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Visualizzazione dei post da Maggio, 2015

In Italia duemila spose bambine ogni anno.

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Le stime del Centro Documentazione per l'Infanzia . In Italia duemila " spose bambine " ogni anno, e molte di loro sono costrette a rimpatriare. Nozze imposte soprattutto tra indiani e pakistani. Adolescenti con il " Cervello a metà " . " Viviamo con il cervello a metà . Una parte nel Paese della nostra famiglia, una parte con i nostri amici di qui che ci dicono di restare qui e di inserirci in questa società ". La vita spezzata delle adolescenti straniere inizia a tredici, quattordici anni. È a quell'età che, secondo i sociologi che hanno intervistato queste ragazze, si vedono i primi segni di conflitto. Fino all'anno prima potevano portare i loro compagni in casa, poi diventa proibito. Non vanno in gita con la classe e iniziano le liti sui vestiti, il trucco, le magliette troppo corte. Situazioni comuni un po' in tutta Italia, ma soprattutto nelle grandi città del nord e a Roma. Le ragazze con il " cervello a metà &qu

L'ipocrisia di chi vorrebbe regolamentare le "donne schiave"

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Il dibattito e le polemiche che si sono scatenate in seguito all'annuncio della creazione di strade a " luci rosse " nel quartiere EUR di Roma, o le più recenti affermazioni di " certi " politici ( Matteo Salvini della Lega Nord ) che vorrebbero regolamentare la " prostituzione ", si sono spesso articolati attorno a un grave fraintendimento e a molta ipocrisia. Per questo va innanzitutto chiarita una cosa , il fenomeno della prostituzione , che in Italia non è reato, si confonde oggi sempre di più con quello della tratta di esseri umani e riduzione in schiavitù , che invece sono reati gravissimi. L’80 per cento delle donne che in Italia vengono definite " prostitute " sono in realtà donne immigrate costrette a vendere il proprio corpo da trafficanti e sfruttatori, che le immettono come merce sul mercato del sesso a pagamento. Un mercato del sesso che conta dai nove ai dieci milioni di clienti al mese , questi sì , quasi tutti it

Violentate perché possano partorire i futuri soldati di Boko Haram

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Ragazza rapita da Boko Haram e appena liberata Violentate per essere messe incinta, e generare futuri guerrieri . Le prigioniere di Boko Haram , ora libere, raccontano le violenze subite. " I miliziani di Boko Haram hanno una certa convinzione spirituale per la quale sostengono che i loro figli cresceranno ereditando la loro stessa ideologia, anche qualora non dovessero vivere al loro fianco ". Ecco perché, delle circa seicento ragazze liberate dall'esercito nigeriano nella foresta di Sambisa all'inizio di questo mese, almeno 214 risultano in stato di gravidanza. - leggi - Molte di esse sono rimaste prigioniere per molti mesi e sistematicamente venivano violentate . " Dopo aver messo incinta le loro prigioniere, le trattengono per almeno quattro mesi dall'inizio della gravidanza per rendere difficile, se non impossibile, l'aborto, poi, molto spesso, abbandonano le donne che in molti casi ritornano a casa ". Tra fine e a

Italia, invisibile e indisturbata la Mafia made in Nigeria

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Mafia nigeriana e i mercanti di " donne " . Cupole fondate su rituali macabri, sacrifici di sangue, stupri e rapimenti, ricatti di una crudeltà inaudita, sul traffico di stupefacenti e sulla prostituzione, al centro di faide brutali, sanguinose e interminabili. Completamente ignorate , anche da chi le dovrebbe reprimere . Un fenomeno da anni in pieno sviluppo , quello della mafia nigeriana , tanto da poter essere ormai considerato parte integrante del sistema malavitoso italiano, ben radicato nel territorio e operante a pieno regime, ma ciononostante pressoché sconosciuto. Dalla lettura dei rapporti della magistratura ne emerge un profilo a dir poco agghiacciante, in cui a far da contorno agli spaventosi interessi economici mossi da questi gruppi mafiosi rimangono descrizioni sconcertanti della violenza che usano sistematicamente nella gestione dei propri affari. Sono parole crude , che gettano su quest'organizzazione un'ombra inquietante.

Essere gay in Africa, un continente sempre più omofobo

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Nella Giornata Internazionele contro l'Omofobia , 17 maggio , abbiamo fatto il punto della situazione in Africa. In 38 paesi africani l'omofobia è un reato, in 34 si rischia il carcere , in alcuni anche l'ergastolo, in tre paesi ( Mauritania, Somalia e Sudan ) è prevista la pena di morte . In questo senso l'Africa può essere considerato il continente più omofobo del mondo. In Nigeria sull'omofobia è in vigore, da gennaio 2014, una legge restrittiva che prevede fino a 14 anni di carcere per coloro che hanno rapporti sessuali con partner dello stesso sesso. Negli stati del nord della Nigeria, dove è in vigore la sharia islamica , si rischia la pena di morte. Uno degli argomenti più frequentemente usati nella propaganda anti-gay africana è che l’omosessualità sarebbe un fenomeno " importato " dall'Occidente, contrario ad una supposta tradizione di virilità africana, una teoria che non ha alcun riscontro scientifico. A questo tipo di dis