Visualizzazione post con etichetta Friuli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Friuli. Mostra tutti i post

06 maggio 2017

Racconta il tuo terremoto

Friuli 1976
Prendendo spunto dalla testimonianza di Florindo Dal Bello, un sostenitore friulano di Foundation for Africa, e che nel 2010 pubblicò il suo ricordo del terremoto del Friuli, in particolare del giorno della grande scossa, il 6 maggio 1976, abbiamo deciso di lanciare un iniziativa per raccogliere altre testimonianze di persone che si sono trovate in circostanze simili.

In particolare chiediamo a chi si è stato testimone di un terremoto e lo ha vissuto in prima persona di raccontare la sua esperienza con un breve racconto e di inviarcelo. Tutti gli scritti pervenuti entro il mese di novembre 2017 li raccoglieremo in un libro e che pubblicheremo nei primi mesi del 2018. A tutti gli autori sarà poi inviata gratuitamente una copia del volume.

Racconta il tuo terremoto
Se anche tu hai vissuto un’esperienza di terremoto racconta brevemente la tua esperienza personale con il "tuo" terremoto. Compila il modulo sottostante oppure vai direttamente al form nel sito, segui le istruzioni e inviaci la tua storia.

Tutti gli scritti saranno raccolti e pubblicati in un libro che poi ti invieremo gratuitamente. Saranno presi in considerazione solo i testi pervenuti entro il mese di novembre 2017.

Le testimonianze non dovranno superare le 3 o 4 pagine (formato A4) e ci dovranno pervenire nei formati word, libre office o pdf. Tutti i documenti e i dati che riceveremo saranno utilizzati esclusivamente ai fini di questa iniziativa e gli eventuali proventi derivanti dalla pubblicazione del libro saranno devoluti a favore di iniziative benefiche delle zone colpite dal terremoto nel Centro Italia.



Amatrice 2016, il giorno dopo

I principali terremoti che hanno colpito l'Italia dal 1976



Aiutaci a divulgare questa iniziativa nei social
Condividi su Facebook

21 luglio 2015

Comunità Pentecostale, nigeriani del Friuli. Comunicato

COMUNICATO
Noi "cristiani" di Nigeria siamo stati perseguitati, uccisi, abbiamo subito ogni sorta di violenza nei luoghi dove siamo nati e dove siamo cresciuti. Da sei anni stiamo subendo l'odio atroce e selvaggio di assassini che vorrebbero annientarci in nome di un Dio che si chiama Allah.

Noi "cristiani" di Nigeria non abbiamo mai preso in mano una sola volta un'arma per far male al nostro vicino mussulmano, mentre l'islam integralista nella nostra Nigeria massacra, rapisce le nostre ragazze, brucia i nostri villaggi, distrugge le nostre Chiese e le nostre scuole, uccide i nostri figli, padri e nonni. Usa le nostre bambine come bombe umane.

La comunità "nigeriana di fede pentecostale" del Friuli è sbalordita dall'ignoranza che troppi italiani hanno ancora su questi temi, credono ancora che questi siano semplici terroristi, ma nei territori che loro conquistano, le bambine non possono più andare a scuola, le donne non possono più uscire di casa, i ragazzi maschi sono costretti ad arruolarsi con Boko Haram. Tutti sono costretti a convertirsi all'Islam.

Agiscono in nome di Allah e del Corano e finché l'occidente non riesce a capire questo, sarà molto difficile una soluzione positiva per la Nigeria, o per qualsiasi altro luogo al mondo dove l'Islam integralista perseguita le minoranze cristiane.

Tutto l'occidente si è indignato per il rapimento delle 237 studentesse di Chibok nell'aprile 2014 con la campagna #BringBackOurGirls, ma vi siete "dimenticati" delle più di duemila altre ragazze che da allora nella nostra Nigeria l'Islam integralista ha rapito, rese schiave sessuali, costrette a sposare i loro stessi carnefici, messe incinta affinché possano partorire i futuri soldati di Boko Haram.

Tutto l'occidente si è indignato per le stragi di Parigi e della Tunisia, ma vi dimenticate che questi orrori, queste morti, nella nostra Nigeria l'Islam integralista li provoca ogni giorno, tutti i giorni.

Chiediamo che l'occidente riconosca che non è solo un problema di terrorismo, ma che è un vero e proprio problema religioso.

