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Visualizzazione dei post da 2016

AIDS, ogni due minuti un giovane si contagia

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Secondo l'Unicef è previsto boom di casi, +60% nel 2030 fra gli adolescenti . Un aumento del 60% dei nuovi casi di HIV fra gli adolescenti entro il 2030, se i progressi si arrestano. " Ogni 2 minuti un adolescente, con molte probabilità una ragazza, contrae l'HIV " Secondo un nuovo rapporto dell'Unicef , se entro il 2030 non verranno effettuati ulteriori progressi per raggiungere gli adolescenti, i nuovi casi di contagio da HIV per questa fascia di età aumenteranno fino a 400.000 ogni anno, rispetto ai 250.000 del 2015 in tutto il mondo. L' AIDS rimane una delle cause principali di morte fra gli adolescenti . Nel 2015 ha causato 41.000 vittime fra i ragazzi tra i 10 e i 19 anni, secondo il settimo rapporto sui bambini e l'AIDS ' For Every Child: End AIDS ' " Il mondo ha fatto enormi progressi per porre fine all'AIDS, ma la battaglia è ancora lontana dall'essere conclusa, soprattutto per quanto riguarda i b

Africa, le mutilazioni genitali femminili in sette punti

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Questa odiosa pratica sopravvive in molti Paesi del continente africano, e condanna per sempre le donne che la subiscono. Le forme che la violenza sulle donne nel mondo può assumere sono diverse : sessuale , fisica , psicologica . In alcuni Paesi, determinate forme di violenza sono culturalmente accettate dalle singole comunità. Ed è quello che accade con le mutilazioni genitali femminili in Africa . 1. Duecento milioni . Più di duecento milioni di bambine e donne tuttora in vita hanno subito le FGM ( F emale G enital M utilations ) in trenta paesi in Africa, il Medio Oriente e in Asia. 2. Regioni e migranti . Le mutilazioni genitali sono più comuni nelle regioni occidentali, orientali e nordorientali dell’Africa. Inoltre, i migranti provenienti da tali aree continuano a praticare la pratica anche nei paesi di destinazione: quindi, a conti fatti, le FGM sono un problema globale. 3. Preservare la “ purezza ” della donna . La vera motivazione delle FGM non è ancor

Il risveglio del Biafra, e in Nigeria si torna a parlare di secessione

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Esecuzioni extra-giudiziarie, torture e trattamenti degradanti. 150 attivisti uccisi in un solo anno . Manifestazione pro-Biafra Amnesty International denuncia una nuova ondata di repressione , che sembra riportare indietro le lancette della storia. La " questione del Biafra " indipendentista è rimasta centrale, dopo la guerra dal '67 al '70, nelle vicende politiche del gigante africano, riemergendo in questi ultimi anni. Era il 1970 e il motto “ non perdenti, non vincitori ”, con cui Yakubu Gowan , allora presidente di una giunta militare, mise fine a quasi tre anni di guerra nel cuore della Nigeria, fece il giro del mondo. Il sogno di un Biafra indipendente era stato sepolto da milioni di cadaveri , e il lento accerchiamento degli indipendentisti da parte dell’esercito nazionale, simile per certi versi a quello operato dalle forze lealiste nella Siria di oggi, aveva lasciato la popolazione allo stremo. La “ questione del Biafra ” è rimasta pe

Le contraddizioni del gigante Nigeria

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Makoko, Lagos (Nigeria) Un bambino nudo che si ripiega all'infuori dal bordo della palafitta per fare i suoi bisogni nella laguna già putrida e maleodorante, in cui vivono e pescano l’incalcolabile moltitudine di abitanti dello slum di Makoko , circondati dai grattacieli di Lagos. Scusate se è greve, ma è la prima immagine che mi torna in mente da un viaggio in Nigeria, cioè dal paese più ricco, sovrappopolato, religioso, felice, feroce, corrotto, energico ma abituato ai blackout, di tutta l’Africa. Lo sognavo da anni, questo viaggio . Per realizzarlo abbiamo dovuto superare ostacoli e diffidenze che parevano renderlo impossibile. Più infinite raccomandazioni di prudenza. E, in effetti, devo riconoscere con rammarico che tre occidentali, per giunta dotati di telecamera, non avrebbero potuto circolare impunemente tra le baraccopoli, i mercati, i villaggi rurali e i campi profughi, senza l’accompagnamento di una scorta armata. Ho desiderato questo viaggio nel Gig

The 419 Embassy ovvero l'Ambasciata nigeriana a Roma, tra piccole e grandi corruzioni

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Ambasciata nigeriana a Roma Da nigeriana molte volte ho avuto bisogno di andare a Roma negli uffici di quella che è la mia ambasciata , perfino in questi giorni ci sono stata . Ma se anni fa certi atteggiamenti e certe richieste ( di denaro ), o un certo andarivieni di nigeriani che quotidianamente c'è fuori dall'ambasciata mi sembravano " normali ", ora mi sto chiedendo come mai sia così, anzi adesso sono proprio sicura perché è così . In Italia ci sono circa 80.000 nigeriani " regolari " , un numero in crescita che si divide equamente tra maschi e femmine. Nel 2014 ( ultima statistica disponibile ) in Italia c'erano 71.158 nigeriani, il 49,8% maschi. Un numero tutto sommato piccolo rispetto ai 5 milioni di tutti gli stranieri presenti in Italia, i nigeriani rappresentano solo l'1,41%, eppure davanti all'ambasciata nigeriana ogni giorno c'è un via vai " insolito " di nigeriani che da tutta l'Italia sono " costre

Aiutiamoli a casa loro, ma a casa loro ci sono i "dittatori"

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Dal Sudan all'Afghanistan, Italia e Unione Europea stanno stringendo accordi con paesi in guerra e dittature. Obiettivo, fermare le partenze dei migranti in cambio di aiuti. Il risultato è che i regimi si rafforzano e incrementano la repressione. Così, aumentano anche le partenze . Un giovane studente italiano si aggira per le strade del Cairo . Fa molte domande, frequenta le assemblee del sindacato dei venditori ambulanti, prende appunti. La sua rubrica telefonica contiene contatti da tutto il mondo. Ci avviciniamo all'anniversario della rivolta di piazza Tahrir . Il regime ha assegnato un solo compito a tutti i suoi organi di sicurezza: impedire anche soltanto il ricordo di quel giorno . Sarà stato eccesso di zelo , sarà stata la denuncia anonima che lo indicava come una spia straniera. Quel ragazzo è stato torturato, ucciso e gettato via lungo la strada tra la capitale e Alessandria. Quel ragazzo si chiamava Giulio Regeni ed è diventato un caso diplomatico .