispetto a quelli delle famiglie più ricche.
  • I bambini più poveri hanno probabilità cinque volte maggiori di non frequentare la scuola rispetto a quelli più ricchi.
  • In base a un’analisi compiuta su 54 paesi, i divari nelle percentuali di ritardo della crescita tra ricchi e poveri stanno aumentando nei paesi a basso reddito.
  • I bambini che vivono nelle famiglie più povere hanno probabilità fino a 10 volte inferiori di frequentare corsi di istruzione della prima infanzia rispetto a quelli provenienti dalle famiglie più ricche.
Mortalità Infantile
  • Ogni giorno circa 16.000 bambini perdono la vita prima dei 5 anni di età: 700 ogni ora, 11 al minuto. Nel 1990 ne morivano oltre 35.000.
  • Il 45% di tutti i decessi sotto i 5 anni avviene durante il periodo neonatale.
  • Nel 2015, 4,4 milioni di bambini sono morti prima di compiere il primo anno di vita.
  • A livello globale, Africa sub-sahariana e Asia meridionale contano insieme l’80% delle morti sotto i 5 anni.
  • Il rischio di morte a causa della diarrea è 4,6 volte maggiore per un bambino che soffre di disturbi della crescita.
Crisi umanitarie e Migrazioni
  • Si stima che 232 milioni di bambini vivano in zone e regioni coinvolti da conflitti armati.
  • Da gennaio a novembre 2015 sono stati registrati 793.000 arrivi via mare da migranti e rifugiati
  • Tra i richiedenti asilo 1 persona su 4 è un bambino; 215.000 bambini e adolescenti hanno cercato asilo nell'Unione Europea (tra gennaio e novembre 2015).
  • Si stima che circa 700 bambini abbaino perso la vita nel 2015 nel tentativo di raggiungere l’Europa attraversando il Mediterraneo.
  • Nel 2013 si sono registrati 51,2 milioni di sfollati interni, la metà dei quali rappresentata da bambini.
  • Nel 2012, il 36% dei bambini che non andavano a scuola si trovava in paesi e regioni colpite da conflitti.
  • Nel 2014, il conflitto nel Sud Sudan ha provocato lo sfollamento di quasi 750.000 bambini, ha determinato in 235.000 bambini condizioni di malnutrizione acuta grave, ha esposto i bambini a un’epidemia di colera con più di 6.000 casi e 167 decessi, ha interrotto la frequenza scolastica per 400.000 bambini e ha causato il reclutamento di 12.000 bambini da parte di forze e gruppi armati.
  • Nei paesi colpiti dell’Africa occidentale, Ebola ha coinvolto quasi 10 milioni di bambini e giovani sotto i vent'anni.
  • Nel 2014, 15 milioni di bambini sono stati coinvolti in violenti conflitti in Iraq, Repubblica Centrafricana, Sud Sudan, Stato di Palestina, Repubblica Araba di Siria e Ucraina.
Conflitti
  • In Siria, più di 7,6 milioni di persone sono sfollate.
  • 1,07 milioni di rifugiati siriani vivono in Libano.
  • Più di 2 milioni di bambini rifugiati hanno trovato riparo in Egitto, Iraq, Giordania, Libano e Turchia.
  • In Iraq, 1,3 milioni di bambini sono sfollati.
  • Nello Yemen, 2,3 milioni di bambini sono sfollati e 573 sono stati uccisi negli ultimi 6 mesi (Novembre 2015)
  • In Sud Sudan più di 1 milione di bambini sono sfollati a causa del conflitto.
  • In Nigeria, Camerun, Niger e Ciad, 1,4 milioni di bambini sono stati costretti a lasciare il loro paese a causa del gruppo armato di Boko Haram.
