lunedì 24 agosto 2015

"Piccoli Schiavi Invisibili" Tratta e sfruttamento minorile

Sono almeno 168 milioni i bambini e gli adolescenti che nel mondo sono vittime di sfruttamento nel lavoro minorile

In Europa, nel 2010, erano oltre 9.500 le vittime di tratta accertate e presunte e il 15% di questi erano bambini. I principali paesi di origine di questi minori sono Nigeria, Romania, Marocco, Ghana, Senegal e Albania.

Quest’anno (2015), in particolare, desta grandissima preoccupazione l’enorme crescita del numero di persone che hanno raggiunto l’Europa attraverso il Mediterraneo per fuggire da guerre, fame e violenze, con una presenza costante di minori non accompagnati (7.357 minori non accompagnati dal 1º gennaio al 18 agosto 2015 solo in Italia) che rappresentano da subito un potenziale bacino per chi è pronto a sfruttarli speculando in vari modi sulla loro vulnerabilità. I minori migranti rappresentano la parte prevalente degli under 18 coinvolti nella tratta e nello sfruttamento.

Tratta a scopo di sfruttamento sessuale:
  • Ragazze provenienti dai paesi dell’Europa dell’Est.
  • Ragazze provenienti dalla Nigeria.
Sfruttamento:
  • Ragazze provenienti dalla Romania o ragazze rom nate in Italia, sfruttate in attività illegali e matrimoni forzati.
  • Minori afgani e minori eritrei in quanto principali gruppi di migranti in transito in Italia, lungo un viaggio estenuante di mesi, o anni, nel quale sono sfruttati e subiscono violenze sempre più efferate.
  • Minori egiziani, che sono il gruppo più coinvolto in situazioni di sfruttamento lavorativo nel nostro Paese.
I minori vittime di tratta e sfruttamento sono accomunati dall'inconsapevolezza di ciò a cui vanno incontro. Viene loro facilmente imposta, da parte degli sfruttatori, la decisione di abbandonare il paese di origine con la prospettiva di una vita migliore. Si tratta spesso di minori che provengono da contesti culturali ed economici molto poveri e non hanno mai avuto né sperano di avere la possibilità di scegliere una vita diversa.

Si confermano le testimonianze di tratta, sfruttamento, violenza fisica e sessuale efferata e abuso subite dai minori durante questi lunghi viaggi che possono durare mesi o anche anni.

È proprio l'Italia che detiene il record europeo del maggior numero di vittime accertate. Bambine costrette alla prostituzione anche tramite riti woodoo, adolescenti picchiati con l’illusione di un lavoro. Mentre in Parlamento giace una legge anti-tratta da oltre un anno (Disegno di legge n. 1658 del 2013).

Proprio in Italia è stato segnalato il maggior numero di vittime di sfruttamento accertate e presunte, pari a quasi 2.400 nel 2010, con un calo rispetto ai 2.421 del 2009, ma un notevole aumento rispetto ai 1.624 del 2008.

Sono soprattutto ragazzine nigeriane. Ma anche rumeni, marocchini, ghanesi, albanesi, eritrei. Senza dimenticare, come ricorda Save the Children, che questi dati "non tengono conto della gran parte di minori che rimangono invisibili e che non vengono identificati come vittime di tratta e sfruttamento, sia perché il fenomeno è di per sé sommerso, come nel caso dello sfruttamento sessuale in appartamenti e luoghi chiusi, o quando i minori vengono spostati frequentemente o rimangono nascosti sia per controlli e pressioni ricevute, ma anche nel caso dei minori migranti che sono solo in transito in Italia, perché la meta finale del loro progetto migratorio è costituita da altri paesi europei"

Sfruttamento sessuale e rituali woodoo. La Storia di Glory. Glory ha 16 anni, è nigeriana, arriva dai dintorni della città di Benin City nello stato di Edo. Ha perso entrambi i genitori in un incidente stradale ed è stata affidata alla zia che, sin da subito, ha cominciato a maltrattarla, a picchiarla, lasciandole anche alcune cicatrici in volto.

Glory è costretta a lasciare la scuola e a cominciare a lavorare, vendendo acqua al mercato e consegnando alla zia tutto il denaro guadagnato. Un giorno, però, viene avvicinata e circuita da alcuni ragazzi che le rubano tutti i soldi che aveva con sé, non prima di averla violentata sessualmente. Tornata a casa, sconvolta e con forti dolori addominali a seguito dell’abuso (non aveva mai avuto alcun rapporto prima), racconta l'accaduto alla zia che, invece di soccorrerla, la punisce per aver perso il denaro.

