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Minori schiavi, imperativo debellare questo vergognoso criminie

In Italia 70mila donne e 150mila uomini vittime di schiavitù e tratta

«Ascoltiamo il grido di tanti bambini schiavizzati. Nessuno resti indifferente al loro dolore», così scrive il Papa in un tweet

'Sono bambini non schiavi si accendano i riflettori sugli invisibili', i piccoli schiavi di cui si perdono tracce. In Italia, si sa che il momento più pericoloso sta in quelle 24-48 ore che passano dallo sbarco. È infatti in questo lasso di tempo che i migranti vengono intrappolati nella rete della tratta. Malavitosi e trafficanti intercettano i più deboli per sfruttarli con lavoro nero e prostituzione. Donne, giovani ed adolescenti. Dalle 50mila alle 70mila donne, costrette a prostituirsi, e circa 150mila uomini, in gran parte giovani migranti, sfruttati per il lavoro forzato: sono le cifre del fenomeno della tratta in Italia, fornite da Caritas Italiana.

L’Italia infatti rappresenta da sempre il naturale corridoio di accesso all’Europa, al grande sogno di pace e dignità per tanti uomini, donne e bambini del continente africano, e non solo. «Un sogno che troppo spesso si infrange contro la miope politica migratoria degli Stati europei, in particolare per tante donne, giovani e bambini, prede di trafficanti senza scrupoli e sempre più ridotti in condizioni di vera e propria schiavitù per lo sfruttamento sessuale e lavorativo»

Contro la tratta dei minori serve l’anagrafe. In Africa si calcola che più di 85 milioni di bambini alll’anno non vengano iscritti all'anagrafe al momento della nascita. Milioni di bambini che 'ufficialmente' non esistono e rimangono quindi esposti ai rischi di essere arruolati come bambini-soldato, diventare vittime di schiavitù, abusi sessuali, traffico di organi e lavoro minorile.

Senza dimenticare il fenomeno molto diffuso dei 'matrimoni precoci'. «Un documento d’identità sembra poco invece protegge dall’illegalità e permette la partecipazione alla società, dando la possibilità di studiare, lavorare e viaggiare legalmente»

Combattere questo fenomeno gravissimo. 'Bravo’ (Birth Registration for All Versus Oblivion) in diversi paesi africani, fra cui Burkina Faso, Mozambico e Malawi. Per sconfiggere la piaga dei bambini-schiavi, per renderli visibili, ascoltarli, affinché entrino nei nostri cuori.

Due bambini su tre in Africa Sub-Sahariana non sono registrati all’anagrafe, da un punto di vista legale sono bambini invisibili. Necessario strappare questi bambini dall'invisibilità, per garantire loro la possibilità di esercitare appieno i propri diritti, per essere cittadini responsabili del Paese dove vivono.

La Registrazione anagrafica è anche uno strumento che permette di accedere ad altri diritti e servizi che lo Stato è tenuto a fornire ai propri cittadini e che interessano l’intero arco dell’esistenza di una persona. Ha conseguenze sul ruolo dell’individuo nello Stato, ma anche sulla sua vita personale. Sono molti gli ambiti in cui la registrazione anagrafica gioca un ruolo significativo e questi includono, tra gli altri,
  1. il tempestivo avvio dell’educazione primaria;
  2. il completamento dell’iter educativo;
  3. l’avviamento di eventuali attività economiche – lavoro, affari, ecc;
  4. il matrimonio e la famiglia;
  5. le vaccinazioni;
  6. i diritti politici attivi e passivi;
  7. la protezione dei minori tramite i tribunali per i minorenni;
  8. la difesa dei minori contro il reclutamento nelle forze armate;
  9. la successione;
  10. la protezione dai matrimoni precoci, ecc.


Articolo di
Maris Davis

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