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Visualizzazione dei post da dicembre, 2013

Prostituzione. Vergogna al Cara di Mineo

Vergogna al "Cara di Mineo" ( Catania ) .. Scoperto un traffico di prostituzione. Complice anche il personale del consorzio che gestisce la struttura per conto dello Stato. Il medesimo che gestiva anche il centro di prima accoglienza di Lampedusa. Gli stessi immigrati costringono le donne " rifugiate " nel centro a prostituirsi. Dentro e fuori, perché  oltre che nelle stanze del villaggio, molte ragazze sono costrette ad attendere i clienti in strada, sulla Catania-Gela, a poche centinaia di metri dal centro. Cinque euro le somale, dieci le eritree, tredici le nigeriane . Il tariffario della prostituzione gira di bocca in bocca al centro richiedenti asilo, al bar, in mensa, negli uffici. Insieme alla "classifica" delle ragazze, giovani, giovanissime, molte anche minorenni. Lo sanno tutti, compresi mediatori culturali e la direzione , si girano dall'altra parte e fanno finta di non vedere. Al''interno del C.I.E. c'è un giro di

Se l'Europa baratta la sua identità cristiana

Questo Natale potrebbe essere l'ultimo in cui festeggiamo l'evento più importante del cristianesimo , che allestiamo il presepe e che facciamo l'albero con le luci. D'ora in poi, conformemente al " religiosamente corretto " prevalente nell'Unione Europea. Già ufficializzato in Belgio , le feste natalizie sostituite con le " Vacanze d'Inverno ", e quelle pasquali con le " Vacanze di Primavera " per non offendere quel 23% di popolazione islamica residente in quel paese europeo  - leggi fonte - Si rinuncia a simboli religiosi e alle tradizioni cristiane solo per un malcelato senso dell'integrazione .  È un dato di fatto che in Italia i credenti sono solo una minoranza e ancor meno sono praticanti, nonostante il Papa . La maggioranza degli italiani si è distaccata non solo dalla Chiesa ma anche dalla fede, e potrebbe concepire positivamente l'abolizione delle festività cristiane, ormai diventate solo tappe da de

Nada, la sposa bambina che si ribella ai genitori.

Nada Al-Ahdal Il coraggio di Nada per evitare il matrimonio combinato. Aveva 10 anni quando i genitori decisero di darla in sposa ad un ricco signore yemenita che vive in Arabia Saudita. Lei si è opposta con tutte le sue forze, chiedendo aiuto ad uno zio. Ora che è al sicuro, attraverso Youtube, lancia la sua battaglia contro i genitori che costringono i figli ad accettare matrimoni combinati. Yemen : Nada Al-Ahdal , 11 anni e una promessa di matrimonio alle spalle. Una decisione che l'ha costretta a prendere una decisione dura per una bambina della sua età, scappare dalla sua famiglia che l'ha venduta a un uomo molto più grande di lei. Nada racconta la sua storia si un video postato su YouTube che in poche ore ha girato il mondo. Parla in modo chiaro, deciso, maturo, tanto da sembrare un'attrice. Mi piace immaginare che lo sia. Mi piace immaginare che il suo racconto sia una semplice denuncia di una realtà che purtroppo esiste davvero, ma che non vorre

Siria, un paese sull'orlo dell'abisso

Profughi siriani I numeri sono lo specchio dell'orrore . L' ONU  ha fatto sapere che l'anno prossimo avrà bisogno di 13 miliardi di dollari (7 da versare immediatamente) per soddisfare le primarie necessità di otto milioni di profughi siriani, di cui due milioni si sono già rifugiati negli stati limitrofi.  Il denaro non arriva, nonostante il prezzo del pane sia aumentato del 500 per cento nel giro qualche mese in diverse regioni della Siria e le forze del regime attacchino i forni e i convogli alimentari, e che l'organizzazione sistematica della carestia sia diventata un'arma di guerra, i medici e gli infermieri vengano assassinati se osano curare i malati e i feriti ribelli e all'orizzonte non si intraveda la fine di questo bagno di sangue. In teoria il prossimo 22 gennaio dovrebbe aprirsi la conferenza di pace " Ginevra due ", ma allo stato attuale ci sono ancora diversi punti in sospeso e non è sicuro che l'incontro avverrà.  Ma anc

