Visualizzazione post con etichetta Emergenze Umanitarie. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Emergenze Umanitarie. Mostra tutti i post

22 gennaio 2018

L'indifferenza del mondo e il disastro umanitario del Sud Sudan

Anche i ripetuti appelli di Papa Francesco cadono nel vuoto. Staccatosi nel 2011 dal Sudan, dopo 20 anni di guerre e a seguito di un referendum che chiedeva l’indipendenza della zona meridionale a fortissima maggioranza cristiana, il Sud Sudan, il più giovane Stato africano, è entrato dal 2013 nel vortice della guerra civile e non riesce più a uscirne.


Da quando le truppe leali al presidente, Salva Kiir, e le milizie dell’ex vice-presidente Riech Machar hanno cominciato a fronteggiarsi senza risparmio di colpi, sono morte 300 mila persone mentre a milioni hanno lasciato il Paese o si sono spostati in altre zone interne per sfuggire agli scontri.

A far da cornice a una situazione drammatica, una carestia spaventosa che è in gran parte causata dall'impossibilità di coltivare i campi e occuparsi del bestiame a causa del conflitto. Secondo le statistiche più accreditate, oggi, circa 7 dei 12 milioni di abitanti, soffrono la fame.

Il Sud Sudan non è un paese per bambini

L’Unicef ha diffuso l’ultimo rapporto sullo stato dei bambini in Sud Sudan, paese in guerra civile da tre anni. I dati sono impressionanti e dimostrano che sempre i bambini sono sempre più le vittime dei conflitti e delle crisi. Nelle guerre del secolo scorso morivano in prevalenza i soldati. Oggi muoiono soprattutto civili e tra questi i bambini rappresentano una parte importante.

Ecco i dati:
  • oltre 250mila bambini colpiti da malnutrizione grave,
  • due milioni e mezzo costretti a fuggire dalle loro case,
  • quasi ventimila reclutati per combattere,
  • una scuola su tre è stata danneggiata, distrutta, occupata o chiusa,
  • oltre milleduecento casi documentati di violenza sessuale.
Il rapporto conclude con un altro dato allarmante: il Sud Sudan è il luogo più pericoloso del mondo per gli operatori umanitari che, tra le altre cose, si occupano di assistenza e protezione dei bambini. Nei tre anni di guerra sono stati uccisi ben 2.300 bambini.

A corredo di questi numeri non si può non sottolineare il fatto che la guerra in Sud Sudan, scoppiata nel dicembre del 2013 a soli due anni dall'indipendenza del sud dal nord, non sembra avere piani credibili per avviare un negoziato che faccia cessare il conflitto o che almeno raggiunga un cessate il fuoco per avviare trattative in una situazione di non-guerra.

Insomma sembra proprio che per il Sud Sudan non ci siano speranze. È il posto più pericoloso del mondo ed è condannato a restarlo anche perché i bambini, in teoria, rappresentano comunque il futuro, la nuova generazione che può cambiare le cose e portare speranza. Ma se i bambini escono da esperienze come queste, in cui la guerra e la violenza sono state le uniche protagoniste, non saranno certo portatori di speranza.

250.000 bambini potrebbero morire entro luglio
Il Paese devastato dalla guerra ha visto oltre 2.300 bambini uccisi e 19.000 arruolati nei gruppi armati


Henrietta Fore, direttore esecutivo del Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF), ha dichiarato alla rete televisiva satellitare Al Jazeera che oltre 250.000 bambini del Sud Sudan “affronteranno la morte quest’anno prima di luglio” a causa della malnutrizione.

La notizia assume toni se possibile ancor più drammatici se si considera che dall'inizio degli scontri nel 2013, il Paese devastato dalla guerra ha visto oltre 2.300 bambini uccisi e 19.000 arruolati nei gruppi armati, secondo quanto riporta Al Jazeera. La guerra ha devastato la produzione agricola e, mentre il Sudan del Sud si avvicina alla sua stagione secca, le preoccupazioni per il cibo e l’acqua continuano ad aumentare.

Sud Sudan, un'emergenza senza fine

Più di un milione di sud-sudanesi sono fuggiti dalla guerra civile e si sono rifugiati in Uganda. Un vero, drammatico esodo biblico, mentre nel Paese africano continua uno dei più feroci conflitti africani.

