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Visualizzazione dei post da Maggio, 2018

Agbogbloshie, Ghana. Ecco dove finiscono i rifiuti elettronici del ricco occidente

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Ghana , la discarica di Agbogbloshie ad Accra . La Sodoma e Gomorra dell'Hi-Tec. Falò di rottami e nuvole di fumi tossici stanno avvelenando irreparabilmente l'ambiente e le persone. Ad averla creata il traffico illegale che ogni anno riversa in Africa la spazzatura elettronica dell'Occidente . A pochi km da Accra . Una città nella città, dove vivono decine di migliaia di persone. La più estesa discarica africana di rifiuti elettronici . Molti , da governi ad associazioni, da agenzie a ong , promettono di smantellarla . Ma sono progetti che durano poche settimane, addirittura pochi giorni. Poi la novità scompare come scompaiono i “ benefattori ” e i “ curiosi ”, e tutto torna come prima. Peggio di prima, perché questa è una gallina dalle uova d’oro, dove a lucrare sono in molti . Tranne i disperati . Agbogbloshie rappresenta un grande buco nero . Un luogo dove tutto è possibile e illegalità e rischio sono la norma Qui approdano ogni anno miglia

Cara di Mineo. Lo scempio delle ragazze nigeriane sfruttate nell'indifferenza delle istituzioni

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Prostituzione e sfruttamento alla luce del sole al Cara di Mineo in provincia di Catania, il più grande centro di accoglienza d'Europa e che ospita, a seconda dei periodi, dai 2.500 ai 3.500 migranti. Lo avevamo già denunciato nei nostri articoli , ma lo " scempio " continua Da tempo gli occhi della magistratura sono puntati sul Cara di Mineo Intervenendo lo scorso anno alla Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza, di identificazione ed espulsione, il presidente dell'Autorità nazionale anti-corruzione ( Anac ), Raffaele Cantone , ha preso la struttura a esempio della cattiva gestione dell'emergenza immigrazione. " Quello di Mineo risultò essere il classico bando su misura, scritto in modo tale da escludere la concorrenza, escludendo la divisione in lotti: mancava solo che fosse indicato anche il nome del vincitore " Quindi ha ricordato Cantone, " La vicenda ci colpì molto, contro il nostro provve

Italia. Nove milioni di "clienti" del sesso alimentano la tratta delle nigeriane

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È la denuncia forte e drammatica di Suor Eugenia Bonetti , missionaria della Consolata e presidente di ‘ Slaves no more ’, che da anni si occupa della tratta di ragazze a fini sessuali . Suor Eugenia Bonetti con alcune ragazze nigeriane salvate dalla schiavitù sessuale “ Sulle strade italiane ci sono centomila prostitute, 70-80mila sono africane, le altre provengono da Est Europa, America latina e Cina. Sono tutte vittime di un sistema che riduce in schiavitù le donne, che vengono violate fisicamente e psicologicamente ”. Suor Eugenia Bonetti, missionaria della Consolata, sintetizza così il fenomeno della tratta delle donne. “ La maggior parte delle vittime provengono dalla Nigeria. Sono quasi tutte minorenni e analfabete. Pensano di trovare in Europa un luogo di riscatto dalla loro povertà. Per questo motivo attraversano il deserto e il Mediterraneo, tra sofferenze e fatiche inaudite. Ma ciò NON impietosisce i trafficanti che, appena arrivate, le costringono a vende

Gioia Tauro, la piana degli schiavi moderni. Nulla è cambiato dopo la legge sul caporalato

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“ Sfruttamento e contratti non registrati. Le Istituzioni locali hanno cronicizzato problema ” I “ dannati della terra ”. È questo il titolo del Rapporto 2018 sulle condizioni di vita e di lavoro dei braccianti stranieri nella Piana di Gioia Tauro realizzato da Medici per i diritti umani ( MEDU ) e presentato a Roma pochi giorni fa. A otto anni dalla guerriglia, poco è cambiato. E la politica agisce in modo spesso contraddittorio. “ I DANNATI DELLA TERRA . Rapporto sulle condizioni di vita e di lavoro dei braccianti stranieri nella Piana di Gioia Tauro” Da dicembre 2017 fino ad aprile 2018 la clinica mobile di MEDU ( Medici per i Diritti Umani ) ha operato per il quinto anno consecutivo nella Piana di Gioia Tauro prestando assistenza socio-sanitaria ai lavoratori migranti che anche quest’anno si sono riversati nella zona durante la stagione agrumicola. Almeno 3.500 persone , distribuite tra i vari insediamenti informali sparsi nella Piana, hanno fornito anch

Leah Sharibu, ancora prigioniera di Boko Haram perché non vuole convertirsi all'Islam

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Il 19 febbraio scorso, durante un attacco di Boko Haram alla cittadina di Dapchi , furono rapite da una scuola femminile 110 studentesse . Leah Sharibu prigioniera di Boko Haram per non aver rinnegato la sua Fede Cristiana Tra quelle ragazze c'era anche Leah Sharibu, una studentessa cristiana di 17 anni . Di quel rapimento Amnesty International accusò l'esercito nigeriano perché non fece nulla per impedire l'attacco, e di conseguenza il sequestro delle ragazze. Tra le 14 e le 18.30 di quel 19 febbraio , le forze di sicurezza nigeriane hanno ricevuto almeno cinque telefonate in cui si segnalava l’avanzata di Boko Haram verso Dapchi, ma il grosso dell'esercito, nonostante si trovasse a solo un'ora di marcia dalla cittadina, non si mosse. Nelle ore successive al sequestro perfino il governo federale cercò, inutilmente , di negare che le ragazze fossero state rapite. Una vicenda molto simile a quello che accadde a Chibok nel 2014 quando Boko