giovedì 16 aprile 2015

Baby cercatori di diamanti della Sierra Leone

Premessa .. Guerra dei Diamanti Insanguinati della Sierra Leone (Guerra Civile 1991-2002).

La Sierra Leone fin dalla sua indipendenza dagli inglesi (1961), ha sempre attraversato momenti di turbolenza e di instabilità politica anche gravi come colpi di stato, una guerra civile e stati di emergenza che sono durati anche anni.

Agli inizi degli anni '90 i ribelli del RUF (Fronte Rivoluzionario Unito) si impossessarono delle miniere di diamanti del nord appoggiati dal dittatore liberiano Charles Taylor.

Il governo della Sierra Leone fu costretto ad intervenire militarmente chiedendo l'aiuto di altri Paesi africani. I ribelli intanto commettevano orrori e massacri ai danni della popolazione civile, villaggi bruciati, corpi appesi ai pali sulle strade di accesso ai villaggi, mani e braccia tagliate, stupri di massa ai danni delle donne e delle ragazze, reclutamento di bambini soldato .. e chi si salvava veniva costretto a lavorare nelle miniere dei diamanti, appunto diamanti insanguinati.

Per tutti questi crimini Charles Taylor è stato condannato al carcere a vita dal tribunale dell'Aja (Aprile 2012). È il primo ex-presidente di uno Stato Africano (Liberia) ancora in vita ad essere condannato per Crimini contro l'Umanità.

La vicenda della "Guerra dei Diamanti insanguinati della Sierra Leone" ha ispirato un film "Blood Diamonds" con Leonardo Di Caprio e uscito nel 2006.



A distanza di quasi 15 anni dalla fine di quella sanguinosa guerra, la Sierra Leone resta uno dei Paesi più poveri, e i ragazzi (spesso bambini) vanno (o sono costretti) a lavorare nelle miniere di diamanti invece che essere mandati a scuola.

Recentemente, alcuni ricercatori della International Human Rights, hanno visitato decine di città e villaggi minerari in Sierra Leone per documentare la situazione dei bambini minatori, e i loro risultati sono poco incoraggianti per i "diritti dei bambini"I minori e i giovani vivono in pessime condizioni di lavoro, continuamente esposti al rischio di incidenti e malattie, e ai pericoli di crollo delle stesse miniere.

Bambini costretti a portare sulla testa sacchi di 60 kg. Il dossier traccia un quadro terribile del lavoro in schiavitù, dove i bambini, alcuni perfino di 10 anni, sono costretti a trasportare sulla testa sacchi di ghiaia che pesano tra i 30 e i 60 chilogrammi, lavorando dall'alba al tramonto, senza cibo sufficiente né assistenza medica.

I giovani sono ormai quelli che portano i soldi a casa in molte famiglie povere. "Vengono incoraggiati dai genitori a scendere nelle miniere, e una volta che sono lì, diventa molto difficile convincerli ad uscirne definitivamente".

Baby cercatori di diamanti della Sierra Leone
La storia di Tamba, orfano di guerra, cercatore di diamanti a Koidu .. Tamba James, 15 anni, vive nella città orientale di Koidu, principale centro minerario di diamanti di questo paese dell’Africa occidentale. Racconta che lui e i suoi fratelli hanno perso entrambi i genitori nel conflitto. Non hanno nessuno a cui ricorrere per la loro sussistenza.

"Devo andare a lavorare in miniera perché è l’unico posto dove posso guadagnare soldi e quindi comprare da mangiare per me e per i miei due fratelliIl lavoro è difficile, dal trasporto della ghiaia a scavare la terra, al lavaggio delle attrezzature. Lavoro dal lunedì al sabato, tutte le settimane. Non è quello che ho scelto ma non ho alternativa”.

Comincia alle 6 di mattina e finisce alle 6 del pomeriggio, senza nessuna pausa. Ammette che il cibo è scarso e povero, e di non avere accesso a nessuna struttura medica. La paga giornaliera dei bambini minatori va dai 500 ai duemila Leones  (da 15 a 60 centesimi di dollaro Usa) al giorno. Ricevono promesse di bonus dopo un ritrovamento, ma la cifra che guadagnano dipende dai capricci del datore di lavoro.

Tamba e i compagni dicono di ricevere appena il denaro sufficiente per comprarsi CD, scarpe e vestiti, più qualche spicciolo che avanza da portare a casa. Loro però sperano sempre di riuscire a guadagnare un sacco di soldi da questo lavoro.