All'interno del Sud Sudan milioni di persone non hanno cibo e acqua sufficienti per sopravvivere. Migliaia di bambini sono a rischio imminente di morte per denutrizione, malnutrizione e malattie correlate. Sono le persone più vulnerabili, donne e bambini, a pagare il prezzo più alto.

Ma anche chi è riuscito a scappare dalla trappola della guerra vive una condizione difficilissima.

Galleria Fotografica






Condividi la nostra Campagna Informativa
"Guerre dimenticate dell'Africa"
- clicca qui -



Articolo a cura di
Maris Davis

Condividi su Facebook


26 giugno 2016

Nigeria, il marchio dell'orrore. Fuggiti dai massacri di Boko Haram ora muoiono di fame

Un inferno nell'inferno. È bastata qualche ora a Bama, cittadina dello Stato del Borno, nel nord-est della Nigeria, affinché una squadra dell’organizzazione Medici senza Frontiere (MSF) si rendesse conto della "emergenza catastrofica" in corso, dal 23 maggio sono morte almeno 200 persone» nello stesso campo profughi. Sei al giorno. Uccise soprattutto da malnutrizione e dissenteria.

Gli sfollati sono vittime delle violenze di Boko Haram e delle conseguenti operazioni di sicurezza lanciate dall'esercito nigeriano. In quella zona sono almeno 24mila i civili abbandonati al proprio destino.

Medici senza Frontiere è arrivato per la prima volta a Bama. "È la prima volta che siamo riusciti ad accedere a Bama. Stiamo trattando bambini malnutriti che hanno visto e sono sopravvissuti a tanto orrore. Bama è una località estremamente isolata. Ci hanno detto che molte persone, compresi tanti minorenni, sono morte di fame. Nuove tombe compaiono quotidianamente poiché in un solo giorno possono morire anche 30 persone per fame e malattia"

Per diversi mesi, a partire da settembre 2014, Bama è stata sinonimo di combattimenti e sofferenza. I ribelli di Boko Haram si sono infatti spesso scontrati con i soldati nigeriani, trasformando la località in una città fantasma. Solo nel marzo del 2015, grazie all'intervento degli eserciti dei paesi confinanti (Niger, Ciad, Camerun), il governo nigeriano ha potuto annunciare la "liberazione" della cittadina da Boko Haram. Un anno dopo, però, le condizioni di vita rimangono gravissime

Almeno 15mila bambini, di cui 4.500 hanno meno di cinque anni, sono ospitati nei giardini di un ospedale in attesa di essere messi in salvo. Alcuni di loro gravemente malnutriti sono stati trasferiti nel centro nutrizionale di MSF a Maiduguri. "Su più di 800 bambini, il 19% soffriva di malnutrizione severa acuta, la forma più mortale"

Tra il 13 e il 15 giugno, le autorità nigeriane, appoggiate da un’organizzazione locale, hanno eseguito l’evacuazione di oltre mille persone che avevano bisogno di urgenti cure mediche. Bama, però, non è l’unico luogo in cui il dramma dei profughi si consuma nel silenzio giorno dopo giorno. Nel resto dell’area presa di mira da Boko Haram, le agenzie umanitarie stanno registrando contesti molto simili.

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha infatti lanciato un appello il mese scorso per la "fine immediata delle violenze nel bacino del Lago Ciad", dove gli insorti islamici hanno una presenza sempre più massiccia. È qui che gli operatori hanno detto di aver riconosciuto "atti che potrebbero essere definiti come crimini contro l’umanità e crimini di guerra"

Ogni settimana centinaia di persone scappano, a volte intenzionati a raggiungere l’Europa. I più disperati tentano infatti di attraversare il deserto del Sahara, ma soccombono al calore e alla sete. "I corpi di 34 persone, tra cui 20 bambini, sono stati trovati nel nord del Paese vicino al confine con l’Algeria. Quasi tutte le vittime sono nigeriane"

Secondo l’Organizzazione internazionale delle migrazioni (OIM), sono almeno "120mila i migranti nigeriani passati l’anno scorso dal Niger per raggiungere il Nordafrica". Centinaia di essi, però, continuano a morire ogni mese nel deserto. Molti di più di quelli che muoiono attraversando il mediterraneo.