  • Un bambino su otto nato nel 2015, vive in zone di guerra.
Cambiamento climatico e Catastrofi naturali
  • Secondo le stime, ogni anno 175 milioni di bambini rischiano di essere colpiti da disastri naturali. La maggior parte di loro deve far fronte allo sconvolgimento della propria formazione scolastica.
  • Nel 2013, 22 milioni di persone sono state strappate alle loro case e costrette a sfollare a causa di disastri provocati da pericoli naturali.
  • Il clima è responsabile del 75% di tutti i disastri.
  • I pericoli naturali e il degrado ambientale, comprendente eventi collegati al cambiamento climatico, possono determinare tensioni e conflitti dovuti alla scarsità di risorse.
Malnutrizione
  • Nel mondo oltre 200 milioni di bambini soffrono di malnutrizione.
  • Circa il 45% delle morti infantili ha come causa concomitante la malnutrizione, cioè quasi la metà dei 5,9 milioni di decessi infantili sotto i 5 anni registrati nel 2015.
  • Anche grazie al contributo dell’UNICEF, tra il 1990 e il 2014 i tassi di malnutrizione cronica sono diminuiti dal 39,4% al 23,8%, con i tassi di malnutrizione acuta che si attestano all'8%.
  • Dalla fine del 2010 l’UNICEF Italia ha sostenuto 10 progetti contro la malnutrizione, trasferendo, grazie alle generosità dei donatori italiani, oltre 27,7 milioni di euro - 9 in Africa e 1 in Asia.
Lavoro Minorile
  • Nei paesi in via di sviluppo, sono 150 milioni i bambini tra i 5 e 14 anni coinvolti nel lavoro minorile.
  • La più alta percentuale di bambini lavoratori si trova in Africa sub-sahariana (25% tra i 5 e i 14 anni). In Asia meridionale il 12% dei bambini contro il 5% dei bambini che vivono in Europa centrale e orientale e Comunità degli Stati Indipendenti.
  • In Asia meridionale sono 77 milioni i bambini lavoratori. In Pakistan l’88% dei bambini tra i 7 e i 14 anni che non vanno a scuola, lavora; in Bangladesh sono il 48%, in India il 40% e in Sri Lanka il 10%.
Bambini Soldato
  • Nella Repubblica Centrafricana sono tra i 6.000 e i 10.000 i bambini associati a gruppi armati nel paese.
  • In Sud Sudan i bambini e le bambine soldato sarebbero tra 15.000 e i 16.000, arruolati da entrambe le fazioni in lotta.
  • In Nigeria il gruppo jihadista Boko Haram costringe i bambini ad uccidere i civili durante gli assalti ai villaggi. Nel 2014 almeno cento bambini, per lo più bambine, sono state utilizzate come vere e proprie bombe umane in decine di attentati.
  • Nel 2014, nella Repubblica Centrafricana, l’UNICEF e i suoi partner hanno garantito il rilascio di oltre 2.800 bambini tra questi anche 646 ragazze, provenienti da gruppi armati. Nel 2013 i bambini rilasciati da gruppi armati sono stati 500.
  • Dall'inizio del conflitto nello Yemen, l’UNICEF stima che circa 1/3 dei combattenti siano bambini.
Istruzione
  • Nell'Africa sub-sahariana 29 milioni di bambini non hanno accesso all'istruzione primaria, l'83% sono bambine
  • Nel mondo sono 121 milioni i bambini che non hanno mai avuto la possibilità di andare a scuola.
  • In Africa solo 3 bambine su 10 riescono a completare l'intero ciclo scolastico. Resta grave il problema dell'alfabetizzazione femminile nel continente africano.
(fonte dei dati: Unicef Italia)





