Post

Visualizzazione dei post da Agosto, 2015

Armi all'Africa, un affare da 18 miliardi di dollari. Italia tra i principali fornitori

Immagine
Armi in Africa , un affare per pochi, un affare da 18 miliardi di dollari all'anno nella totale impunità . Allo stato delle cose il commercio di armi in Africa è incontrollabile , un numero infinito di armamenti, soprattutto nella fascia magrebina, Tunisia, Algeria, Marocco, sui quali non si può individuare la provenienza, che si ereditano e passano da guerra a guerra, da paese a paese, anche attraverso i social network. Il Trattato internazionale sul Commercio di Armi ( ATT ) non è sufficiente . L'origine dei mali dell'Africa sta, da sempre, negli interessi miliardari dei paesi ricchi dell'occidente. L' Archivio Disarmo fa un'attenta analisi della situazione. Diciotto miliardi di dollari all'anno vengono spesi in Africa per uccidere migliaia e migliaia di persone già morte di fame . Su 500 milioni di armi piccole e leggere ( Salw ) circolanti nel mondo, ben 100 milioni vengono usate clandestinamente in tutto il continente africano.

"Piccoli Schiavi Invisibili" Tratta e sfruttamento minorile

Immagine
Sono almeno 168 milioni i bambini e gli adolescenti che nel mondo sono vittime di sfruttamento nel lavoro minorile In Europa , nel 2010, erano oltre 9.500 le vittime di tratta accertate e presunte e il 15% di questi erano bambini . I principali paesi di origine di questi minori sono Nigeria , Romania , Marocco , Ghana , Senegal e Albania . Quest’anno ( 2015 ) , in particolare, desta grandissima preoccupazione l’enorme crescita del numero di persone che hanno raggiunto l’Europa attraverso il Mediterraneo per fuggire da guerre, fame e violenze, con una presenza costante di minori non accompagnati ( 7.357 minori non accompagnati  dal 1º gennaio al 18 agosto 2015 solo in Italia ) che rappresentano da subito un potenziale bacino per chi è pronto a sfruttarli speculando in vari modi sulla loro vulnerabilità. I minori migranti rappresentano la parte prevalente degli under 18 coinvolti nella tratta e nello sfruttamento . Tratta a scopo di sfruttamento sessuale : Ragazze pr

Schiavi della terra, dieci testimonianze dall'inferno

Immagine
In Italia sono 22 le province in cui sono stati accertati fenomeni di para-schiavismo I recenti episodi di " moderni schiavi " morti di fatica nei campi della Puglia e della Sicilia, tra di loro anche due donne italiane, ripropongono il grave problema del " caporalato " soprattutto nel Sud Italia. Un problema che coinvolge non solo stranieri e immigrati, ma anche e sempre più donne italiane - Leggi di più - Si calcola che almeno 40.000 donne italiane siano sfruttate nei campi e nel settore agricolo in generale . Lavorano nei campi fino a 14 ore al giorno . Pagati 2,5 euro . Spesso costretti a drogarsi. Diritti negati, abusi, percosse, sparizioni. Le storie dei braccianti, stranieri e non. Li chiamano " invisibili ", perché come ombre si muovono nei campi coltivati. Li chiamano anche profughi ( quelli che dal Nord Africa fuggono le guerre e le persecuzioni ), operai ( quelli espulsi dalle fabbriche del Nord Italia ), napoletani ( g

La sete di sapere

Immagine
" Con l'istruzione si sconfigge l'ignoranza che è alla radice della fame e della povertà " Le parole del Premio Nobel Rita Levi-Montalcini , sono ampiamente e unanimemente condivisibili. La scuola ( più in generale, la formazione ) è la base da cui partire per qualsiasi ipotesi di sviluppo e di miglioramento della propria esistenza. Lo sapevano bene molti degli uomini che hanno tentato di cambiare l'Africa. Amilcar Cabral dedicò la sua breve esistenza ad istruire i contadini guineani, convinto com'era che l'educazione, la formazione e la conoscenza fossero alla base di qualsivoglia ipotesi, allora rivoluzionaria, di indipendenza dal colonialismo. Thomas Sankara , prima di essere ucciso, fece della lotta all'analfabetismo e dell'educazione uno dei pilastri della sua breve rivoluzione burkinabè. Nelson Mandela sosteneva che " l'istruzione è l'arma più potente che si possa utilizzare per cambiare il mondo ". Uomin