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Ventimiglia. Le migranti minorenni costrette a prostituirsi per passare il confine

L’allarme di Save the Children, a Ventimiglia le migranti minorenni costrette a prostituirsi per guadagnare il denaro necessario per attraversare la frontiera.


Il report di Save the Children sulla tratta di bambini e ragazzi. Nel mondo gli "schiavi invisibili" sono dieci milioni. In Italia è emergenza per cinquemila minori migranti soli.

Si stima che quasi 10 milioni di bambini e adolescenti nel mondo, solo nel 2016, siano stati costretti in stato di schiavitù, venduti e sfruttati principalmente a fini sessuali e lavorativi. Un numero che corrisponde al 25% del totale delle persone in questa condizione, oltre 40 milioni, di cui più di 7 su 10 sono donne e ragazze.

Circa 1 milione, secondo le stesse stime, i minori vittime di sfruttamento sessuale nel 2016, mentre in cinque anni, tra il 2012 e il 2016, 152 milioni di bambini e ragazzi tra i 5 e i 17 anni sarebbero stati coinvolti in varie forme di lavoro minorile, di cui oltre la metà in attività particolarmente pericolose per la loro stessa salute.

30 luglio, "Giornata internazionale contro la tratta di esseri umani"
A pochi giorni dalla Giornata contro la tratta, Save the Children, l’Organizzazione internazionale che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro, diffonde il rapporto “Piccoli schiavi invisibili 2018”, una fotografia aggiornata della tratta e dello sfruttamento dei minori in Italia. Un fenomeno che per sua natura risulta difficilmente quantificabile e che resta in gran parte sommerso: nei 28 Paesi dell’Unione europea sono 30.146, di cui oltre 1.000 minori, le vittime registrate di tratta e sfruttamento, a fronte di stime che parlano di circa 3,6 milioni di persone in schiavitù in Europa nel 2016.


"Survival Sex" e Ventimiglia, l'ultima frontiera dell'orrore
L'ultima frontiera dell'orrore passa per Ventimiglia. Qui nell'ultimo anno è esploso il fenomeno del "survival sex" (sesso di sopravvivenza), ovvero delle minorenni costrette a prostituirsi per pagare il passaggio del confine o reperire cibo e un posto dove dormire. Si tratta di ragazze provenienti per lo più dal Corno d'Africa e dall'Africa-sub-sahariana che devono versare ai passeurs tra i 50 e i 150 euro per il viaggio in auto.

Altra frontiera dello sfruttamento resta da sempre quella del marciapiede: qui continua ad aumentare il numero delle nigeriane vittime della prostituzione forzata. È il fenomeno sommerso della tratta dei minori, su cui prova a fare un po' di luce l'ultimo rapporto di Save the Children.

"Si tratta di ragazze giovanissime, soprattutto eritree e nigeriane, particolarmente a rischio e che fanno parte del flusso invisibile dei tanti minori migranti non accompagnati in transito alla frontiera nord italiana i quali, nel tentativo di ricongiungersi ai propri familiari o conoscenti in altri Paesi europei, privati della possibilità di percorrere vie sicure e legali, sono fortemente esposti a gravissimi rischi di abusi e sfruttamento, in molti casi ritrovandosi a vivere in condizioni di grande degrado e promiscuità.

Un esercito invisibile
"Piccoli schiavi invisibili 2018" è una fotografia aggiornata della tratta e dello sfruttamento dei minori. Nel mondo sono quasi 10 milioni i bambini e gli adolescenti che, nel solo 2016, sono stati costretti in stato di schiavitù, venduti e sfruttati principalmente a fini sessuali e lavorativi.

In Italia crescono i minori sfruttati
Quanto all'Italia, le unità di strada del programma "Vie d'uscita" di Save the Children per il contrasto allo sfruttamento sessuale dei minori, tra gennaio 2017 e marzo 2018, sono entrate in contatto con 1.904 vittime, di cui 1.744 neo-maggiorenni o sedicenti tali e 160 minorenni, in netta prevalenza (68%) nigeriane, seguite dalle romene (29%). Un numero nettamente cresciuto rispetto al periodo maggio 2016 - marzo 2017, quando erano state contattate 1.313 vittime.

Ragazzi in fuga
Al 31 maggio 2018, 4.570 minori risultano irreperibili in Italia, hanno cioè abbandonato le strutture di accoglienza in cui erano stati inseriti, in particolare nelle regioni del Sud. Si tratta per lo più di minori eritrei (14%), somali (13%), afgani (10%), egiziani (9%) e tunisini (8%). L'abbandono del sistema di accoglienza e l'ingresso nell'invisibilità espone i minori a rischi notevoli, in particolare i più vulnerabili come le ragazze minorenni provenienti dal Corno d'Africa.

Il flop dei ricollocamenti
"Le nostre evidenze, spiega Raffaela Milano, direttrice dei programmi Italia-Europa di Save the Children, ci dicono che l'interruzione, a settembre 2017, del programma europeo di relocation ha contribuito in maniera importante a costringere i minori in transito a riaffidarsi ai trafficanti o a rischiare la propria vita pur di varcare i confini, così come continua ad accadere a Ventimiglia, a Bardonecchia o al Brennero"


Il caso delle nigeriane
Vittime di tratta nel nostro Paese sono soprattutto le ragazze nigeriane e romene. Tra le nigeriane che giungono via mare in Italia, 8 su 10 sarebbero potenziali vittime di tratta a fini di sfruttamento sessuale, un numero che ha fatto registrare, tra il 2014 e il 2016, un incremento del 600 per cento. Indotte dai loro sfruttatori a dichiararsi maggiorenni al momento delle operazioni di identificazione in seguito allo sbarco, molte giovanissime nigeriane sfuggono infatti al sistema di protezione per minori.

Piccoli Schiavi Invisibili 2018
Rapporto sui minori vittime di tratta e sfruttamento in Italia.

La tratta di minori rappresenta uno dei grandi drammi del nostro tempo. È diffusa in tutto il mondo e l’Italia, come il resto dell’Europa, non ne è immune. A subire le violazioni più devastanti sono, in particolare, bambini, bambine e adolescenti in fuga da Paesi gravati da povertà, guerre, discriminazione, disuguaglianza di genere e mancato accesso all'istruzione.

La tratta è una grave violazione dei diritti fondamentali ed è anche un crimine transnazionale estremamente redditizio che fonda il suo modello di business nella vendita e nell'acquisto di donne e uomini, ragazze e ragazzi, trattati come schiavi con il solo scopo di sfruttarli sessualmente, lavorativamente e nelle economie illegali. La “domanda” crescente continua ad alimentare l’offerta.


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Articolo a cura di
Maris Davis


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