Articolo a cura di

Maris Davis



12 ottobre 2015

Giornata Internazionale delle Bambine e delle Adolescenti

"Per il mondo, l'opinione pubblica internazionale e perfino per la maggior parte delle organizzazioni umanitarie internazionali le adolescenti e le bambine sono quasi scomparse. Non avere investito in politiche e programmi su misura per loro, le ha rese quasi invisibili"
La Giornata Internazionale delle Bambine e delle Adolescenti fu istituita dall'ONU nel 2011 e si ricorda ogni anno l'11 ottobre, viene dedicata al ruolo fondamentale che deve essere riconosciuto alle adolescenti (10-19 anni) nella nuova strategia globale per lo sviluppo umano così come definita dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) approvati poche settimane fa dalla comunità internazionale.

I numeri della discriminazione. Nel mondo oggi sono quasi 600 milioni le adolescenti tra 10 e 19 anni, con potenzialità illimitate che spesso non possono trovare espressione a causa della discriminazione di genere e della carenza di investimenti nelle politiche sociali mirate ai loro specifici bisogni.

A testimoniarlo sono alcuni dati esemplari. Si stima che una ragazza su 10, sotto i 20 anni, ha subito qualche forma di abuso sessuale. Ben 84 milioni di adolescenti sposate o vincolate da un'unione formalizzata, subiscono violenza nell'intimità dal proprio partner.

I matrimoni precoci rappresentano una grave minaccia per i diritti di queste giovanissime ragazze. Nel 2012, il 17% delle donne dichiarava di essersi sposata prima dei 19 anni. Se questa pratica non verrà contrastata efficacemente nei prossimi anni, le "spose bambine" nel mondo saranno 16,5 milioni nel 2030 e oltre 18 milioni nel 2050. Attualmente esse sono circa 15 milioni.

La penalizzazione delle ragazze emerge anche dai dati riguardanti l'HIV-AIDS. Sebbene la sindrome negli ultimi anni sia entrata in fase recessiva, le giovanissime continuano a rimanere ai margini di questo progresso. Nel mondo in via di sviluppo, un'adolescente tra 15 e 19 anni ha da due a tre volte maggiori probabilità di contrarre l'HIV rispetto a un coetaneo maschio.

Fra le giovani provenienti dalle famiglie più povere, solo il 17% hanno una conoscenza dell'HIV sufficiente per prevenire il contagio.

Ogni anno 3 milioni di bambine e adolescenti subiscono forme di mutilazione genitale femminile.

L'istruzione è universalmente riconosciuta come la strategia più efficace per rompere il ciclo della povertà e della negazione dei diritti. È dunque fonte di grave preoccupazione che fra gli analfabeti di età compresa tra 15 e 24 anni, nel mondo, il 56% siano ragazze. L'UNESCO calcola che, se non vi saranno accelerazioni nei progressi in corso, l'accesso universale delle bambine alla scuola primaria non avverrà prima del 2086!

Complessivamente, meno del 2% dei fondi per la cooperazione internazionale allo sviluppo sono dedicati a programmi mirati a migliorare la condizione delle bambine e delle adolescenti.

La scuola, chiave per lo sviluppo. Tuttavia, le nuove generazioni femminili hanno un immenso potenziale.

Si stima che oltre metà dello straordinario progresso nella riduzione della mortalità infantile, più che dimezzata dal 1990 a oggi, sia da attribuire all'aumento nel numero medio di anni di scuola completati dalle bambine e dalle ragazze.

Se tutte le bambine completassero il ciclo dell'istruzione primaria, la mortalità materna calerebbe del 66%, salvando la vita di 189.000 donne ogni anno.

Se tutte le ragazze completassero l'istruzione secondaria, il tasso di mortalità infantile nei paesi a medio e basso reddito calerebbe di ben il 49% e i tassi di malnutrizione cronica segnerebbero una riduzione del 26%. A loro volta, l'incidenza dei matrimoni precoci sarebbe ridotta di due terzi (-64%).

Investire nelle adolescenti è uno dei modi migliori per garantire un futuro più sostenibile. E a beneficiarne sarebbero non solo le stesse protagoniste, ma l'intera società.

Se infatti si calcola che gli uomini reinvestono all'interno della famiglia e della comunità circa il 30-40% del loro reddito da lavoro, questa quota sale al 90% quando a lavorare sono le donne.
(Fonte dati UNICEF)


A partire dal 2011, ogni 11 ottobre si celebra la Giornata Internazionale delle bambine e delle ragazze
(International Day of the Girl)



Articolo di

02 giugno 2015

1990-2015 Venticinque anni di progressi per l'Infanzia

Diritti dei Bambini. Molto è stato fatto, ma c'è ancora molto da fare. Nel mondo troppe disuguaglianze.

Sono passati 25 anni da quando il 20 novembre 1989 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato la Convenzione sui Diritti dell'Infanzia (CRC). Un documento fondamentale che ha posto le basi per la tutela dell'infanzia in tutto il mondo.