Jorr, dal Gambia all'Italia. Storia di una bambina coraggiosa

Jorr al suo arrivo a Lampedusa " È tanto lontana da qui Reggio Emilia? ", è la prima cosa che ha detto Jorr appena arrivata a Lampedusa . La Storia di Jorr , bambina di 8 anni, un piccolo angelo dal Gambia , 4.000 chilometri da sola senza un soldo, ma con un biglietto e un numero di telefono italiano stretto tra le mani, quello di suo papà, un rifugiato politico che si trova a Reggio Emilia in attesa di un permesso di soggiorno. Jorr s i è fatta 5 mesi di viaggio solo per vedere il padre. Una storia da libro Cuore che ci ha davvero commosso. Jorr è arrivata il 27 settembre 2013  in Sicilia a bordo di una nave mercantile con altri 183 immigrati, e ha chiesto subito dove si trova Reggio Emilia.  Ora la piccola Jorr si trova a Palermo in una struttura protetta, e presto vedrà suo padre, auguriamo a tutti e due di vivere felici in Italia, magari assieme alla mamma che è ancora in Gambia . Jorr con suo padre Jorr rivede suo papà Giovedì 12 dicembre

Mutilazioni Genitali Femminili, ancora l'Africa la culla di una pratica assurda.

Lotta alle Mutilazioni Genitali Femminili Secondo i dati aggiornati di fonte OMS ( Organizzazione Mondiale della Sanità ), sono tra 100 e 400 milioni le bambine, ragazze e donne nel mondo che hanno subito una forma di mutilazione genitale. L' Africa è di gran lunga il continente in cui il fenomeno delle MGF ( Mutilazioni Genitali Femminili ) è più diffuso, con 91,5 milioni di ragazze di età superiore a 9 anni vittime di questa pratica, e circa 3 milioni di altre che ogni anno si aggiungono al totale. La pratica delle MGF è documentata e monitorata in 27 paesi africani e nello Yemen. In altri Stati ( India, Indonesia, Iraq, Malesia, Emirati Arabi Uniti e Israele ) si ha la certezza che vi siano casi di MGF ma mancano indagini statistiche attendibili. Meno documentata è la notizia di casi di MGF avvenuta in America Latina ( Colombia e Perù ), e in altri paesi dell' Asia e dell' Africa ( Oman, Sri Lanka, Repubblica Democratica del Congo ) dov

Nkrumah e la Costa d’Oro, oggi Ghana

Francis Nwia-Kofi Ngonloma detto anche  Kwame Nkrumah Ghana Nkrumah nacque a Nkroful, nell'allora Costa d'Oro, da una famiglia di religione cristiana relativamente umile. Frequentò le scuole elementari nella località di Half Assini e si diplomò ad Accra al Government Training College. Nel 1935 lasciò il Ghana per gli Stati Uniti d'America. Qui lavorò e completò i suoi studi in una grande varietà di materie ( insegnamento, economia, sociologia, scienze politiche, marxismo e teologia ). Nkrumah aveva vissuto l’esperienza della discriminazione razziale ed era rimasto colpito dal pensiero di alcuni attivisti afroamericani, come Marcus Garvey e W.E.B. Dubois. Dagli Stati Uniti si recò in Gran Bretagna con l’intenzione di continuare i suoi studi e lì ebbe un ruolo di primo piano nella West African Students' Union e collaborò come segretario all'organizzazione del V Congresso Panafricano a Manchester. Tornò in Ghana per partecipare alla lotta per

Darfur, 300 mila sfollati in sei mesi.

Nonostante la crisi umanitaria in quest’angolo di mondo sia più pressante che mai e la recrudescenza degli attacchi armati, sia da parte delle forze militari governative sia di ex miliziani, non c’è media che se ne occupi. Testimonianza di Antonella Napoli , presidente di Italians for Darfur e giornalista di Repubblica Una tenda logora quattro metri per quattro. Sette brande rabberciate, tre donne e cinque bambini, altrettante siringhe da 5 millimetri di latte. Questo è l’ultimo ricordo visivo, seppur non il più forte, del mio viaggio in Darfur dello scorso inverno.  Sono passati dieci mesi ma quell'immagine è ben nitida nella mia mente perché, nonostante la profonda disperazione che trasmetteva, era l’unico barlume di speranza in un contesto drammatico. Una microscopica goccia di " vita ", rappresentata da quel latte artificiale che sostituiva quello materno delle donne darfuriane che, sfinite dalla malnutrizione e traumatizzate dal conflitto, non ne han