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Visualizzazione dei post da Maggio, 2016

Boko Haram ha distrutto più di mille scuole in Nigeria, nel solo 2015

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Chi studia muore . Solo nel 2015 in Nigeria , in una sola regione, quella del nord-est, 1.100 istituti sono stati chiusi o distrutti . A Maiduguri, capoluogo del Borno State, si va in classe due giorni a settimana. Nel 2014 Boko Haram aveva ucciso più persone dell'Isis ( oltre seimila ), guadagnandosi lo scettro di gruppo terroristico più criminale del mondo. Ma c’è un’altra vittima illustre dei jihadisti in Nigeria, l’educazione . Solo nel 2015 , infatti, e solo nella regione del lago Ciad , attorno al quale Boko Haram combatte senza sosta nel nord della Nigeria, sono state chiuse o distrutte più di 1.100 scuole . 600 insegnanti uccisi . Secondo Irin News , tra il 2009 e il 2015 i terroristi islamici hanno ucciso più di 600 insegnanti. Boko Haram dal 2009 tempesta il nord del paese per cacciare tutti i cristiani e fondare uno Stato islamico. Uno dei primi obiettivi dei jihadisti sono le scuole, colpevoli di insegnare altre materie oltre al Corano e di essere plagiat

Le schiave sessuali dell'Isis, quello che i mass-media non dicono

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" Sono stata stuprata trenta volte solo oggi, e non è ancora mezzogiorno. Non sono in condizioni di andare al bagno. Per favore bombardateci " Sono queste le parole sconvolgenti riferite da una giovane yazidi durante una conversazione via cellulare con degli attivisti di #Compassion4Kurdistan . In base a un articolo di Nina Shea sul The American Interest , quella ragazza non è l'unica. Ragazze e donne continuano ad essere vendute per riempire le casse dell'abominio che si è autoproclamato “ Stato Islamico ” , e per attirare giovani uomini alla barbarie del jihad in Iraq e in Siria. E mentre l'Europa si perde a costruire muri e barriere nell'intento di fermare le moltitudini che scappano proprio da quella guerra orribile " la schiavitù sessuale di donne cristiane e yazidi nelle mani dei militanti dello Stato Islamico resta ampiamente ignorata ". Un crimine contro l'umanità di cui nessuno parla. Il direttore del Wilson Center

Eritrea, la prigione d'Africa. Non c'è niente da festeggiare

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A 25 anni dall'Indipendenza l’ex colonia italiana celebra un quarto di secolo di vita con parate e fuochi d’artificio.  Ma il regime del presidente Afewerki lascia una sola speranza ai suoi giovani. La fuga . Chissà se avrà festeggiato il giorno dell’indipendenza il ragazzo con i tatuaggi sulle braccia, due scritte in inglese dipinte prima di scappare dal suo Paese-prigione: " Stato di diritto " e " Passa tutto ". Aveva 24 anni l’estate scorsa, l’ha fotografato alla stazione di Milano la reporter senegalese Ricci Shryock . Uno dei 40 mila eritrei che nel 2015 hanno raggiunto l’Italia attraversando il Sahara e il Mediterraneo , scappando da un Paese che secondo l’ultimo rapporto Onu è teatro di " gravi e diffuse violazioni dei diritti umani " Forse non c’è nazione al mondo che si " svuota " così velocemente : su 4,5 milioni di abitanti, il 9% sono fuggiti all'estero negli ultimi anni . Dopo i siriani, gli eritrei sono il grup

Sempre più vittime di tratta e sfruttamento grave, triplicate le nigeriane

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Un triste primato quello dell'Italia , prima in Europa per persone sfruttate . Almeno cinquantamila le vittime . Triplicate le nigeriane sfruttate sessualmente . Almeno 50 mila persone portate in Italia per essere sfruttate sessualmente o lavorativamente . È un record triste quello dell'Italia , è al primo posto tra i 28 Stati membri UE per numero di vittime di tratta. E il trend è in preoccupante crescita, visto che fino al 2013 erano emersi " solo " 6.572 casi. Secondo l' ILO , l' Organizzazione Internazionale del Lavoro , sono 21 milioni, nel mondo, le persone costrette al lavoro forzato, 5,5 milioni i minori sfruttati sessualmente o per lavoro. Tra il 2014 e il 2015 , in Italia, sono triplicate le donne nigeriane sfruttate sessualmente . Le denunce sono passate tra 373 a 1.470, ma le nigeriane sfruttate in Italia si stima siano tra le 27.000 e le 30.000 e sono più presenti al Nord che al Sud. Triplicato anche il numero di arrivi via mare di ra

Africa occidentale, tra terrorismo islamico, religioni, tradizioni animiste, sette religiose e sfruttamento

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Rituale woodoo in Benin L'Africa è il continente al mondo con più conflitti ( più di 20 Stati sono in guerra ), dove povertà, corruzione e bassa scolarizzazione creano un terreno fertile su cui il terrorismo islamico può proliferare, favorito dagli inadeguati interventi militari occidentali e dal fallimento delle primavere arabe. Una miriade di gruppi terroristici gravitano intorno all'ISIS e " Al Qaeda ", finanziandosi con traffici di droga, armi, sequestri di persone e, non ultimo, traffico di esseri umani. Boko Haram , il cui nome è dovuto alla dura repressione all'Occidente, inteso come corruttore dell'Islam. Si ispira all'Isis, nel 2014 proclamò lo Stato Islamico in un vasto territorio nel nord-est della Nigeria, in sei anni ha provocato oltre ventimila morti, due milioni e mezzo di profughi, rapimenti e stupri di massa. Ha distrutto e bruciato chiese cristiane, strutture scolastiche e interi villaggi. Al Qaeda nel Magreb islamico ( A

Il Delta del Niger e i suoi "vendicatori"

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I " Vendicatori del Delta " . Via dalla Nigeria chi ha sempre rubato il suo petrolio . Niger Delta Cos'è il Delta del Niger oggi . Uno dei luoghi più inquinati del mondo . Una devastazione causata dallo sfruttamento indiscriminato e dall'arroganza delle Compagnie Petrolifere. La regione petrolifera della Nigeria, un'area grande come la pianura Padana, devastata dall'inquinamento dei terreni, delle acque e dell'aria. La regione del Delta del Niger è uno dei dieci luoghi più inquinati al mondo , ma per la sua estensione, la continuità con cui si sta inquinando, la mancanza di progetti per le bonifiche, fanno del Delta del Niger il più grave disastro ambientale di sempre, e tutto questo nell'indifferenza del mondo, in nome solo dei petro-dollari. Le compagnie petrolifere hanno " militarizzato " quei luoghi . Shell ed ENI, ma anche Total, Erg, Chevron, Esso e altre. La corruzione e l'arroganza di queste compagnie in nome d