Il Comitato ONU ha individuato quattro principi generali, trasversali a tutti i principi espressi dalla CRC ed in grado di fornire un orientamento ai governi per la sua attuazione:
  • Non discriminazione (art. 2), tutti i diritti sanciti dalla CRC si applicano a tutti i minori senza alcuna distinzione,
  • Superiore interesse del minore (art. 3), in tutte le decisioni il superiore interesse del minore deve avere una considerazione preminente,
  • Diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo (art. 6), non solo il diritto alla vita ma garantire anche la sopravvivenza e lo sviluppo,
  • Partecipazione e rispetto per l’opinione del minore (art. 12), per determinare in che cosa consiste il superiore interesse del minore, il suo diritto di essere ascoltato e che la sua opinione sia presa in considerazione.
L'Unicef e altre associazioni internazionali che si occupano di infanzia in questi venticinque anni hanno determinato che molti passi in avanti sono stati fatti in favore dei bambini per migliorare i loro dritti, la loro istruzione e la loro salute. Nonostante ciò c'è ancora molto da fare, soprattutto in Africa e nelle aree povere del mondo, ma anche all'interno di alcune comunità sociali che, per tradizioni e cultura, non hanno  ancora recepito lo spirito della Convenzione sui Diritti dell'Infanzia.


Mortalità Infantile
Dal 1990 nel mondo si è ridotto di oltre un terzo il numero dei decessi neonatali, ma circa tre milioni di neonati ancora muoiono ogni anno per cause prevenibili.

I progressi internazionaliDall'entrata in vigore della Convenzione moltissimi progressi sono stati compiuti per il benessere dell’infanzia. In tutte le regioni del mondo la Convenzione ha ispirato cambiamenti nelle leggi e nelle politiche che hanno migliorato la vita di milioni di bambini e adolescenti.

Molto è stato fatto in questi 25 anni, dal declino della mortalità infantile all'aumento dell’accesso all'istruzione, ma questi importanti progressi devono servire a ricordarci tutto quello che ancora rimane da fare perché ancora troppi bambini non vedono rispettati i propri diritti.

Oggi, ogni giorno nel mondo muoiono circa 18.000 bambini (750 ogni ora) per malattie facilmente curabili o prevenibili. Bambini che non riescono a compiere il loro 5° anno. E non succede in modo omogeneo ovunque, ma con differenze inaccettabili a seconda di dove di nasce, a seconda del contesto socio-economico, a seconda dell'appartenenza etnica, e sempre più spesso anche a seconda della religione di appartenenza.

Mortalità Infantile "Lottery of Birth"
- Leggi -


Lavoro Minorile
Dal 2000 il lavoro minorile è sceso di un terzo, ma ancora 168 milioni di bambini sono costretti a lavorare.

Articolo 32 .. "Hai il diritto di essere protetto dal lavorare in luoghi o in condizioni che possano danneggiare la tua salute o impedire la tua istruzione. Se il tuo lavoro produce un guadagno, devi essere pagato in modo adeguato".



Moderne schiavitù "Rapporto 2014"
Leggi -


Migranti
35 milioni di migranti internazionali hanno meno di 20 anni e hanno il diritto di essere protetti.

Articolo 22 .. "Se sei un rifugiato (cioè se devi lasciare la tua nazione perché viverci sarebbe pericoloso per te) hai il diritto di essere protetto e aiutato in modo speciale".

Povertà
La percentuale di popolazione che vive con meno di 1,25 dollari al giorno è scesa dal 47% del 1990 al 20% del 2010.

Ma ..
  • Circa la metà della ricchezza mondiale è detenuta dell'1% della popolazione.
  • Il reddito dell'1% dei ricchi del mondo ammonta a 110.000 miliardi di dollari, 65 volte il totale della ricchezza della metà della popolazione più povera del mondo.
  • Il reddito di 85 super ricchi equivale a quello della metà della popolazione mondiale.
Articolo 27 .. "Hai diritto a uno standard di vita sufficientemente buono. Ciò significa che i tuoi genitori hanno l’obbligo di assicurarti cibo, vestiti, un alloggio, ecc. Se i tuoi genitori non possono permettersi queste cose, il governo deve aiutarli".


I ricchi dovrebbero vivere più semplicemente affinché i poveri possano semplicemente vivere.
(Gandhi)


Grandi disuguaglianze e minacce globali
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Disabilità
Tutti i bambini hanno gli stessi diritti. I bambini con disabilità hanno gli stessi diritti e bisogni di tutti gli altri bambini.

