Sulla Pena di Morte ho cambiato idea. Applicarla per i reati più efferati non è immorale, è solo giustizia

La pena di morte è solo uno dei tanti modi per somministrare la giustizia "terrena", non deve essere considerata immorale, ma semplicemente una pena equilibrata per punire i reati più efferati commessi da persone malvage.
Per gran parte della mia vita ho creduto anch'io che le pena di morte fosse un'atrocità, qualcosa di immorale. Tutto ciò ha una valenza psicologica o religiosa se ancora credessimo che il mondo sia "buono", ma purtroppo nel mondo ci sono anche persone malvage, persone che "vendono" esseri umani per farne degli schiavi, che vendono armi per alimentare guerre, che vendono droga, persone che uccidono i loro simili, persone che provocano stragi in nome di qualche Dio. Insomma il mondo NON è pronto per "salvare" i cattivi, tutti i cattivi, semplicemente perché NON vogliono essere salvati.

Etica, religione, morale
A seconda di dove viviamo, a seconda di dove siamo vissuti, della nostra educazione, delle nostre esperienze, delle tradizioni che ci sono imposte. A seconda della nostra religione. Tutti noi abbiamo una morale, un'etica, che ci impedisce di separare il piano morale da quello razionale. 
Lo Stato appunto, dobbiamo decidere che "Stato" vogliamo essere. Uno stato che governa i propri cittadini in base alla religione, ai libri sacri, come fanno (per esempio) certi stati dove l'unica legge è la "Sharia islamica", oppure vogliamo essere uno stato civile, libero e svincolato dai temi religiosi, giusto, dove i cittadini sono governati con senso di giustizia, democraticamente, con senso etico. 
La storia dell'umanità ci racconta che c'è sempre stato il bene e il male, che ci sono sempre state le persone malvage e crudeli, i dittatori, i prevaricatori. Negli ultimi decenni (da dopo la seconda guerra mondiale, o dal post-olocausto, se preferite) gli stati così detti moderni, hanno cercato di trasformare le carceri in "asili nido" dove i colpevoli vengono coccolati come bambini. Sentenze definitive che vengono stravolte da un sistema giudiziario che pensa di redimere anche i malvagi. Ma non tutti i malvagi possono essere redenti
Punire un delitto in modo proporzionato al delitto stesso. Questa è giustizia, non le sentenze che vengono stravolte, sentenze che non sono effettive, colpevoli (anche di reati gravi) che tornano in libertà prima del tempo, buona condotta, libertà condizionale o sulla parola, sconti di pena, giudici di sorveglianza "rammolliti". Ma tutto questo in uno stato di diritto è sbagliato, ingiusto, e profondamente amorale. Le sentenze definitive devono essere "definitive" a tutti gli effetti e vanno scontate senza "sconti". Uno stato civile NON dovrebbe interessarsi solo ai colpevoli al fine di redimerli, ma dovrebbe interessarsi di più alle vittime

Dividere Stato e Chiesa
Io personalmente sono per una divisione netta tra Stato e Chiesa, ed è anche scritto nella costituzione italiana e sancito dai "Patti Lateranensi del 1929 e dal successivo concordato del 1984". 
Il problema è che nella pratica delle cose non è sempre così. Politici che "per ragioni morali" impediscono l'approvazione di leggi "giuste" per la collettività, per una società che si evolve, come per esempio il riconoscimento delle unioni omosessuali e andando indietro nel tempo pensiamo a temi come l'aborto, il divorzio. Le ragioni di pochi NON possono, e non devono essere le ragioni di tutti, se davvero vogliamo essere uno stato etico. Dobbiamo solo decidere che Stato vogliamo essere, ma dobbiamo tenere sempre presente che "senza Libertà NON c'è Giustizia, e senza Giustizia NON c'è Libertà" 

In uno Stato di diritto la Pena di Morte è un atto di giustizia verso le vittime di reati gravi contro le persone
Applicare la pena di morte per alcuni reati gravi contro la persona come omicidi efferati, tortura, stragi, omicidi premeditati, femminicidi, stupri, l'uccisione cosciente dei propri figli, la riduzione in schiavitù, pedofilia, mafia, appartenenza ad organizzazioni criminali, non deve essere considerata una sentenza immorale, ma semplicemente un atto di giustizia verso le vittime.

Ci parlano di un mondo globalizzato e ci chiediamo perché i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Si sa che il tabacco provoca il cancro, ma non si impedisce la vendita del tabacco, si sa che certi diserbanti usati in agricoltura (come il glifosato) sono altamente nocivi per l'uomo, ma il loro uso NON viene vietato, non dappertutto. Tutti sanno che le armi uccidono, ma la loro fabbricazione e il loro commercio NON viene impedito. Una strage continua che provoca morte ovunque. Una strage continua provocata da multinazionali che mettono i loro guadagni al di sopra della vita umana. È un mondo ingiusto, e ce ne dobbiamo occupare, contro queste ingiustizie dobbiamo combattere. 
Fin dagli anni '50 sono iniziate campagne contro la Pena di Morte, c'è perfino una giornata internazionale contro la pena di morte istituita dalle Nazioni Unite (il 10 ottobre), molti Stati hanno abolito del tutto la pena di morte, alcuni, come l'Italia, l'hanno vietata addirittura nella Costituzione (art. 27), altri l'hanno sospesa. Ci sono moratorie contro la pena di morte. Un'intera umanità che sembra aver preso coscienza che pena di morte è immorale, ma nonostante tutto questo il mondo NON è cambiato, anzi è peggiorato. Eppure c'è chi ancora pensa che non solo pena di morte vada abolita, ma che vada abolito anche l'ergastolo, la condanna a vita, che non ci possano essere condanne superiori ai 20 anni (in alcuni stati scandinavi esiste già questo limite). Andrà a finire che per un perverso senso di pietà anche gli assassini non andranno più in carcere
Alcuni pensano che un malvagio può redimersi, il carcere lo può redimere. Forse si e forse no. Ma poi mi chiedo come fa a redimersi uno che ha premeditato un omicidio, uno che ha commesso una strage, un genitore che ha deliberatamente ucciso i propri figli (o la propria moglie), un mafioso che ha commissionato chissà quanti omicidi ed è già stato condannato al 41bis, uno che ha ridotto in schiavitù una o più ragazze, donne costrette a prostituirsi. Fosse per me condannerei a morte anche i clienti di prostitute minorenni ridotte in schiavitù. Sarebbe comunque sbagliato pensare alla pena di morte come deterrenza a non commettere reati.
La pena di morte dovrà essere semplicemente una "pena" da applicare a coloro che commettono reati particolarmente efferati. È ora di smetterla di pensare ad una giustizia fatta su misura per dare diritti ai malfattori e ai malvagi, è più umano pensare ad una giustizia che difenda le vittime, che protegga le vittime dei reati. Non me la sento più di mantenere in carcere gente malvagia, senza anima, e magari che si fa beffe della giustizia. Non me la sento più di mantenere in carcere un marito che ha ammazzato sua moglie e magari anche i suoi figli. Quindi SI al ripristino della "Pena di Morte", non è un fatto immorale (come in questi ultimi decenni ci hanno fatto credere), ma è semplicemente un atto di GIUSTIZIA.

Non c'è Giustizia senza Libertà, ma nemmeno Libertà senza Giustizia

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