La tratta delle bambine nigeriane a scopi sessuali

Il dramma della tratta di bambine nigeriane costrette alla prostituzione lungo la rotta dei migranti. 'Piccole donne' senza un sostegno, che al loro arrivo trovano una nuova vita di soprusi e disperazione.

La tratta delle prostitute bambine nigeriane che sono arrivate in Italia sui barconi dei migranti è il paradigma del dramma della prostituzione minorile che non accenna a risolversi nel breve periodo. Un fenomeno che si aggrava e rivela con drammaticità la situazione in cui versano tantissime piccole donne private della loro libertà e della giovinezza.

Bambine prostitute in Italia: le minori nigeriane nella rete dei trafficanti

Si fa fatica a capire se non si è dentro un problema più generale, quello della tratta di esseri umani che coinvolge nel mondo almeno 3 milioni di persone ogni anno, non per una difficoltà a comprendere ma piuttosto per la crudeltà del comprendere: un crimine contro l’umanità consumato anche a "casa nostra", che è davanti ai nostri occhi ogni giorno, tutti i giorni, lungo la Domiziana (per esempio), in cui tantissime bambine sono costrette a prostituirsi da non meglio identificati criminali che le hanno portate lì, a nuotare nel fango della violenza. Molte di loro sono minorenni, per la maggior parte nigeriane, sbarcate in Italia nell’ordine delle centinaia, forse migliaia, e finite nella rete di trafficanti senza scrupoli che ne governano il corpo, ma non ne annullano il sogno infantile di un riscatto.

Da quel tritacarne di cuori di un’infanzia violata, emergono, con la brutale forza delle peggiori verità, storie di rapimenti, pedofilia e abusi sessuali di gruppo non facili da digerire, purtroppo reali.

Nel 2018 la Direzione Distrettuale Antimafia (DIA), in un rapporto confidenziale, denunciò che nove città italiane sono ostaggio della Mafia Nigeriana (Torino, Verona, Bologna, Roma, Macerata, Napoli, Palermo, Bari, Caserta), ma da allora sembra che la politica italiana non si sia mossa, impegnata com'è in beghe interne e guazzabugli per mantenere poltrone e privilegi. Poco possono fare investigatori e forze dell'ordine che al momento non hanno a disposizione strumenti legislativi adeguati (per esempio manca una legge organica sulla prostituzione, unico paese in Europa).

Complice il vuoto legislativo e l'indifferenza della politica verso un fenomeno "orribile", ha fatto registrare la presenza sempre più massiccia di giovanissime donne, soprattutto nigeriane, che si prostituiscono nel mercato del sesso di strada, e i racconti di alcune ragazzine tra i 14 e i 15 anni hanno spalancato le porte del loro dolore e di una realtà parallela alla democratica veste di una Paese che accoglie, ma in cui si annida il verme della prostituzione minorile.

Dalla Nigeria alla Libia, fino all’Italia: il percorso lungo la tratta delle baby prostitute

Le testimonianze di alcune giovani vittime dello sfruttamento sessuale sbarcate in Italia dopo aver seguito la rotta dei migranti, reclutate nella loro terra d’origine, la Nigeria, per un viaggio del quale conoscono solo una falsa facciata, evidenziano l'orrore di quella che è una vera e propria schiavitù. Alcune credono di partire per trovare un posto sicuro in cui lavorare, studiare, altre affrontano una partenza ignare della meta.

Dalla Nigeria alla Libia, poi sul primo barcone utile a condurle per mare verso un destino già deciso dalle organizzazioni criminali che stanno dietro l’immane traffico di esseri umani. Alla partenza, contraggono un debito che va dai 35 ai 55mila euro, da estinguere tramite la loro riduzione in schiavitù nel Paese di destinazione.

A seguire la situazione “da vicino” è la mamam, solitamente una donna affrancatasi da un pregresso status di schiava ma ora "organica" alla mafia nigeriana e che ha il compito di gestire le baby prostitute.

Prostituzione minorile: la tratta delle minori nigeriane nel racconto delle vittime

Castelvolturno è uno dei tanti luoghi italiani in cui la vita di queste bambine scorre velocemente sulle cicatrici delle violenze subite, cresciute troppo in fretta e spesso non facili a rivelare la loro vera età. Molte di loro dichiarano di avere molti più anni di quanti ne dimostrino, invece, i loro tratti innocenti e gli sguardi impauriti.

