sabato 29 febbraio 2020

Cinque motivi per scegliere l'Adozione a Distanza

L’adozione a distanza è un cambiamento attivo dall'interno. Un gesto di solidarietà che si manifesta nel favorire il sostegno alla vita di un bambino.


Con un impegno economico minimo possiamo assicurare benefici enormi a bambini più sfortunati e intere comunità. Potranno continuare a vivere nel loro paese, ma in salute e con dignità, e forse, scegliere di adottare un bambino a distanza ti pone davanti a dubbi e incertezze. Vogliamo aiutarti a fare chiarezza e mostrarti come un piccolo gesto possa riaccendere le speranze di chi soffre.

Scegliere di adottare un bambino a distanza
Nonostante le difficoltà, abbiamo la fortuna di essere nati qui, e non in un paese povero del terzo mondo. Quello che possiamo fare ora è trasferire un po’ della nostra fortuna a bambini che sono stati dimenticati dalla dea bendata. Anche se poco, quello che possiamo donare può fare la differenza nella loro vita. Con il sostegno a distanza potrai seguire da vicino la crescita e lo sviluppo del bambino che stai aiutando, creerai con lui o lei un legame forte. Rimarrai costantemente aggiornato sul progetto di sostegno che stai finanziando, e potrai vedere come il tuo atto d’amore generi sorrisi e speranza nel tuo bambino.

Perché scegliere l’adozione a distanza
Vediamo assieme alcuni degli innumerevoli motivi per cui dovresti decidere di adottare un bambino a distanza.

Garantire cibo e salute
Sono 1 su 7 i bambini che soffrono la fame nel mondo. Nei paesi più poveri basta veramente poco per garantire un pasto a questi bambini. Non vogliamo più vederli soffrire per la mancanza di quel cibo di cui la nostra comunità conta le calorie. Aiutandoli iniziamo a sdebitarci della nostra quotidiana abbondanza.

Adottare un bambino a distanza significa anche garantirgli le cure di cui ha bisogno: combattere la mortalità infantile e le malattie che prolificano a causa della povertà, come la tubercolosi e l’AIDS. Il nostro intervento in queste zone del mondo significa ospedali, farmaci e personale medico. Significa fermare le sofferenze.

Offrire istruzione per assicurare un futuro ai bambini più poveri
Con l’adozione a distanza paghi gli studi di un bambino. Permettendogli di frequentare la scuola, lo stai liberando da un destino segnato dalla povertà e dal degrado. Laddove le scuole sono troppo costose, troppo lontane e inaccessibili, il tuo sostegno farà la differenza.

Ricevere un’istruzione adeguata dovrebbe essere il diritto di ogni bambino, perché la formazione è il primo e fondamentale passo verso la consapevolezza di una società più giusta. Una società in cui viene insegnato il rispetto per gli altri, l’uguaglianza sociale e la parità di genere sarà sicuramente una società migliore, in grado di prosperare e continuare il suo sviluppo dall'interno.

Adozione a distanza: aiutare i paesi meno fortunati a svilupparsi
Potrai decidere di adottare un bambino a distanza o donare il tuo sostegno a distanza a favore di un’intera comunità. Il tuo gesto avrà comunque delle benefiche ripercussioni su tutto il tessuto sociale in cui si va a inserire.

Le adozioni a distanza seminano i loro benefici nell'intera comunità. Permettono ai paesi poveri di svilupparsi: sostengono i progetti per lo sviluppo e gettano le basi per una società più equa.

Basta poco per adottare un bambino a distanza
Hai la possibilità di fare del bene e ridare speranza a bambini che la brutalità della vita ha sbattuto sulla strada. E lo puoi fare con uno sforzo economico minimo. Il tuo contributo assumerà un valore immenso. Con solo 90 centesimi al giorno circa aiuterai un bambino a crescere, mangiare, curarsi, andare a scuola e disegnare un futuro migliore.

Adottare un bambino a distanza è veramente semplice e lo può fare chiunque. Non è un’adozione vera e propria, non esistono obblighi giuridici e la puoi interrompere in qualsiasi momento. Concedi solo qualche mese di preavviso, per avere il tempo di trovare un altro sostenitore per quel bambino.

Con soli 90 centesimi al giorno circa puoi donare a un bambino una vita più serena e dignitosa nel suo paese di origine. Un futuro che i suoi genitori non sono in grado di garantirgli.

