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22 febbraio 2016

L'esercito delle Spose Bambine

Sono 720 milioni le ragazze costrette al matrimonio quando le coetanee giocano ancora con le bambole. Una mattina, tornata da scuola, Djenabou trovò un uomo ad attenderla. Aveva quarant'anni, due mogli e cinque figli. Djenabou frequentava la quinta elementare.

L'uomo la fece sua prendendola in moglie, stuprandola e massacrandola di botte perché lei, bambina, non era capace di cucinare secondo i suoi gusti. Djenabou subì l'odio delle altre due mogli e, rimasta incinta, si ammalò. Il marito aguzzino la cacciò di casa. Djenabou fece così ritorno nel suo villaggio, ma il padre si rifiutò di accoglierla.

Djenabou, bambina incinta e ammalata, disperata e per strada, minaccia il suicidio. I vicini intervengono. Il padre la accetta giusto il tempo per farla partorire. Poi è un'associazione a prendersi cura di lei, provando a ridarle dignità e fiducia negli esseri umani.

Questa storia è avvenuta nell'estremo nord del Camerun. Djenabou è diventata un simbolo delle spose bambine, impegnata a divulgare nei villaggi e nelle scuole del suo Paese la cultura del rispetto femminile. Ha trasformato le violenze che ha subito in un balsamo che cura le ragazzine costrette a lasciare la scuola per il matrimonio. Trasmette alle famiglie la sua storia come esempio di errore da non ripetere mai.

Come Djenabou, ci sono Jasvinder dall'India, Usha dal Rajasthan, migliaia di ex spose bambine in tutto il mondo che hanno deciso di dedicare la loro vita a battersi per i diritti delle piccole donne. Adesso è il loro momento. Una generazione di bambine spose diventate grandi che danno battaglia ai ladri dell'infanzia.

Sono 720 milioni (dati Unicef 2014) le donne che si sono sposate ancora minorenni. Una cifra enorme, l'intera popolazione dell'Europa, un decimo di quella mondiale. E diventeranno un miliardo e duecento milioni nel 2050 se non scatta una ribellione globale, "se i leader religiosi non prendono posizione"

Il primato delle spose minorenni è dell'India, con 33 milioni di matrimoni in cui la donna ha meno di 18 anni, 4 milioni in Europa. Sarebbero sedici milioni poi le bambine costrette al matrimonio prima dell'adolescenza e sessanta milioni le spose minorenni gettate tra le braccia di mariti sconosciuti.

La famiglia torna nel villaggio natale e la bambina è raggiunta da invitati vestiti a festa. È successo a Usha in Rajasthan. Aveva 14 anni, giocava con altri bambini e i parenti le dissero solo di avvolgersi in un "sari" da cerimonia. Poi le disegnarono in fronte il puntino di polvere rossa che indica che una donna è sposata. La madre era ossessionata dall'idea di sposare le figlie giovani, perché, più bassa è l'età della ragazza, più modesta è la dote del matrimonio. Anche questo è un elemento importante della cultura delle unioni precoci. Ora Usha è maestra e attraverso l'associazione Vikalp da lei fondata ha salvato centinaia di bambine.

In questo obbrobrio non sono esclusi i Paesi europei, dove i matrimoni precoci avvengono spesso tramite lo stratagemma delle vacanze. Nel solo Regno Unito dal 2003 a oggi 140 adolescenti sono state uccise perché si ribellavano alle unioni combinate. In Italia circa duemila bambine ogni anno sarebbero costrette al matrimonio con viaggi forzati nei paesi di origine.

Jasvinder Sanghera, indiana, data in sposa a 14 anni quando abitava con la famiglia nella cittadina britannica di Derby, dopo la fuga di casa e dopo essere stata rinnegata da tutta la famiglia, si è ricostruita una vita e ha fondato l'organizzazione Karma Nirvana, che in otto anni ha ricevuto più di 48mila chiamate di aiuto. Karma Nirvana consiglia il trucco del cucchiaino, quando le ragazze partono per le vacanze e hanno il sospetto che la famiglia stia tramando cerimonie indesiderate, devono infilarne uno sotto i vestiti in valigia. Al controllo del metal detector i poliziotti fermeranno la giovane e la porteranno magari in una stanza privata, dove la ragazza avrà modo di raccontare la sua storia.