Chiediamo all'Islam "moderato" che apra gli occhi ed inizi a prendere coscienza di un problema che sta "distruggendo" la sua stessa credibilità, anche perché Boko Haram, o ISIS, o Seleka, oppure Al-Shabaab, tutti gruppi dell'integralismo islamico, e tutti leggono e agiscono in nome di quel Corano che viene letto anche dai mussulmani moderati.

Abbiamo deciso di "combattere" l'Islam a modo nostro, non con le armi, non con le bombe, non con il Kalashnikov, ma con le parole diffuse nel web, con ogni mezzo, attraverso qualsiasi tipologia e forma comunicativa.

Non ci fermeranno gli insulti di chi ci giudicherà razzisti, non ci fermeranno le minacce di islamici "balordi" (come è avvenuto anche in questi giorni).

Tutti devono sapere che in questo momento storico non c'è un solo luogo al mondo dove l'Islam non sia coinvolto in un conflitto, in una guerra, in un'usurpazione violenta di territori da sottoporre alla Sharia più integrale.

Gli italiani devono sapere che TUTTI (e diciamo tutti) i trafficanti di uomini che agiscono in Africa sono islamici, e l'85% delle persone che, sempre numerose, stanno sbarcando in Italia e in Grecia sono di fede mussulmana. Scappano sopratutto da guerre e violenze che proprio gli islamici integralisti hanno provocato.

Tutti devono sapere che la principale fonte di energia, il petrolio, e di cui il cristiano occidente ha estremo bisogno, è controllato per il 70% dai paesi islamici, vedi Arabia Saudita e altri paesi del Golfo, e che quasi certamente finanziano anche i gruppi dell'Islam integralista. Ciò significa che l'occidente, comprando quel petrolio, finanzia indirettamente le milizie islamiche integraliste. Un altro paradosso di questo mondo sbagliato.

Se l'Italia e l'occidente NON riesce a vedere in questo una vera e propria minaccia significa che i duemila anni di storia europea e del cristianesimo NON sono serviti a niente.

Noi non resteremo indifferenti di fronte alle violenze che in tutto il mondo vengono compiute in nome di Allah e del Corano.

Noi non resteremo indifferenti di fronte a chi insiste ancora a voler costruire Moschee per chi, solamente nella nostra Nigeria, ha già distrutto centinaia di Chiese.

Firmato
Comunità Nigeriana Pentecostale del Friuli


No alla persecuzione dei Cristiani
e No all'Islam Integralista
- clicca qui -


06 maggio 2015

6 maggio 1976. Quel giorno il Friuli crollò

6 maggio 1976 .. Terremoto del Friuli. Quasi mille morti, oltre 100 mila sfollati, coinvolti 600 mila abitanti (il 60% della popolazione), 45 comuni completamente distrutti e 52 gravemente danneggiati e molti altri con danni rilevanti.

La straordinaria solidarietà ricevuta da ogni parte del mondo, agli alpini, ai soccorritori, ai volontari giunti qui da ogni dove; alla gente friulana che, seppur colpita, comunque aiutava chi aveva più bisogno, penso a quell'estate iniziata in anticipo alle ore 9 di sera di quel 6 maggio, poi un continuo tremare della terra, un tremore praticamente quotidiano, penso a quell'estate poi finita il 15 di settembre con una scossa ancora più forte, ma "per fortuna" (dicono) più breve, quel poco che era rimasto in piedi crollò del tutto. Non crollò la tenacia e la speranza dei friulani che seppero reagire come in fondo dovrebbero fare tutti quelli che, anche individualmente, subiscono un evento negativo o tragico .. (testimonianza)

Il terremoto del Friuli è un esempio davvero unico per la sua straordinaria ricostruzione che fu conclusa in soli 10 anni. I paesi, i centri storici, le case, e le fabbriche furono ricostruiti esattamente dov'erano .. e il Friuli, da quelle macerie, rinacque più bello e più forte di prima. Dall'esempio del Friuli nacque la moderna "Protezione Civile".


Intorno a noi tutto era buio, ma ricordo la luce della Luna e ricordo l'odore dell'aria come di un fiammifero acceso.

Era il 6 maggio
da un racconto di c'era
- leggi -


Servizio TG2 dell'epoca (di Gianni Minà)







Articolo curato da


In Nigeria non si può più essere cristiani

Bambini e neonati uccisi, donne e disabili massacrati, case incendiate. Racconto della strage di Natale per mano dei pastori...