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Visualizzazione dei post da Giugno, 2018

Nigeriane schiave addestrate nei bordelli di Tripoli prima di arrivare sui marciapiedi italiani

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La terrificante odissea delle ragazze nigeriane , adescate nei villaggi e nelle periferie povere dell'Edo State da sorridenti mamam e poi condotte con la forza dai trafficanti verso le coste italiane . Un viaggio che include una permanenza , fino a un paio di anni fa inedita , nelle case chiuse illegali della Libia , alla mercé di aguzzini che le costringono a prostituirsi per pochi dinari e senza preservativo. Le ribelli vengono punite con botte, torture e stupri. Chi rimane incinta viene fatta abortire a forza di calci sul ventre, o con intrugli di farmaci potenti. Tutto avviene all'insaputa delle mamam che dall'Italia pagano i trafficanti per il trasporto delle ragazze, ma se scoprono che cominciano il mestiere già in Libia le abbandonano al loro destino. Spesso interviene una figura ricorrente nei racconti delle sventurate, il cliente-fidanzato , frequentemente di origine ghanese, che organizza una fuga dalla casa chiusa e le accompagna fino allo sbarco

Cattolici, Salvini e l'onda razzista. La doppia faccia di tanti italiani

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Detesto le politiche migratorie del ministro dell’interno Matteo Salvini e chi mi conosce sa che noi di Foundation for Africa ci troviamo su posizioni opposte a quelle del neo-ministro dell'interno e dei neo-razzisti italici . Siamo in tanti a detestare questo "nuovo" che avanza , questo modo di agire subdolo e cinico sulla pelle di poveri cristi che non hanno fatto nulla di male ma sono solo alla ricerca di un " mondo migliore ", siamo in tanti ma non abbastanza . Più volte espresse le mie idee , e non da ieri , basta leggere quello che da sempre scrivo . Ritengo inaccettabile la chiusura dei porti italiani alle navi dei migranti, in palese violazione delle convenzioni internazionali in materia di soccorso di cui anche l’Italia è firmataria. E considero pericolose le parole ostili nei confronti degli stranieri, sovente sulla bocca del ministro, che altro non fanno che alimentare xenofobia e odio razziale. Sono consapevole che l’onorevole Sa

Mamma Faida e le altre schiave della Repubblica Democratica del Congo

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Dopo il parto donne costrette a subire violenze e umiliazioni. “ Detenute in ospedale per pagare le cure ” Faida Mwenge con il suo bimbo, Jospin , fuori dalla casa dove abitano nel complesso dell’ospedale di Beni. La donna deve ancora versare 170 dollari all'ospedale per il parto cesareo cui venne sottoposta. Fino ad allora dovrà fare le pulizie e lavare i piatti per conquistarsi la libertà di tornare nella sua vera casa dal marito Faida , una giovane 20enne congolese , ha partorito il suo Jospin da 3 mesi, ma il piccolo non ha ancora visto la luce del sole tropicale che abbaglia le foreste nord-orientali della Repubblica Democratica del Congo ( RDC ). Entrambi sono rinchiusi in uno degli ospedali fatiscenti della città di Beni , al confine con l’Uganda, non lontano da dove, a dicembre, un gruppo di ribelli ugandesi ha ucciso 14 Caschi blu dell’Onu. Faida dopo una serie di complicazioni durante il travaglio è stata costretta ad un parto cesareo costato 260 dollar

Nel mondo una persona su 110 è costretta alla fuga. 68,5 milioni i rifugiati nel mondo

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Nel rapporto annuale ‘ Global Trends ’, l' Unhcr traccia una mappa dei flussi di chi si lascia alle spalle il passato per un futuro incerto, spesso altrettanto drammatico. Si scappa soprattutto dai paesi in via di sviluppo. Le maggiori crisi nella Repubblica Democratica del Congo, Sud Sudan e Bangladesh. Il 20 giugno è una data importante perché si celebra in tutto il mondo la Giornata del rifugiato . L'appuntamento, fortemente voluto dall'Assemblea Generale dell'Onu nel 1951, nello stesso giorno in cui l'assemblea approvò la convenzione di Ginevra, nasce con l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica su una condizione, spesso oggetto di campagne diffamatorie e strumentali, che oggi coinvolge ben 68,5 milioni di rifugiati e richiedenti asilo nel mondo . Il numero più alto dall'approvazione della convenzione di Ginevra a oggi . Il rifugiato è colui che temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, naz

L'odioso "obolo" che la Francia fa pagare ancora oggi alle sue ex-colonie in Africa

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Quattordici paesi africani ancora oggi continuano a pagare una tassa coloniale alla Francia. Un " cappio " che pesa sulle ex-colonie e muove 500 miliardi di dollari dall'Africa al ministero del tesoro francese ogni anno. Il divieto di far approdare la nave Acquarius carica di profughi africani nei porti italiani in questi giorni è stata la miccia che ha causato uno scontro duro e " innaturale " tra Italia e Francia e ha messo a nudo tutte le divisioni della Comunità Europea in tema di immigrazione. Da un lato il ministro dell'interno italiano Salvini ha sbagliato perché non si mette mai la politica al di sopra delle vite umane , e dall'altro la Francia che in tema di " migrazioni dall'Africa " è la prima a dover stare zitta . Pensiamo alla chiusura del confine a Ventimiglia oppure alla mancata ricollocazione di oltre 9.000 migranti che dall'Italia, secondo gli accordi europei, avrebbero dovuti essere ricollocati propr