Benefici fiscali dell’adozione a distanza
Quando adotti un bambino a distanza puoi ottenere delle agevolazioni fiscali. Ti basterà conservare le ricevute dei pagamenti o la contabile del bonifico che hai fatto.

Potrai così dedurre l’importo della donazione dal tuo reddito complessivo in sede di dichiarazione dei redditi e ottenere specifici benefici fiscali a seconda dell’ammontare del tuo impegno.

Come adottare un bambino a distanza
Ci hai pensato diverse volte. Il sospetto di essere truffati è sempre dietro l’angolo, a causa delle persone disoneste che approfittano della solidarietà umana. Così, accade che eviti di essere solidale per non farti truffare.

È un’ingiustizia impressionante, perché provoca delle conseguenze incalcolabili in termini di mancati aiuti. Non lasciare che l’avidità di gente senza scrupoli ti neghi il diritto di essere solidale.

Se decidi di Adottare un Bambino a distanza affidati ad associazioni che conosci, serie e organizzate, che operano là dove i bambini vengono davvero aiutati. Oppure fatti consigliare da persone che conosci e di cui ti fidi.

Noi ti possiamo consigliare due link, noi stessi abbiamo adottato bambini attraverso queste due associazioni. Sono serie, puntuali e precise. Ti danno notizie del bambino almeno due volte all'anno e ti permettono di andare a trovare il bambino o la bambina adottata nel luogo in cui vive.



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martedì 31 dicembre 2019

Buon Anno 2020

Buon Anno 2020
Diffondete la Speranza e coltivate l'Amore


"La Terra è un solo paese, siamo onde dello stesso mare, foglie dello stesso albero e fiori dello stesso giardino"

(dal messaggio della fratellanza)

Sognate in Grande
Pensate in Grande
AGITE in GRANDE
Sarà un 2020 bellissimo.

sabato 28 dicembre 2019

Razzismo all'italiana. Gli odiatori di professione non si fermano nemmeno davanti al dolore di una mamma nigeriana che piange la morte di un figlio

Accade nel Pronto Soccorso dell'Ospedale di Sondrio. «Tanto fate un figlio all'anno». La donna urlava di dolore per la morte del suo bambino, i pazienti in attesa la offendono.


Tua figlia di 5 mesi si sente male, non respira più, non capisci cosa le stia succedendo. La prendi tra le tue braccia, corri al pronto soccorso dell’ospedale più vicino a casa. Non sai perché sta male, ma capisci che la situazione è disperata. I medici la prendono in cura e dopo 90 minuti ne constatano il decesso: arresto cardiaco. Il cuore della piccola aveva smesso di battere già da un po’ e non riprenderà più. Tu sei una ragazza di 22 anni e fai quello che avrebbe fatto qualunque altra madre davanti al corpo senza vita di tua figlia di 5 mesi: piangi, urli, non puoi dare una spiegazione a quanto successo, non può esserci pace davanti a uno strazio simile.

Arrivi dalla Nigeria però, la tua pelle è scura, molto scura, e per alcune delle persone in attesa al pronto soccorso questo è imperdonabile e non riescono a trattenere la propria disumanità. «Tanto ne fai un altro», dice qualcuno. Altri parlano di riti tribali e satanismo, qualcuno ti dà della scimmia, qualcun altro parla di «tradizioni loro». Anche questo devi sopportare in quella corsia dell’ospedale di Sondrio.

«Non può essere così grave, gli africani fanno un figlio all'anno. Mettetela a tacere quella scimmia. Ma cosa urla? Sarà stato un rito tribale»
Il pianto di una giovane donna nera disturba l’attesa di quei bianchi sondriesi seduti ad aspettare il loro turno. È la faccia feroce della stupidità razzista che dilaga da nord a sud, quel virus che gli stupidi razzisti accolgono e rivomitano appena ne hanno occasione. Ad ascoltare quelle parole una consigliera comunale di minoranza, Francesca Gugiatti, che racconta tutto sabato sera in piazza alla manifestazione delle Sardine e poi scrive un post su Facebook. «Ho sperato più che mai che calasse il silenzio fra le voci insopportabili e malvagie di quegli individui. E invece no, anche di fronte alla morte di un’innocente, le voci hanno continuato. La più tremenda è stata: “tanto loro ne sfornano uno all'anno". Siete davvero schifosi»