Articolo 23 .. "Se hai una disabilità, fisica o psichica, hai diritto a cure speciali e a un’istruzione speciale, che ti permettano di crescere come gli altri bambini".


Vaccinazioni
Dal 1998 i casi di polio nel mondo sono diminuiti di oltre il 99%. Ma ancora milioni di bambini, soprattutto in Africa, non hanno i mezzi o non ricevono l'assistenza sanitaria necessaria per fare le vaccinazioni per prevenire malattie come epatite B, tetano, difterite e pertosse che sono tra le principali cause di mortalità infantile.

Articolo 24 .. "Hai il diritto di godere di una buona salute. Ciò significa che devi ricevere cure mediche e farmaci quando sei malato. Gli adulti devono fare di tutto per evitare che i bambini si ammalino, in primo luogo nutrendoli e prendendosi cura di loro".


Registrazione Anagrafica
Dal 2000 al 2010 la registrazione anagrafica globale delle nascite è salita dal 58% al 65%, ma circa 230 milioni di bambini sotto i cinque anni non sono mai stati registrati. Significa che un bambino su tre ufficialmente non esiste.

Articolo 7 .. "Hai il diritto di avere un nome, e al momento della tua nascita il tuo nome, il nome dei tuoi genitori e la data devono venire scritti. Hai il diritto di avere una nazionalità e il diritto di conoscere i tuoi genitori e di venire accudito da loro".


Bambini Invisibili
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Istruzione
Dal 1990 al 2011 le iscrizioni alla Scuola dell'infanzia sono aumentate dal 33% al 50%. Ciò significa che ancora oggi sono milioni i minori in età scolare che non hanno accesso all'istruzione, e di questi 3 su 4 sono bambine.

Dei 121 milioni di bambini che nel mondo non hanno mai avuto la possibilità di andare a scuola, il 65% sono bambine. Gli ostacoli alla scolarizzazione femminile nascono da discriminazioni e pregiudizi assai radicati in numerose culture. Nell'Africa Sub-Sahariana 29 milioni di bambini e bambine non hanno ancora oggi accesso all'istruzione primaria.

Articoli 28 e 29 .. "Hai il diritto di ricevere un’istruzione. Devi ricevere un’istruzione primaria, che deve essere gratuita. Devi anche poter andare alla scuola secondaria. Lo scopo della tua istruzione è di sviluppare al meglio la tua personalità, i tuoi talenti e le tue capacità mentali e fisiche. L’istruzione deve anche prepararti a vivere in maniera responsabile e pacifica, in una società libera, nel rispetto dei diritti degli altri e nel rispetto dell’ambiente".


Scuole e Istruzione in Africa
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Infezioni da HIV
Le infezioni da HIV nei bambini al di sotto dei 14 anni si sono ridotte di oltre la metà, ma ancora, soprattutto nell'Africa sub-sahariana, sono ancora troppi i bambini e gli adolescenti sieropositivi.

Articolo 6 .. "Tutti devono riconoscere che hai il diritto di vivere".


Salute Materna
Dal 1990 la mortalità materna è scesa del 45%. Soluzioni semplici possono prevenire la maggior parte dei decessi.

Ogni anno nel mondo circa 300 mila donne muoiono per complicazioni legate alla gravidanza o al parto. Altre 10 milioni patiscono lesioni, malattie o infezioni che possono provocare sofferenze per tutto l'arco della vita.

Il fenomeno è strettamente connesso alla povertà e alla scarsa considerazione dei diritti umani delle donne. Il 99% dei decessi avvengono infatti in paesi a basso reddito, con l'85% dei casi concentrati nell'Africa sub-sahariana e in Asia meridionale.

Articolo 42 .. "Tutti gli adulti e tutte le bambine e i bambini devono sapere che esiste questa Convenzione. Hai il diritto di sapere quali sono i tuoi diritti, e anche gli adulti devono conoscerli".


Mortalità Materna
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Convenzione dei Diritti dell'Infanzia
Testo Integrale




25 anni di progressi per l'Infanzia e dell'Adolescenza




Articolo curato da



In Nigeria non si può più essere cristiani

Bambini e neonati uccisi, donne e disabili massacrati, case incendiate. Racconto della strage di Natale per mano dei pastori...