Sono arrivata in Italia senza sapere nulla, mi hanno detto che dovevo pagare un debito e per questo dovevo prostituirmi. Ma io non volevo”, racconta una piccola vittima. Le bambine vergini vengono violentate e portate sulla strada, alcune descrivono abusi sessuali di gruppo, talmente dolorosi da provocare ferite che vengono curate con mezzi di fortuna, senza il minimo rispetto delle basilari norme igienico-sanitarie: “Mi hanno fatto violentare da più persone, anche utilizzando degli oggetti”, dice un’altra.

Le bambine che hanno raccontato la loro storia sono state portate in strutture protette, lontane dai loro aguzzini. Hanno potuto così esternare, seppur nella comprensibile paura di essere scoperte, una piccola parte degli indicibili orrori subiti. Alcune loro amiche, compagne di un viaggio senza ritorno, sono sparite nel nulla, altre non riusciranno forse a trovare una via di fuga a tutto quel dolore.

Il racconto porta anche a esperienze di prelievo forzato dai centri di accoglienza in cui arrivano dopo lo sbarco in Italia, cui segue, in gran parte dei casi, lo sfruttamento sessuale per saldare il debito con i trafficanti.

Sono storie di miseria umana che resistono alla tutela dei diritti dei minori e delle donne, nascoste nell’ombra di un business per il quale sono solo merce di scambio, vite annientate vissute sotto la fioca, triste luce di un lampione.

Judith, 14 anni appena compiuti. Al suo primo "cliente" fu violentata e stuprata sulla Salaria.

Joy, rimasta incinta di un cliente, e poi ha perso il bambino.

Gladys, un cliente le ha distrutto l'ano violentandola tre o quattro volte con un bastone. Forse guarirà con il tempo, ma per ora non riesce più a camminare.

Rose, stuprata da chissà quanti uomini in una sola volta. Le hanno perforato l'utero con un oggetto appuntito.

Osas, Torino, arrivata in Italia dopo un viaggio di due anni. Gettata giù da una macchina in corsa dopo essere stata stuprata e rapinata.

Prudence, Verona, arrivata dalla Nigeria da una sola settimana, poi sparisce per giorni. Ritrovata sanguinante e sfigurata di botte. Le hanno bucato l'utero con un oggetto appuntito. Nonostante tutto questo la polizia la rimanda in Nigeria. Di Prudence non ci sono più notizie.

Non lontano da Verona una ragazza che non voleva più saperne del marciapiede, Tessie, è stata costretta dai suoi magnaccia a bere acido muriatico. È finita al pronto soccorso. L'hanno salvata per un pelo. E adesso si ritrova sfigurata e handicappata e quasi muta. Una ragazza africana di villaggio, semplice semplice. Analfabeta. Che diavolo di futuro può trovare in Italia. Ditemelo voi.

Eki. Mi hanno stuprata e picchiata, e torturata con le sigarette accese.

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Emergenza sociale e umanitaria senza fine: l’età delle minori costrette a prostituirsi si abbassa

Si è evidenziato come vi sia un preoccupante abbassamento dell’età delle ragazze nigeriane che finiscono per strada.

Sicuramente è una scelta delle organizzazioni criminali che cercano di avere sempre più ragazze giovani perché sono più appetibili sul mercato del sesso. Un "mercato" fatto di "clienti italiani" che pagano 4 miliardi di euro all'anno (fonte Istat 2018) per andare a puttane, meglio se giovani e minorenni. Molte di queste ragazze non arrivano più con le tratte a cui eravamo abituati ma arrivano quasi tutte mischiate e confuse nei flussi di profughi richiedenti asilo, sono quelle, cioè, che arrivano sui barconi, ma che il governo italiano (decreti sicurezza) continua ancora a chiamare clandestine da rispedire a casa loro

Clienti di quasi bambine, siete dei gran bastardi, siete solo stupratori a pagamento e che da oggi possiamo definirvi anche "pedofili"


Link e letture utili sull'argomento

Commenti

  1. Mio marito mi ha lasciato per una donna più giovane ed ero devastata. Era come se lo avesse avuto sotto un incantesimo malvagio, Saul si è rivoltato contro di me durante la notte senza alcun preavviso. È successo l'anno scorso, ero disperato, quindi ho usato ogni singolo sito Web di incantesimi che potevo trovare senza risultati. Un amico mi ha mandato dal Dr. Adeleke e l'ho contattato. Ha iniziato a lavorare con me a giugno. Come risultato di tutto il suo meraviglioso lavoro, io e il mio uomo siamo tornati insieme. Sono così felice e privilegiato di avere una persona così grande come te al mio fianco. Grazie! Contatta aoba5019@gmail.com e su whatsapp:+27740386124

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