La direzione dell’ospedale ha detto che il personale non ha sentito quegli insulti. «Le frasi riportate da Francesca non possono essere né confermate, né smentite. Il personale in servizio non le ha assolutamente sentite. È certo invece che l’assistenza e la cura nei confronti della famiglia e della loro figlioletta sono state massime»

Il caso è diventato nazionale, tanti i politici che hanno commentato. A Sondrio il sindaco di centro destra che governa la città dal 2018 ha messo il silenziatore sugli insulti razzisti. «Di fronte ad una mamma che perde la propria figlia non resta che stringersi idealmente attorno a lei in silenzio e meditazione», ha detto il sindaco Marco Scaramellini senza citare quanto denunciato dalla dalla donna che aveva assistito alla scena. Guida una giunta sostenuta da Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e tre liste civiche. Eppure perfino Giorgia Meloni ha postato il suo ribrezzo «da mamma»: «Non ho parole, che schifo», ha scritto su Facebook commentando la notizia.

Ma come ha reagito la città della Valtellina?
«Dai commenti che ho sentito in giro e letto sui social è emersa la consapevolezza dell’esistenza di questo razzismo latente», ha detto un cittadino sondriese. «Qui non ci sono mai stati episodi di violenza, ma c’è un sottobosco, una sorta di razzismo subdolo, non evidente. Lo chiamerei razzismo ignorante»

A Sondrio qualcuno sta avviando una raccolta fondi per aiutare la giovane mamma. «So che qualcuno si sta organizzando per capire se si può aiutare economicamente questa ragazza, almeno per il funerale della bambina»

Dal consiglio regionale lombardo anche il Movimento 5 Stelle propone una raccolta fondi e chiede alla giunta del leghista Attilio Fontana di investire «in politiche di inclusione, formazione a partire dalle scuole e campagne di sensibilizzazione che abbiano effetti concreti». Quel Fontana che durante la campagna elettorale per la presidenza lombarda parlò di razza bianca a rischio. Poi vinse le elezioni.




Articolo a cura di
Maris Davis


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giovedì 12 dicembre 2019

Mortalità infantile e materna, ogni 11 secondi muore un neonato o una donna in gravidanza

Sono 28 milioni ogni anno i neonati o le mamme che muoiono di parto.


Il rapporto UNICEF-OMS: il peso delle gravi disuguaglianze nel mondo. I livelli di mortalità materna sono circa 50 volte maggiori nell'Africa Sub-Sahariana rispetto ai paesi ad alto reddito.
Dal 2000, le morti di bambini si sono ridotte di circa la metà e le morti materne di oltre un terzo. Nonostante ciò, circa 2,8 milioni di donne in stato di gravidanza e neonati muoiono ogni anno, il che vuol dire: uno ogni 11 secondi, principalmente per cause prevenibili o facilmente curabili.

Inoltre, 6,2 milioni di bambini, sotto i 15 anni, sono deceduti nel 2018, e oltre, nel 2017 circa 290.000 donne sono morte a causa di complicazioni durante la gravidanza e il parto. Del numero totale di morti di bambini, 5,3 milioni sono avvenute nei primi 5 anni, di cui circa la metà nel primo mese di vita.

Il mondo ha compiuto progressi sostanziali nel ridurre la mortalità infantile e materna. Una riduzione del 56% delle morti di bambini sotto i 15 anni, da 14,2 milioni a 6,2 milioni nel 2018; dal 2000 al 2017 il tasso di mortalità materna è diminuito del 38%.

In Italia i tassi di mortalità infantile sono diminuiti costantemente. Nel 1990 il tasso di mortalità neonatale era di 6 neonati morti ogni 1.000 nati vivi, nel 2018 era di 2

I rischi per i neonati
Secondo le nuove stime sulla mortalità materna e dei bambini lanciate oggi da un gruppo di agenzie delle Nazioni Unite guidato dall'UNICEF e dall'OMS, oggi sta sopravvivendo il numero maggiore di sempre di donne e di bambini.

Nonostante ciò, le nuove stime rivelano che le donne e i neonati sono più vulnerabili durante e immediatamente dopo il parto. I bambini, in particolare, affrontano il rischio di morte maggiore durante il primo mese, soprattutto se sono nati troppo presto o troppo piccoli, hanno complicanze durante la nascita, malformazioni congenite o contraggono infezioni. Circa un terzo di queste morti avvengono nel primo giorno e circa tre quarti solo nella prima settimana.

