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Repubblica Centrafricana. Crimini spaventosi e il mondo sta a guardare.

Premessa.
Il 24 marzo scorso, dopo un'offensiva durata alcuni mesi, la coalizione dei gruppi armati chiamati Seleka hanno preso il potere nella Repubblica Centrafricana, dopo aver conquistato la capitale Bangui e costretto alla fuga il presidente François Bozizé che avrebbe trovato asilo in Camerun.

Da allora il potere è stato assunto da un governo fantoccio presieduto Michel Djotodia.

Truppe armate Seleka
Seleka è un'organizzazione militare di ispirazione islamica radicale che opera tra la Repubblica Centrafricana, il Sudan e il Ciad, il cui obiettivo è quello di islamizzare e imporre la "sharia islamica", e sradicare non solo la cultura cristiana, ma la memoria storica stessa dell'Africa. Si suppone che stia collaborando con altri gruppi islamici, come per esempio il gruppo di Boko Haram in Nigeria, per assumere il controllo dell'intera Africa Sub-Sahariana.

Crimini spaventosi e il mondo sta a guardare.
Bombardamenti, razzie nei villaggi, esecuzioni e torture di civili, stupri, arruolamento di bambini. Le violazioni dei diritti umani commesse da Seleka hanno raggiunto un livello spaventoso. Secondo il rapporto diffuso da Amnesty International siamo di fronte a crimini di guerra e crimini contro l'umanità, e anche ieri la stessa organizzazione ONU ha sollecitato un appello per evitare un'ecatombe.

Bambini Soldato nella
Repubblica Centrafricana
Per mantenere il potere con il terrore, la coalizione Seleka ha ingrossato le sue fila, ad oggi dispone di circa 25.000 uomini. Ha reclutato ex-criminali e banditi, combattenti provenienti dal Ciad e dal Sudan e mercenari. Ma quel che è peggio, ha arruolato e sta impiegando tra 3.500 e 6.000 bambini soldato. Il nuovo governo di Michel Djotodia guarda impotente o semplicemente assiste indifferente.

Il rapporto di Amnesty International descrive numerosi casi di violenza estrema commessi dalle forze Seleka.

Stupri di massa.
Amnesty International riferisce che i militari di Seleka assaltano villaggi e dopo aver incendiato e ucciso gli uomini, stuprano le donne e le ragazze di fronte ai bambini in lacrime.

In tutto questo non vengono risparmiati neanche gli orfani. I ribelli hanno fatto irruzione in un orfanotrofio nella provincia di Nana-Gribizi sparando all'impazzata e terrorizzando i bambini, razziando computer, scorte alimentari e veicoli in dotazione alla struttura. Circa 20 bambini sono stati "freddati" senza pietà.

Crisi Umanitaria.
La crisi umanitaria provocata da mesi di violenza è disastrosa. Gli sfollati sono centinaia di migliaia, oltre sessantamila persone si sono rifugiate nei paesi confinanti.

Padre Aurelio Gazzera con un gruppo di
bambini della Repubblica Centrafricana
Migliaia di persone dipendono dalle cure mediche e dagli alimenti forniti dalle organizzazioni umanitarie, i cui volontari vengono a loro volta presi di mira dalle forze di Seleka. Il 7 settembre a Bassangoa, dove si trovavano circa 30.000 sfollati, due operatori dell'organizzazione francese Acted sono stati picchiati e poi uccisi in modo sommario.

A luglio l'Unione Africana si era impegnata a inviare nella Repubblica Centrafricana 3.500 uomini per proteggere i civili. Nonostante i solleciti, ne sono arrivati meno la metà, un numero completamente inadeguato in un paese grande più del doppio della Francia.

La reazione delle Nazioni Unite è stata praticamente nulla se si eccettua la proposta del Segretario generale Ban ki-Moon di inviare una missione di peacekeeping nel paese. Ogni giorno, gruppi armati di ogni risma e miliziani della coalizione Seleka, ora al potere, compiono omicidi, stupri e torture nella più completa impunità. La crisi dei diritti umani è completamente fuori controllo.

Eppure c'era tutto il tempo per poter fare qualcosa. Il colpo di stato è avvenuto in marzo e le violenze che hanno tutto il sapore di una vera e propria epurazione etnica, sono iniziate fin da subito.

Sono in crescendo anche le tensioni inter-etniche e tra gruppi religiosi. La maggioranza della popolazione è cristiana, come lo era il deposto presidente François Bozizé. Al contrario, i miliziani di Seleka, così come il nuovo presidente insediato Michel Djotodia, sono mussulmani.

Amnesty International ha documentato anche con immagini satellitari i crimini di massa in corso nella Repubblica Centrafricana.

Ultime Notizie.
Sembra che il gruppo armato Seleka si stia ritirando da Bangui (la capitale) dopo l'annuncio che la Francia ha annunciato di voler intervenire nella sua ex-colonia. Ad un anno dal suo intervento in Mali, Parigi vuole evitare ulteriori massacri e di destabilizzare ulteriormente un paese fragile come la Repubblica Centrafricana - leggi -

Attualmente la Repubblica Centroafricana è un Paese alla deriva, con tutta la popolazione intrappolata come in un enorme campo di concentramento, ostaggio del governo e della follìa di Seleka, una anomala formazione para-militare non amalgamata e che da quasi un anno sta spadroneggiando commettendo ogni sorta di crimini, nella totale indifferenza del mondo, ci stiamo chiedendo se, ONU, Francia e il resto del mondo non avessero potuto intervenire prima.

Anche se la Francia interviene militarmente adesso l'agonia della Repubblica Centroafricana non finirà molto presto, noi continueremo a seguire le notizie che arrivano da quel martoriato paese africano.

Altre Fonti




Articolo scritto e curato da


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