E quando i nigeriani, o le nigeriane arrivano in Italia, rischiano di essere espulsi solo perché secondo l'Europa e il mondo intero la Nigeria NON è un paese in guerra e la quindi per la legge italiana, la famigerata Bossi-Fini, per questo vanno "respinti". E tutto questo accade solo perché l'Europa continua a costruire moschee per chi nella mia Africa distrugge le Chiese, brucia villaggi, rapisce ragazze, e provocate orrore in nome di un "Dio" che si chiama "Allah"

Il campo profughi a Bama. Quello toccato a circa 200 rifugiati nigeriani fuggiti dalla violenza di Boko Haram e alloggiati in condizioni terribili in un campo profughi a Bama, nello Stato del Borno, è infatti un destino di sete e malnutrizione, a meno che non si adottino misure straordinarie in aiuto della popolazione. L'emergenza umanitaria che sta colpendo uno dei 36 stati della Nigeria, situato nel nord-est del Paese, ha messo in ginocchio ogni risorsa e lasciato attoniti gli stessi volontari. Al momento sono migliaia le vite sospese tra la vita e la morte, costrette in questo campo per persone sfollate ricavato all'interno del compound di un ospedale. E la sfida più dura, come al solito, tocca ai bambini.

Il dramma della malnutrizione. Ma andiamo con ordine e vediamo cosa è accaduto in questa parte della Nigeria nelle ultime settimane. Tra il 13 e il 15 giugno, le autorità locali e Medici senza Frontiere hanno organizzato l'evacuazione di 1192 persone che avevano bisogno di cure mediche. Questo gruppo, composto in gran parte da donne e bambini, è stato portato nel campo sfollati "Camp nursing" e, dei 466 bambini visitati qui dalle équipe di MSF, il 66% è risultato affetto da malnutrizione, per il 39% in forma grave, e 78 sono stati immediatamente ricoverati nel centro nutrizionale di MSF, che ha una capacità di 86 posti letto.

Migliaia di bambini in pericolo di vita. Lo scorso 21 giugno l'orrore. Un'équipe medica di MSF, che ha appunto lo scopo di portare soccorso sanitario e assistenza medica nelle zone del mondo in cui il diritto alla cura non è garantito, e che a Maiduguri supporta ben due ospedali, due cliniche e due centri medici nei campi dove le persone sfollate possono essere visitate gratis, ha fatto visita per diverse ore alla città di Bama, nel nord-est del Paese, dove 24mila persone, tra cui 15mila bambini (4.500 sotto i cinque anni), hanno trovato rifugio all'interno del campo.

Lo spettacolo allucinante che i medici si sono trovati ad affrontare è andato oltre ogni più nefasta aspettativa. "Una vera e propria emergenza sanitaria. Sedici bambini gravemente malnutriti, in imminente pericolo di morte, sono stati trasferiti al centro nutrizionale che l'organizzazione gestisce a Maiduguri: a seguito di un rapido screening su oltre 800 minori, è emerso che il 19% di loro soffre di malnutrizione severa acuta, la forma più mortale"

Sei morti al giorno, migliaia di sepolture. Durante la visita a Bama, l'équipe di Medici senza Frontiere ha contato 1.233 sepolture scavate vicino al campo nell'ultimo anno, molte delle quali, 480, di bambini. "Bama è una località estremamente isolata e ci hanno detto che tante persone, compresi i più piccoli, sono morte di fame. Stando ai racconti fatti dagli sfollati alle nostre équipe, tombe nuove compaiono ogni giorno: in un solo giorno possono morire anche 30 persone per fame e malattia". Dal 23 maggio sono decedute nel campo almeno 188 persone, circa sei al giorno a causa della malnutrizione e della mancanza di acqua pulita.

Leggi anche
Gli attacchi di Boko Haram costringono i nigeriani alla fuga verso i paesi vicini
> Leggi <
Tra i profughi di Boko Haram dove è emergenza umanitaria
> Leggi <
Boko Haram ha distrutto più di mille scuole in Nigeria, solo nel 2015
> Leggi <

Condividi la nostra "Campagna" per dire
"No all'Islam integralista"
- clicca qui -

Condividi su Facebook

Articolo di
Maris Davis

In Nigeria non si può più essere cristiani

Bambini e neonati uccisi, donne e disabili massacrati, case incendiate. Racconto della strage di Natale per mano dei pastori...