Le catastrofi ambientali e sanitarie degli ultimi anni hanno solo peggiorato la situazione

In Sierra Leone le scuole sono rimaste chiuse per nove mesi a causa dell'epidemia di ebola. Le bambine sono state escluse ancora di più dalla società e la scorsa primavera ci sono state più di mille gravidanze tra adolescenti e pre-adolescenti.

In Nepal bambine di tutte le età vengono violentate nelle tende in cui sono ammassati gli sfollati del terremoto che ha colpito il paese il 25 aprile del 2015, soprattutto a Kathmandu.

In Mozambico e in Zambia è molto diffusa l'usanza di "campi di iniziazione sessuale per imparare a soddisfare un uomo". Questi sono regni di ipocrisia. Vige il divieto del matrimonio prima della maggiore età, ma le bambine vengono obbligate ad "addestrarsi", tra gli 8 e i 13 anni, subito dopo la prima mestruazione.

La situazione in Africa è drammatica. Se gli attuali livelli rimarranno stabili il numero totale delle spose bambine in Africa aumenterà dai 125 milioni ai 310 milioni entro il 2050. Un’analisi del matrimonio infantile in Africa, individua nei lenti tassi di riduzione del fenomeno combinati con il rapido aumento della popolazione, le maggiori cause di questo previsto aumento.

In tutta l’Africa, la percentuale di giovani donne che si sono sposate da bambine è diminuita dal 44% del 1990 al 34% di oggi. È previsto che il totale della popolazione femminile africana aumenti dagli attuali 275 milioni ai 465 milioni del 2050, sono quindi necessari interventi molto più ambiziosi, poiché persino raddoppiare l’attuale tasso di riduzione del matrimonio infantile significherebbe avere ancora un aumento del numero delle spose bambine.

"In Africa, il grande numero delle bambine coinvolte, e ciò che questo rappresenta in termini di infanzie perdute e futuri distrutti, sottolinea l’urgenza di mettere al bando la pratica del matrimonio infantile una volta per tutte. I dati sono chiari nel mostrare che per porre fine al matrimonio infantile è necessario interventi maggiormente indirizzati a raggiungere le bambine più povere e marginalizzate, quelle che ne hanno maggiore bisogno e quelle maggiormente a rischio, con un’istruzione di qualità e l’offerta di altri servizi di protezione. Sono in gioco le loro vite e il futuro delle loro comunità. Ogni sposa bambina rappresenta una tragedia individuale. Un aumento del loro numero è intollerabile"

Le spose bambine hanno meno probabilità di terminare gli studi, sono più a rischio di essere vittime di violenze e di contrarre il virus dell’Hiv

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31 maggio 2015

In Italia duemila spose bambine ogni anno.

Le stime del Centro Documentazione per l'Infanzia. In Italia duemila "spose bambine" ogni anno, e molte di loro sono costrette a rimpatriare. Nozze imposte soprattutto tra indiani e pakistani.

Adolescenti con il "Cervello a metà". "Viviamo con il cervello a metà. Una parte nel Paese della nostra famiglia, una parte con i nostri amici di qui che ci dicono di restare qui e di inserirci in questa società". La vita spezzata delle adolescenti straniere inizia a tredici, quattordici anni. È a quell'età che, secondo i sociologi che hanno intervistato queste ragazze, si vedono i primi segni di conflitto.

Fino all'anno prima potevano portare i loro compagni in casa, poi diventa proibito. Non vanno in gita con la classe e iniziano le liti sui vestiti, il trucco, le magliette troppo corte. Situazioni comuni un po' in tutta Italia, ma soprattutto nelle grandi città del nord e a Roma. Le ragazze con il "cervello a metà" crescono su due binari, senza sapere quale seguire.

