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Mafia Nigeriana. Capi, soldati, spaccio, punizioni

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Ferrara , settembre 2021 , così è stata smontata l’organizzazione dominante nel centro nord. Il giudice: " Clan pericolosissimo " Violenti, pronti " all’annientamento fisico degli avversari ", dotati di " elevatissima capacità intimidatoria " e capaci di " allarmanti azioni di plateale contrapposizione allo Stato italiano ". Sembrerebbe il ritratto dei ‘padrini ’ di Cosa Nostra della Sicilia profonda o delle ' Ndrine che dominano i pendii dell’Aspromonte. Invece no . Siamo a Ferrara. E l’organizzazione che per anni ha dettato legge in alcuni quartieri della città non è nemmeno italiana ma interamente formata da nigeriani. È infatti nel cuore della placida provincia emiliana che la ‘ piovra nera ’ ha ficcato i suoi tentacoli. Non solo all’interno delle mura estensi. Il gruppo aveva addentellati anche in gran parte del nord, da Padova a Torino, passando per Parma, Brescia e Verona. Fino a pochi anni fa, gli allarmi lanciati sul fenomeno

La tratta delle bambine nigeriane a scopi sessuali

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Il dramma della tratta di bambine nigeriane costrette alla prostituzione lungo la rotta dei migranti. ' Piccole donne ' senza un sostegno, che al loro arrivo trovano una nuova vita di soprusi e disperazione. La tratta delle prostitute bambine nigeriane che sono arrivate in Italia sui barconi dei migranti è il paradigma del dramma della prostituzione minorile che non accenna a risolversi nel breve periodo. Un fenomeno che si aggrava e rivela con drammaticità la situazione in cui versano tantissime piccole donne private della loro libertà e della giovinezza. Bambine prostitute in Italia: le minori nigeriane nella rete dei trafficanti Si fa fatica a capire se non si è dentro un problema più generale, quello della tratta di esseri umani che coinvolge nel mondo almeno 3 milioni di persone ogni anno, non per una difficoltà a comprendere ma piuttosto per la crudeltà del comprendere: un crimine contro l’umanità consumato anche a " casa nostra ", che è davan

La Convenzione di Ginevra compie 70 anni

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L'anniversario sul trattato a difesa dei diritti del " Rifugiato " Uno dei trattati più sottoscritti a livello internazionale Definisce chi è un rifugiato e i diritti dei singoli che hanno ottenuto l'asilo e le responsabilità delle nazioni. A fine 2020 erano quasi 21 milioni i rifugiati nel mondo. Compie 70 anni . La Convenzione sui rifugiati, fondamentale strumento giuridico internazionale a difesa di chi fugge da persecuzioni, discriminazioni, violenze, guerre e che chiede asilo in un altro paese, è stata approvata in una speciale conferenza delle Nazioni Unite, tenuta a Ginevra il 28 luglio 1951 . Anche se entrerà in vigore il 22 aprile del 1954. Ad oggi gli stati firmatari della Convenzione sono 149 , rendendola uno dei trattati internazionali più sottoscritti. È un trattato multilaterale dell’Onu che definisce chi è un rifugiato e i diritti dei singoli che hanno ottenuto l’asilo e le responsabilità delle nazioni che garantiscono l’asilo medesimo. «

Quello che nessuno osa dire di Maometto

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Sono molto orgogliosa di essere definita " razzista " perché NON amo l'Islam Non odio i mussulmani in quanto persone , poveretti sono nati semplicemente in un posto sbagliato, in mezzo ad una cultura intrisa di Islam, non hanno colpe. Ma non capisco coloro che si convertono all' Islam da grandi. Semplicemente inconcepibile, come Silvia Romano , convertita nella religione di chi la rapì. Fatevi qualche domanda , tra tutte le religioni al mondo l' Islam è l'unica che nasce dall'oggi al domani per " ispirazione " di un certo Maometto . Si dice che il Corano non lo scrisse nemmeno lui, il Profeta, ( alcuni pensano, anche in ambienti islamici, che era pure analfabeta ), ma lo dettò ai suoi seguaci, e la stesura definitiva fu scritta da " qualcuno " dopo la sua morte. Ma chi era Maometto Perfino Dante lo colloca all'Inferno (Canto XXVIII) Tra i commenti dei miei post c'è sempre qualcuno che mi definisce " ra

Breve Storia della Prostituzione (Coatta)

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Regolamentare le prostituzione è la più insopportabile e indegna delle menzogne che l'uomo si racconta da millenni. Codificare il mercimonio coatto equivale a negarne l'irriducibile iniquità Se nel più antico testo legislativo dell'Umanità ( il codice Hammurabi del XVIII secolo avanti Cristo ) è regolamentata la prostituzione, è evidente quanto il fenomeno affondi le proprie malefiche radici nella notte dei tempi.  Nell'Egitto dei faraoni le schiave del sesso erano le prigioniere di guerra e, persino il popolo ebraico , fin dagli albori della sua millenaria storia, affidava ai tribunali la gestione economica e sociale dell'attività delle prostitute.  Meretrici , etère , cortigiane , attraverso la civiltà greco e latina fino ad arrivare al Medioevo cristiano e mussulmano, e da lì al Rinascimento e all'età contemporanea, come ricostruisce Vern Leroy Bullough  ( sessuologo americano, 1928-2006 ) nel suo saggio " Storia della prostituzione ".   L&

Sulla Pena di Morte ho cambiato idea. Applicarla per i reati più efferati non è immorale, è solo giustizia

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La pena di morte è solo uno dei tanti modi per somministrare la giustizia " terrena ", non deve essere considerata immorale, ma semplicemente una pena equilibrata per punire i reati più efferati commessi da persone malvage. Per gran parte della mia vita ho creduto anch'io che le pena di morte fosse un'atrocità, qualcosa di immorale. Tutto ciò ha una valenza psicologica o religiosa se ancora credessimo che il mondo sia " buono ", ma purtroppo nel mondo ci sono anche persone malvage, persone che " vendono " esseri umani per farne degli schiavi, che vendono armi per alimentare guerre, che vendono droga, persone che uccidono i loro simili, persone che provocano stragi in nome di qualche Dio. Insomma il mondo NON è pronto per " salvare " i cattivi , tutti i cattivi, semplicemente perché NON vogliono essere salvati . Etica, religione, morale A seconda di dove viviamo, a seconda di dove siamo vissuti, della nostra educazione, delle

Cara Silvia, o se preferisci ti chiamerò anch'io Aisha

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Cara Silvia, hai deluso. Ci hai traditi tutti quanti. Quando ti rapirono Quando ti rapirono quel giorno di novembre del 2018 noi eravamo qui, a difenderti. Ti abbiamo difesa dagli attacchi di una certa stampa che ti aveva immolata sull'altare della tua ingenuità, e di quell'essere andata in Africa senza quell'esperienza necessaria a fare la volontaria in certi posti, in certi luoghi.  Il tuo sorriso e quella forza di volontà che sembravi dimostrare ci avevano contagiati . Quando ti rapirono e per tanti giorni a seguire ti abbiamo difesa dagli odiatori del web, dagli idioti che ti avevano presa di mira proprio perché volevi aiutare tutti quei bambini africani che tu tanto amavi. Erano quelli che andavano predicando " aiutiamoli a casa loro ", ma quando qualcuno di noi ( o qualcuna come te ) va laggiù, ad aiutare quelle persone e quei bambini, ti deridono, ti insultano. I razzisti li abbiamo combattuti , li stiamo combattendo .  Ci avevi conquistati