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Visualizzazione dei post da Settembre, 2017

Nigeria. Dopo mezzo secolo riappare lo spettro della guerra in Biafra

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A 50 dalla guerra riesplodono le tensioni in Biafra . Un conto corrente segreto in Francia è stato il pretesto per far classificare dal governo nigeriano il movimento secessionista Popoli indigeni del Biafra come organizzazione terroristica. Unione Europea e Stati Uniti intervengono ma il presidente nigeriano Buhari non gradisce l'intromissione. Dopo mezzo secolo , la questione dell’indipendenza del Biafra suscita ancora attriti nelle relazioni diplomatiche della Nigeria. L’ultima controversia si è registrata lunedì scorso, quando l’esecutivo del presidente Muhammadu Buhari ha seccamente respinto le critiche degli Stati Uniti e dell’Unione Europea riguardo la decisione di classificare come un’organizzazione terroristica il movimento secessionista Popoli indigeni del Biafra ( IPOB ). Il governo nigeriano ha affermato che si tratta di una “ questione interna ” e che l’intromissione della comunità internazionale sulla liceità del provvedimento emesso dal ministro de

Quella zona grigia della mafia nigeriana di cui nessuno parla

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Non è sempre tutto bianco o nero, non ci sono solo i buoni o i cattivi, tra le comunità di nigeriani c’è anche il “silenzio omertoso”, il si sa ma non si dice, una cultura che tende a farsi gli affari propri, spesso un basso livello di istruzione. E poi c’è l’indotto economico indiretto , basti pensare agli African Shop, agli Hairdresser ( parrucchiere ) per capelli africani, ai negozi di vestiti africani , ai Money Transfer , alle centinaia di micro chiese pentecostali , ai locali privati frequentati da nigeriani, e poi ci sono gli affitti di appartamenti e case dove alloggiano le ragazze ( e questo coinvolge per lo più italiani ), ecc.. In una città media come Treviso ( che spesso frequento come mediatrice culturale ) secondo la Caritas locale ci sono circa 3-400 ragazze nigeriane “ irregolari ” certamente costrette a prostituirsi, di notte le vedi in abiti succinti in città e di giorno le puoi vedere lungo la Pontebbana ( la Statale 13 ). E anche loro frequentano gli

Immigrazione. I Centri di Accoglienza sempre più serbatoio di "nuovi schiavi"

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' Chiedevamo protezione, ora siamo schiav i '. Dalla Toscana alla Sicilia, molti Centri di accoglienza sono diventati un serbatoio di manodopera a basso costo. Lì vanno a rifornirsi caporali e imprenditori senza scrupoli, nonché protettori e mafie che avviano le ragazze alla prostituzione. Per l’opinione pubblica, però, i migranti sono ancora “ parassiti che mangiano e dormono ” Un ragazzo del Gambia è seduto su una vecchia sedia girevole . Siamo in mezzo a una baraccopoli nei pressi di Mazara del Vallo, tra casette di cartone e lamiera. “ Un giorno avrò la mia chance ”, dice. Aspetta una risposta alla richiesta d’asilo e qualcuno che lo chiami a giornata per raccogliere olive. Come lui centinaia di migranti ospiti dei centri d’accoglienza lavorano nelle campagne da Nord a Sud . In Toscana per la vendemmia del Chianti, in Calabria per le patate della Sila, in ogni angolo della Sicilia per raccogliere pomodori, arance e olive. Almeno tre inchieste della magistratu

La cooperazione europea in Africa è in crisi

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La Cooperazione allo sviluppo in Africa, all'Unione Europea interessa poco . Cooperazione italiana in Kenia ( Meru Herbs Italia Onlus ) Un rapporto di Global Health Advocates passa ai raggi X il fondo fiduciario da 3 ( tre ) miliardi di euro costruito dall'Unione Europea per intervenire sulle radici dell'immigrazione. E scopre che questo strumento, costituito per sostenere la cooperazione allo sviluppo, in realtà è usato solo per bloccare la partenza dei migranti dai paesi di origine . - Download Report - « Le agenzie europee per la cooperazione allo sviluppo gestiscono i loro progetti senza coinvolgerci. Si comportano come se non esistessimo. I Paesi che fanno partnership con le nostre autorità sulla gestione dei flussi migratori devono capire che non si possono ottenere risultati se non si coinvolge la gioventù locale, se non coinvolgono noi ». Parola di 15 sindaci della regione di Agadez, in Niger, intervenuti in una conferenza stampa convocata per

Migranti nigeriani, in Italia sono considerati di serie B

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Nonostante le violenze pluriennali di Boko Haran in Nigeria e nonostante la " tratta " di giovani ragazze fatte arrivare in Italia per fini di sfruttamento sessuale da trafficanti senza scrupoli. Per i nigeriani le domande di protezione internazionale accolte sono solo il 27% ( 2.955 su 11.340 richieste ), e nonostante i migranti nigeriani siano la nazionalità più numerosa tra i migranti arrivati tra il 2015 e il 2016. Mentre nel totale delle nazionalità le domande di asilo accolte sono circa il 40%, ma questo dato si abbassa clamorosamente per i nigeriani . Tra chi sbarca in Italia e inizia la pratica per la richiesta di asilo, Nigeria e Pakistan sono tra le nazionalità più rappresentate, anche perché, di norma, i migranti si muovono verso i Paesi dove già sono presenti reti familiari e di conoscenza. In Italia i richiedenti asilo nigeriani sono sempre più numerosi Cosa succede dopo l’iter di richiesta d’asilo ? Sui circa 170mila arrivi del 2016, la Com