"Per noi è impossibile progettare il futuro". Si trovano in mezzo a due forze e non sanno come metterle in equilibrio. Poi, ogni tanto, qualcuna sparisce dalle scuole superiori, oppure non rientra dalle vacanze. Le famiglie le hanno riportate nel loro Paese per farle sposare.

In un solo anno (2013), nella città inglese di Bradford, sono "scomparse" 200 ragazzine tra i 13 e i 16 anni, figlie di immigrati. In Italia non esistono statistiche dettagliate. L’unica stima è del Centro nazionale di documentazione per l’infanzia secondo cui le "spose bambine" nel nostro Paese sarebbero duemila all'anno circa.

Matrimoni sommersi. In Italia i minorenni non possono sposarsi, esiste però una deroga per "gravi motivi", dai 16 anni in poi il tribunale per i minori può autorizzare le nozze. Il Centro di documentazione per l’infanzia registra da anni questi casi. Nel 1999 erano 1.173, poi sono via via diminuiti, fino ai 209 del 2011 e i 156 del 2012 (ultimo dato disponibile). La Campania è la regione in cui ne avvengono di più, 77. Per la maggior parte si tratta di matrimoni tra stranieri, con in testa le comunità di immigrati da Pakistan, India e Marocco.

Questi numeri descrivono però solo l’aspetto legale, che secondo gli esperti è minimo rispetto a tutti i legami imposti all'interno delle famiglie, a volte suggellati con un rito in qualche moschea, più spesso con unioni celebrate nei Paesi d’origine. "Le seconde generazioni delle ragazze sono e saranno una vera emergenza. Se non si interviene con politiche più incisive, i contrasti tra l’idea di famiglia imposta dai genitori e il modello delle adolescenti diventerà inconciliabile".

Conflitti latenti. Altri dati definiscono questa situazione di rischio potenziale. Le ragazze immigrate di seconda generazione nel nostro Paese sono circa 175 mila. "Il matrimonio combinato riguarda però solo alcune comunità, quella indiana e quella pakistana più delle altre, in misura minore quella marocchina e quell'egiziana".

Le nozze imposte sono il male estremo. Il pericolo dei prossimi dieci anni rischia di essere la "conflittualità latente", incarnata da ragazze che studiano e si integrano, ma che vivono in famiglie attaccate alle tradizioni. "Molti genitori non hanno un grado di istruzione elevato e quindi di fronte a situazioni in cui vedono un pericolo non sanno come reagire. Si chiudono, diventano severi e impongono le regole con l’aggressività e si chiudono impedendo qualsiasi dialogo e non lasciano più spazi di libertà alle loro figlie".

Alcuni ragazzi e ragazze scappano, o si allontanano da casa per qualche tempo, proprio per sfuggire alle "leggi" dei genitori. Le famiglie cercano anche sinceramente il bene dei loro figli, ma purtroppo, rispetto alla loro educazione e alle loro tradizioni, si trovano in un contesto nuovo, e un po' per paura e un po' per ignoranza, si chiudono in se stesse e non accettano nessun tipo di mediazione.

Ricerca di autonomia. Un caso simbolo, salvata una ragazza a Novara. Diciassette anni, una figlia di 4 mesi, moglie maltrattata di un "matrimonio combinato". Ora si trova in una comunità di Roma. A denunciare la situazione è stata una vicina di casa. Lei non sapeva neppure a chi rivolgersi. La ribellione è complicata, e allora, per trovare un equilibrio, le promesse mogli adolescenti cercano uno "spazio di negoziato".

Un'altra ragazzina pakistana di Roma ha confessato "Ho accettato la richiesta di mio padre, sposerò un uomo del mio Paese. Ma ho chiesto di poter scegliere tra più di un possibile marito, di vederne almeno tre o quattro". Ragazze che non possono, o non vogliono, scardinare il sistema di regole della famiglia. Ma cercano di ricavare spazi minimali si sopravvivenza.

