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Visualizzazione dei post da Agosto, 2016

Migranti. La tragedia delle minorenni nigeriane costrette a prostituirsi in Italia

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Schiave durante il viaggio e poi ancora schiave in Italia subito dopo lo sbarco . Hanno in tasca un numero di telefono, quello dei loro carcerieri, solo una su 10 si salva . Dai 30 agli 80 mila euro , tanto vale la vita di un'adolescente nigeriana che sbarca in Italia . È il debito che deve ripagare ai trafficanti per tornare libera e perché non venga fatto del male alla famiglia che, nella maggior parte dei casi l'ha venduta. Le storie si somigliano tutte, drammaticamente. E parlano di disperazione, analfabetismo, povertà. Vendute e minacciate . Si imbarcano in Libia . " Su 1000 migranti, 200 sono ragazzine ". Provengono soprattutto dalle zone interne della Nigeria del sud, la maggior parte di loro non è mai andata a scuola. Spesso i genitori sono gli stessi genitori a " vendere " le proprie figlie. La povertà , certo, ma non è l'unica giustificazione. Molte volte sono i " ricatti " subiti dai genitori per debiti non pagati, o anc

L'integralismo islamico di al-Shabaab conquista la Somalia

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Mentre gli occhi del mondo sono puntati sul Daesh, il gruppo integralista degli al-Shabaab si rafforza  nella ex-colonia italiana L'attentato kamikaze del 26 luglio scorso nella base la base militare usata dai soldati della Missione di pace ONU in Somalia ( Amisom ) è passato frettolosamente nel silenzio dei media internazionali . Sarebbe stato l’ennesimo attacco dei jihadisti di al-Shabaab nella capitale, Mogadiscio. Questa volta, però, c’era una particolarità: il kamikaze, un certo Salah Badbado , non era uno qualunque, è stato per anni un parlamentare dei vari governi di transizione somali, fino al 2010 quando sposò il jihad. Salah Badbado ( il kamikaze attentatore ) aveva rilasciato un’intervista di un’ora alla radio jihadista al-Andalus annunciando il suo atto terroristico. Le sue parole erano dirette alla popolazione somala, ai mujaheddin e all'esercito invasore. " Almeno 13 persone moriranno in uno dei più spettacolari attentati causati dagli shab

Erabor, la Baby Schiava

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Erabor , una ragazzina nigeriana, arrivò in Italia che aveva si e no 16 anni . La sua storia si consumò in Piemonte, tra Mondovì, Cuneo e Torino tra il 2009 e il 2011 , ma il processo che ha condannato in via definitiva i suoi aguzzini si è concluso solo da pochi mesi. Abbiamo anche noi conosciuto Erabor che ora potrebbe avere 22 anni ( la sua data di nascita è sconosciuta ) e vive in una struttura protetta del nord Italia. Raccontiamo la sua vicenda personale perché è una storia di una violenza estrema , e vorremmo che sia un monito sia per le stesse ragazze nigeriane che a migliaia stanno arrivando in Italia ingannate dai trafficanti di uomini, ma soprattutto sia di monito per i " clienti " che ogni giorno frequentano queste ragazzine senza immaginare ( o forse facendo finta di non sapere ) che " quelle " sono delle vere e proprie schiave e non prostitute, e che vendersi per 20 euro a prestazione non è quello che avrebbero voluto fare. Dalla Nigeria

Presentata la proposta di legge per punire i clienti delle prostitute

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" Come si fa a comprare sesso, a fare sesso con una ragazza che piange, sanguina e soffre? Come si fa a chiamare uomo, persona, chi fa questo? Come si fa a chiamare questa tortura un “ lavoro ”? Questi cosiddetti uomini vengono da noi come si va al supermercato a comprare qualcosa. Noi donne di strada siamo una merce. Siamo carne da macello " .. ( testimonianza di Antonia , ragazza nigeriana vittima di tratta ) L’appello di Antonia per sostenere il progetto di legge che vede come prima firmataria l’On. Caterina Bini del PD , appoggiato da un gruppo trasversale di parlamentari. La proposta di legge si propone di combattere la tratta degli esseri umani a scopo di prostituzione . Il riferimento è all' atto 3890 della Camera dei Deputati , che propone la revisione di quella che è conosciuta come " legge Merlin ", e che si intitola: “ Modifica all’articolo 3 della legge 20 febbraio 1958 , n. 75 , concernente l’introduzione di sanzioni per chi si avvale

Ciao Africa, qui è l'Europa che ti parla

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Trascrivo questo articolo apparso su l'Espresso nel mese di giugno. È un pezzo scherzoso scritto da Alessandro Gilioli ( un carissimo amico facebook ) ma che finalmente recepisce il concetto che " Foundation for Africa " porta avanti da parecchi anni, ovvero " Via dall'Africa chi ruba all'Africa ". E ora basta con l'ignoranza dei razzisti italiani che vanno dicendo " aiutiamoli a casa loro ". Prima via dall'Africa le multinazionali occidentali che sfruttano e rubano all'Africa . Carissimi africani , come va? Qui è l'Europa che vi parla! Da Bruxelles, avete presente? Pensate che proprio da qui, giusto un secolo e mezzo fa, ci si divertiva a farvi lavorare gratis nelle piantagioni e nelle miniere del Congo per la maggior ricchezza di re Leopoldo, però dai, ragazzi, noi ci si conosceva già da parecchio prima. Quando tutti insieme, inglesi, olandesi, portoghesi, spagnoli, ecc.. abbiamo messo in catene 12 milioni di voi