Si ignora il numero esatto di bambini minatori in Sierra Leone, ma si pensa sia dell’ordine delle migliaia, ed è in continuo aumento. L’IHR ha potuto vedere centinaia di cave nei distretti di Kono e Kenema ad est del paese, e dozzine di bambini tra i 10 e i 16 anni al lavoro. E malgrado molti di loro sperino di diventare ricchi, spesso finiscono per non guadagnare nulla e perdere tutto, la loro giovinezza, la loro energia, e l’educazione.

Il governo riconosce il problema sempre più grave dei bambini minatori e i problemi sociali che ne derivano, ma ribadisce che starebbe facendo del suo meglio per portarli fuori dalle miniere. Nel 2013 la Sierra Leone, ha trasformato in legge un decreto sui diritti delle donne e dell’infanzia, per impedire qualsiasi forma di abuso contro i bambini.

Ma sembra che la nuova legislazione sia di difficile applicazione. La povertà e la disoccupazione di massa sono cause fondamentali che spingono giovani e minori a lavorare in miniera.

I responsabili dei controlli vengono spesso corrotti dalle compagnie che gestiscono le miniere. Funzionari governativi che chiudono un occhio davanti all'uso e allo sfruttamento dei bambini. Uno dei problemi da risolvere è proprio quello dei bambini minatori, ma anche quello delle "royalties" delle compagnie minerarie, e la ricaduta economica di questa ricchezza nella popolazione locale.

Il governo fin'ora è stato il maggiore responsabile per non aver fornito opportunità educative a giovani e minori. Non ci sono servizi sociali nelle province rurali, scuole, servizi sanitari, e queste sono proprio alcune delle cause del lavoro giovanile nelle miniere, utilizzato come fonte di reddito familiare. Finché non ci saranno scuole, opportunità e finché l'unica alternativa economica è il lavoro nelle miniere il problema non sarà risolto.

Le leggi sulle miniere sono state finora inefficaci anche per la complicità tra i funzionari delle miniere e gli incaricati governativi che si lasciano corrompere dagli operatori minerari a causa dei bassi salari. Non è stata mai intrapresa nessuna azione legale contro chi recluta i minori per questo lavoro. Perciò, nonostante i controlli della task force, in futuro potrebbe non cambiare nulla, se il governo non adotterà le misure necessarie per affrontare di petto il problema, effettuando arresti e facendo chiudere le miniere di coloro che trasgrediscono la legge.

Nelle comunità mancano scuole e insegnanti preparati, i servizi sociali sono molto rari, e le famiglie non hanno le risorse per mandare i figli a scuola e l'attuale epidemia di ebola che da un anno sta devastando il paese, ha riportato la Sierra Leone indietro di almeno dieci anni.

Si dovrà ricostruire il tessuto sociale, riorganizzare il servizio sanitario e scolastico, riattivare il commercio e l'economia. Un compito arduo per un paese dell'Africa sud-occidentale che da decenni alterna periodi di guerra e tensioni sociali, con brevi periodi di pace.

Non solo la Sierra Leone .. Purtroppo lo sfruttamento dei bambini nelle miniere dell'Africa è un problema noto da sempre. La Sierra Leone è solo un esempio di ciò che accade per esempio nelle miniere dello Zimbabwe, in quelle della Repubblica Democratica del Congo, in Angola, e poi per sfruttare i bambini non ci sono solo le miniere di minerali preziosi e diamanti, ogni scusa è buona per sfruttare chi non ha nulla per poi dare di più a chi ha già tanto.

Miniera di diamanti nella regione di Kenema, in Sierra Leone

Questo articolo è stato scritto in occasione della
Giornata Mondiale contro la schiavitù infantile
16 aprile
La data della celebrazione della Giornata non è casuale. Coincide con l'uccisione di Iqbal Masih, un bambino pachistano cristiano di 12 anni, ucciso il 16 aprile 1995 dalle mafie tessili del suo paese perché ne aveva denunciato gli sfruttamenti.

La schiavitù infantile una piaga che coinvolge nel mondo più di 400 milioni di bambini soprattutto nei paesi più poveri. Stando ai dati diffusi dalle organizzazioni umanitarie, i bambini rappresentano più del 10% del potenziale di manodopera e apportano circa 13 miliardi di euro annuali al PIL mondiale, uno sfruttamento intollerabile.

"Nessun bambino dovrebbe impugnare mai uno strumento di lavoro. Gli unici strumenti di lavoro che un bambino dovrebbe tenere in mano sono penne e matite"




Articolo scritto e curato da


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