Altro racconto, di un’adolescente egiziana, studentessa nel milanese. "Hanno scelto l’uomo per me, non mi oppongo. Ma ho chiesto due cose. Prima del matrimonio volevo vederlo. E poi ho ottenuto una garanzia, una specie di contratto non scritto, dopo il matrimonio potrò continuare la scuola e poi andare all'università, per laurearmi"

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16 aprile 2014

Iraq e la legge che abbassa l'età delle spose bambine


A febbraio il consiglio dei ministri iracheno ha approvato una legge che abbassa l'età a 9 anni per le bambine di contrarre matrimonio, e la legge potrebbe essere approvata in via definitiva molto presto.

La legge chiamata Ja'afari Personal Status Law è la legge che codifica i matrimoni, i divorzi e le eredità in base alla legge sacra islamica. L'intento del governo iracheno è quello di strizzare l'occhio alla maggioranza sciita del paese per ottenere l'appoggio alla rielezione dell'attuale presidente Al Maliki alle legislative che si terranno il prossimo 30 aprile.

La Ja'afari Personal Status Law è una legge che prevede l'applicazione in senso restrittivo e integralista dei precetti islamici (Shari'a). Oltre all'età matrimoniale per le bambine che si abbassa dai 18 ai 9 anni, si legalizza anche lo "stupro" in ambito familiare, e l'affidamento automatico dei figli al marito in caso di divorzio.

Una legge che riduce la donna in un vero e proprio stato di segregazione.

Aisha, Maometto e perché proprio a 9 anni. L'Iraq vuole avvicinarsi al vicino Iran dove vige una teocrazia dominata dagli sciiti e dove le ragazze possono diventare spose già a nove anni. L'età è un riferimento alla vita di Maometto, su cui però non è mai stata fatta chiarezza, quella secondo alcuni studiosi era l'età della terza moglie, Aisha, al momento delle nozze del profeta.

Gli altri punti della legge. L'apertura ai matrimoni per le bambine non è il solo cambiamento scioccante in cui va incontro l'Iraq. Essa condona lo stupro coniugale con la clausola che stabilisce che le donne devono rispettare le esigenze sessuali dei mariti.

Agli uomini mussulmani poi, la cui età per contrarre matrimonio è abbassata a 15 anni, viene assegnata la tutela delle proprie donne, ma viene vietato loro di unirsi in matrimonio con donne non mussulmane. La legge regolamenta anche la poligamia e impedisce alle donne di lasciare casa senza il permesso del marito.

Saddam e il partito Ba'ath. I punti di questa legge hanno preoccupato non poco le associazioni di volontariato e quelle per la tutela dei diritti umani. I sostenitori della legge giustificano il testo sostenendo che essa regolamenta una prassi che già esiste nella vita di tutti i giorni.

La pratica dei matrimoni in età giovanissima in questi anni è cresciuta enormemente, in particolare da quando è caduto Saddam, il cui partito Ba'ath osteggiava le leggi di ispirazione sciita. Stando alle cifre dell'Unicef, più del 24 per cento delle ragazze irachene sono sposate già all'età di 18 anni, e quasi il 5 per cento all'età di 15.

Una guerra inutile per esportare la democrazia nell'Iraq di Saddam voluta dall'America di Bush e appoggiata dal mondo occidentale alla ricerca di armi di distruzione di massa inesistenti. Una guerra costata centinaia di migliaia di vittime civili con la scusa di esportare la democrazia occidentale in quel paese "barbaro" ma che oggi, alla fine di una guerra decisamente fallita, è ripiombato nel medioevo della più becera Shari'a islamica. Alla faccia di quell'occidente che è andato da quelle parti solo prendersi il petrolio di quel paese islamico.