Da occasione di gioia a tragedia
In paesi che forniscono a tutti servizi sanitari di alta qualità, a prezzi accessibili e sicuri, le donne e i bambini sopravvivono e crescono. Questo è il potere della copertura sanitaria universale

Nel mondo, la nascita è occasione di gioia. Ma, ogni 11 secondi, una nascita è una tragedia familiare. Un paio di mani esperte per aiutare le madri e i neonati nel periodo della nascita, insieme ad acqua pulita, nutrizione adeguata, medicine e vaccini di base, possono fare la differenza fra la vita e la morte. Dobbiamo fare tutto il necessario per investire nella copertura sanitaria universale per salvare queste preziose vite

Le ampie disuguaglianze nel mondo
Le stime mostrano inoltre ampie disuguaglianze nel mondo, con donne e bambini in Africa Sub-Sahariana che affrontano rischi di morire sostanzialmente maggiori rispetto a tutte le altre regioni. I livelli di mortalità materna sono circa 50 volte maggiori per le donne in Africa Sub-Sahariana e i loro bambini hanno probabilità 10 volte maggiori di morire nel loro primo mese di vita rispetto ai paesi ad alto reddito.

Nell'Africa Sub-Sahariana
Nel 2018, 1 bambino su 13 in Africa Sub-Sahariana è morto prima del suo quinto compleanno, con un rischio di 15 volte maggiore rispetto a un bambino in Europa, dove ne muore solo 1 su 196 con meno di 5 anni.

Proprio in Africa Sub-Sahariana nel 2018 è stato riscontrato il tasso più alto di mortalità neonatale (primi 28 giorni di vita), 28 bambini morti ogni 1.000 nati vivi, seguito dall'Asia centrale e meridionale con 25 bambini morti ogni 1.000 nati vivi. Il rischio per una donna in Africa Sub-Sahariana di morire durante la gravidanza o il parto nel corso della sua vita è pari a 1 su 37; in Europa è di 1 su 6.500. In Africa Sub-Sahariana e Asia meridionale si registrano circa l’80% delle morti globali materne e di bambini. Le donne affrontano i rischi maggiori di morire durante la gravidanza o il parto in Sud Sudan, Ciad, Sierra Leone, Nigeria, Repubblica Centrafricana e Somalia.


In Europa e Nord America
Qui c'è uno dei più bassi tassi di mortalità dei bambini sotto i 5 anni di tutte le regioni, il 54% di tutte le morti sotto i 5 anni avviene nel periodo neonatale.

In Italia i tassi di mortalità dei bambini sono diminuiti costantemente: nel 1990 il tasso di mortalità neonatale era di 6 neonati morti ogni 1.000 nati vivi, nel 2018 è risultato di 2. Il tasso di mortalità sotto 1 anno è calato da 8 bambini morti ogni 1.000 nati vivi nel 1990 a 3 nel 2018; il tasso di mortalità sotto i 5 anni è stato ridotto da 10 morti ogni 1.000 nati vivi nel 1990 a 3 decessi ogni 1.000 nati vivi nel 2018: Il rischio di morire tra i 5 e i 14 anni è passato da 2 a 1 bambino ogni 1.000 in quella fascia d’età.

Progressi legati alla copertura sanitaria universale
Il mondo ha compiuto progressi sostanziali nel ridurre la mortalità dei bambini e materna. Dal 1990, si è verificata una riduzione del 56% delle morti di bambini sotto i 15 anni, da 14,2 a 6,2 milioni nel 2018.

I paesi in Asia orientale e sud-orientale hanno compiuto i progressi maggiori, con un declino dell’80% delle morti di bambini sotto i 5 anni come Bielorussia, Bangladesh, Cambogia, Kazakhstan. Ma progressi sono stati fatti anche in alcuni paesi dell'Africa: Malawi, Marocco, Mongolia, Rwanda, e Zambia.

Sono alcuni dei paesi in cui si sono verificati progressi sostanziali nella riduzione della mortalità materna e dei bambini. Il successo è dovuto alla volontà politica di migliorare l’accesso a un’assistenza sanitaria di qualità investendo nella forza lavoro sanitaria e introducendo cure gratuite per le donne in gravidanza e i bambini. Molti di questi paesi si concentrano sull'assistenza sanitaria primaria e la copertura sanitaria universale.





Articolo di
Maris Davis


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