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Visualizzazione dei post da marzo, 2016

CARA di Mineo, terra di nessuno alla mercé di sfruttatori e mafie

Ci siamo occupati spesso del CARA di Mineo il più grande centro per richiedenti asilo d'Europa , a partire dal 2013, ma nonostante gli anni, il cambio di governi, l'aggravarsi drammatico della situazione, il coinvolgimento della stessa struttura nelle indagini di " Mafia Capitale ", nonostante tutto questo la " politica " ( quella nazionale ) TACE, e tace di un silenzio assordante. In quel luogo accadono cose da " terzo mondo " , ma nonostante questo tace la politica perché quel posto in Sicilia è un ricettacolo di voti e di clientele, le associazioni che ci lavorano dentro solo sussurrano, e le cooperative che hanno gli appalti ( mense, pulizie, assistenza, amministrazione, ecc.. ) se la godono ( a suon di milioni di euro sulla pelle dei migranti ) Alcuni dei nostri articoli precedenti La tratta delle prostitute africane e caporalato al CARA di Mineo - leggi - Viaggio tra i richiedenti asilo del CARA di Mineo , un &

L'ISIS e la "teologia dello stupro"

Una donna yazida in Kurdistan È uno degli articoli più letti sul sito del New York Times , e racconta la metodica pianificazione della schiavitù sessuale delle donne yazide e cristiane da parte dell'ISIS. Un articolo molto documentato sulla schiavitù sessuale a cui sono costrette le donne yazide dai miliziani dello Stato Islamico (o ISIS ). L’articolo è oggi uno dei più letti sul sito del New York Times. Di violenze e stupri contro le donne yazide in Iraq e in Siria si parla da tempo , ma l’articolo è uno dei più completi scritti finora sull'argomento. Racconta come l’ISIS abbia di fatto teorizzato la schiavitù sessuale e l’abbia pianificata nei minimi dettagli ancora prima di metterla in pratica. Descrive quello che centinaia di donne yazide stanno subendo e dimostra come alcune delle conquiste dell'ISIS non abbiano avuto come obiettivo un avanzamento territoriale, ma siano state piuttosto " conquiste sessuali " preparate meticolosamente

Twitter compie dieci anni, la sua storia in 10 tweet

Dal primo cinguettio alla crisi attuale . Twitter  si è premurato di ringraziare anche me, non so per essere stata una che si è iscritta al social network già molti anni fa, non so se perché ho scritto molti tweet, o magari perché ho tantissimi followers, o sarà semplicemente perché " Twitter " ha voluto ringraziare tutti i suoi utenti " Non avremmo potuto farcela senza di te " Dieci anni fa dunque nasceva Twitter . Ecco, in dieci Tweet , la storia del social, famoso per i 140 caratteri e l’uccellino azzurro. Il  21 marzo 2006 Jack Dorsey lanciò il primo tweet « just setting up my twttr ». Dall’ottobre 2015 Dorsey è tornato a guidare Twitter per rilanciarla. La sua prima misura : licenziare 300 persone. Quattro top manager lo hanno lasciato. E Dorsey fa anche il CEO di Square ( compagnia che gestisce un sistema di pagamento tramite cellulare ). Ha tempo per tutto? Problema : dopo dieci ann

Ragazze nigeriane, sventato rischio di rimpatrio. L'Italia viola i diritti umani

Migranti , denuncia in Senato. " Hotspot illegali. Espulsi anche i minori " Hotspot, Pozzallo (Ragusa) Hotspot illegali , luoghi di respingimento più che di prima accoglienza, dove le leggi italiane, la convenzione di Ginevra e le leggi europee sul diritto d’asilo sono violate quotidianamente. È questa la denuncia che diverse organizzazioni umanitarie, come Arci , Medici senza Frontiere , il Consiglio italiano per i rifugiati e tante altre sedute al tavolo nazionale Asilo, hanno fatto in Senato. " Abbiamo riscontrato gravi violazioni dei diritti umani, vengono fatte discriminazioni in base alla nazionalità, sono espulsi automaticamente gambiani e nigeriani, quando la procedura prevede di valutare la storia individuale del soggetto richiedente asilo ". È quanto afferma Luigi Manconi , il presidente della Commissione per la tutela dei diritti umani in Senato. " Non viene fornita assistenza di base, nessuna cura sanitaria, vengono sbattuti per strada anche

A Disquieting Intimacy (Un'Intimità Inquietante)

Alla periferia di Roma le ragazze nigeriane che vivono nella precarietà inquietante dei " campi del sesso ", ai margini della società, della legalità e di una città che è la capitale d'Italia e quest'anno perfino la capitale del " Giubileo della Misericordia " Deborah , con la sua pelle color ebano messa in risalto dall'abito bianco e i teli laceri del giaciglio di fortuna allestito negli anfratti di Roma, è solo una delle tantissime , troppe ragazze nigeriane che sono costrette a lavorare nel mercato del sesso, ai margini della società. Solo una delle protagoniste dell'atmosfera precaria e inquietante dei " campi del sesso " arredati da materassi e rifiuti ai margini di strade delle periferie della capitale d'Italia . Tra l’erba alta , le discariche irregolari, gli scorci nascosti, l’intimità oltraggiata, gli scatti rubati consegnano alla società civile i campi abus