Questo articolo fa parte della campagna informativa di Foundation for Africa contro i matrimoni precoci, i matrimoni combinati e forzati
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19 dicembre 2013

Nada, la sposa bambina che si ribella ai genitori.


Nada Al-Ahdal
Il coraggio di Nada per evitare il matrimonio combinato. Aveva 10 anni quando i genitori decisero di darla in sposa ad un ricco signore yemenita che vive in Arabia Saudita. Lei si è opposta con tutte le sue forze, chiedendo aiuto ad uno zio. Ora che è al sicuro, attraverso Youtube, lancia la sua battaglia contro i genitori che costringono i figli ad accettare matrimoni combinati.

Yemen: Nada Al-Ahdal, 11 anni e una promessa di matrimonio alle spalle. Una decisione che l'ha costretta a prendere una decisione dura per una bambina della sua età, scappare dalla sua famiglia che l'ha venduta a un uomo molto più grande di lei.

Nada racconta la sua storia si un video postato su YouTube che in poche ore ha girato il mondo. Parla in modo chiaro, deciso, maturo, tanto da sembrare un'attrice. Mi piace immaginare che lo sia. Mi piace immaginare che il suo racconto sia una semplice denuncia di una realtà che purtroppo esiste davvero, ma che non vorresti mai possa concretizzarsi negli occhi di una bambina innocente.

Con molta consapevolezza, nel suo appello, Nada spiega che preferirebbe morire piuttosto che sposarsi alla sue tenera età ed essere condannata ad una vita non desiderata, ad un rapporto imposto.

"Mi rivolgo alle bambine nel mondo arabo
perché sappiano difendere la loro infanzia".
Queste le sue toccanti parole: "Voglio realizzare i miei sogni. Mia zia è stata costretta a sposarsi a 13 anni e quando non ce l'ha fatta più, a 14 anni, si è cosparsa di benzina e si è data fuoco. Io voglio andare a scuola, avere una vita. Non voglio saperne nulla di un matrimonio ora. Voglio dire a tutti i genitori: Non uccidete i nostri sogni. Se mi fossi sposata non avrei avuto nessuna vita, nessuna istruzione. Possibile che non hanno alcuna compassione? Cosa abbiamo fatto noi bambini per meritarci questo? Che fine ha fatto l'innocenza dell'infanzia?

Preferirei morire piuttosto che sposarmi. Io sono riuscita a risolvere il mio problema. Ma tante bambine non ce la fanno e potrebbero morire o suicidarsi. Alcune bambine si sono gettate in mare e sono morte. Questo non è normale. I miei genitori hanno minacciato di uccidermi se fossi tornata da mio zio".

Una cosa voglio dire alla mia famiglia:
"Credetemi, con voi ho chiuso. Avete distrutto i miei sogni".



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26 novembre 2013

Sposa bambina a 13 anni, poi ridotta in schiavitù

Roma. Fu costretta a sposarsi a 13 anni per volere delle famiglie e poi obbligata a fare la borseggiatrice sugli autobus di Roma.
Dopo tre anni di questa vita la ragazzina macedone, oggi sedicenne, voleva ritornare dalla sua famiglia d'origine, ma il ripensamento "inaccettabile" ha scatenato la lite tra le famiglie di nomadi, visto che il marito ed il suocero non ci stavano proprio a "perderla".
All'inizio sembrava una lite tra esponenti nomadi di diverse etnie, ma poi i carabinieri della Tenenza di Ciampino hanno capito che le due fazioni, una di origine serba e l'altra di origine macedone, stavano litigando per una ragazzina.
La giovane rom era in uno stato di soggezione continuativa, veniva costretta a rubare, veniva sfruttata e soprattutto veniva considerata un oggetto di proprietà. Per questa ragione i carabinieri hanno fermato due persone per riduzione in schiavitù.
La nomade è stata accompagnata in una comunità di accoglienza su disposizione del Tribunale per i Minorenni.

Spose Bambine, un problema odioso
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31 gennaio 2012

Spose Bambine, un problema odioso radicato in molte culture.


INDIA. Bambine di otto anni, con lo sguardo, la spontaneità, la voglia di giocare di qualsiasi coetanea. Solo che loro sono diverse, sono delle "baby spose".
L’India ha scoperto di avere un altro primato negativo per quanto riguarda i diritti delle donne. Il subcontinente è infatti agli ultimi posti, superato solo da Mali, Bangladesh, Nepal e Burkina Faso, per la percentuale di ragazze che si sposano prima dei diciotto anni. Il 47 per cento delle giovani che oggi hanno tra i 20 e i 24 anni si è infatti sposato ancora minorenne.
E se per colmo di sfortuna muore il marito: così, come prescrivono i rigidissimi rituali religiosi indù, le piccole bambine sono costrette a lasciare la famiglia, per essere segregate nelle "casa delle vedove". Una sorta di lager dove, tra amicizie, umanità dolente, prostituzione occulta, divieti di ogni genere, perdono la loro innocenza e la loro voglia di vivere.
Nell'immenso subcontinente indiano ci sono 34 milioni di vedove, e almeno 12 milioni vivono nelle "case". E non solo in quel paese: secondo Amnesty International, ogni anno nel mondo ci sono 80 milioni di matrimoni con spose bambine.

ARABIA SAUDITA. Niente più spose bambine, niente più fanciulle costrette a matrimoni forzati con uomini che per età potrebbero essere loro padri, se non addirittura nonni. Va in questa direzione l’annuncio del ministero della Giustizia dell’Arabia Saudita, che ha annunciato che sta studiando una legge per porre un’età minima per le ragazze da marito .. (leggi l'articolo) ..

NEL MONDO. in Pakistan la percentuale di spose bambine è del 24 per cento, e in Paesi come il Sudan, la Nigeria e l’Afghanistan la percentuale è, rispettivamente del 34, 39 e 43 per cento. Tra i virtuosi ci sono Mongolia e Sri Lanka, con il 9 e 12 per cento dei matrimoni tra minorenni.
La ricerca è stata condotta dal Population Reference Bureau di Washington, che ha sottolineato come questa percentuale sia più alta rispetto alla media dell’area, l’Asia centro-meridionale, che arriva al 45 per cento.
La media in Africa è invece solo del 34 per cento, secondo i ricercatori grazie alla struttura matriarcale di molte tribù. Nel caso dell’India il numero alto è invece dovuto alla paura dei genitori che le ragazze intraprendano relazioni sentimentali, con la conseguenza magari di una gravidanza fuori dal matrimonio. Sono infatti le ragazze che interrompono gli studi a essere il maggior bersaglio di questa pratica.


ITALIA. In Italia i minorenni non possono sposarsi. Esiste però una deroga. Per "gravi motivi", dai 16 anni in poi il tribunale per i minori può autorizzare le nozze. Il Centro di documentazione per l’infanzia registra da anni questi casi: nel 1994 erano 1.173, poi sono via via diminuiti, fino ai 209 del 2006 e i 156 del 2007 (ultimo dato disponibile). La Campania è la regione in cui ne avvengono di più, 77. Per la maggior parte si tratta di matrimoni tra stranieri, con in testa le comunità di immigrati da Pakistan, India e Marocco.

Questi numeri descrivono però solo l’aspetto legale, che secondo gli esperti è minimo rispetto a tutti i legami imposti all’interno delle famiglie, a volte suggellati con un rito in qualche moschea, più spesso con unioni celebrate nei Paesi d’origine. Le seconde generazioni delle ragazze sono e saranno una vera emergenza, se non si interviene con politiche più incisive, i contrasti tra l’idea di famiglia imposta dai genitori e il modello delle adolescenti diventerà inconciliabile.


In Nigeria non si può più essere cristiani

Bambini e neonati uccisi, donne e disabili massacrati, case incendiate. Racconto della strage di Natale per mano dei pastori...