È troppo, Glory scappa di casa in cerca di nuova fortuna. Dopo aver chiesto per giorni l’elemosina, incontra una donna che si offre di aiutarla, promettendo di portarla in Europa dove avrebbe potuto riprendere i suoi studi. Ben presto, però, si accorge che è stata solo ingannata. In Libia incontra un'altra nigeriana come lei, Ether che ha solo 13 anni. Ether da un anno e mezzo è costretta a prostituirsi a Tripoli, per 15 dinari a prestazione sessuale.

La tappa successiva è la traversata del Mediterraneo sui barconi e l’arrivo in Italia. Qui il suo destino sarebbe stato lo stesso, se Glory non fosse stata intercettata dagli operatori di Save The Children che si stanno, oggi, occupando di lei.

Ma come Glory, sono tante le bambine e adolescenti, soprattutto nigeriane, costrette a prostituirsi. L’incubo dello sfruttamento, in molti casi, comincia già nel paese d’origine. Si tratta, perlopiù, di giovani provenienti da famiglie povere che spesso, coscienziosamente, "vendono" le proprie figlie, abbagliate da un facile guadagno.

Inizia allora il viaggio, caratterizzato anche questo, da abusi e violenze. Prima nel deserto, poi in Libia dove, spesso, le ragazze vengono chiuse in "guest house" e qui obbligate ad avere rapporti sessuali, nella maggior parte dei casi non protetti.

Ed eccole infine in Italia. Ragazzine di 15-17 anni che però si dichiarano maggiorenni dopo essere state indottrinate dai loro padroni. Napoli, Bari, Verona, Bologna, Roma e Torino sono le principali destinazioni. Dalle testimonianze raccolte, sembra che Napoli sia una delle prime mete per le minori che entrano via mare, mentre Torino per quelle che arrivano con l’aereo.

Difficile per loro ribellarsi. Anche perché già prima della partenza viene effettuato un vero e proprio rituale woodoo, dalla forte valenza simbolica, tramite il quale si creano le premesse per un controllo totale sulla ragazza.

"Il rituale woodoo sancisce l'accordo iniziale tra la famiglia della minore e gli organizzatori del viaggio e ha la funzione di ufficializzare davanti a figure religiose locali il patto di restituzione del denaro prestato per poter intraprendere il viaggio". Arrivate in Italia, il rituale viene riutilizzato strategicamente, affinché le ragazze si sentano obbligate a restituire alla "maman" tutti i soldi guadagnati.

Per rendere il rituale ancora più suggestivo, spesso vengono utilizzati indumenti delle minori, capelli, unghie. Col risultato che, da un punto di vista psicologico, "questa forma di controllo ed invasione nella parte più intima della minore ha un effetto devastante sulle ragazzine perché le fa sentire completamente violate ed impotenti di fronte al controllo che subiscono".

Uscire e ribellarsi allo sfruttamento è praticamente impossibile, anche perché spesso il debito iniziale da ripagare può toccare i 60-80 mila euro. Una cifra inestinguibile considerando che le adolescenti devono far fronte anche a tutte le "spese". Dall'affitto della stanza e del letto dove dormire, alle bollette, fino al pagamento dello "spazio" di marciapiede nel quale sono costrette a prostituirsi. Solo il pezzettino di marciapiede può costare da 100 a 250 euro (alla settimana).

Tutto questo per prestazioni sessuali pagate anche solo 10 euro, spesso senza protezione, con tutte le conseguenze del caso. "Frequentemente le minori ricorrono all'interruzione volontaria di gravidanza o, nel peggiore dei casi, assumono medicinali con effetto abortivo (auto-somministrati o somministrati dalla maman o da altri soggetti) che provocano gravi effetti collaterali".

Italia in ritardo. Una situazione, dunque, di grave emergenza, davanti alla quale il governo italiano è in forte ritardo.

Secondo quanto denunciato direttamente da Carlotta Bellini, responsabile Protezione Minori di Save the Children "L'Italia avrebbe dovuto adottare il piano nazionale d'azione contro la tratta e il grave sfruttamento degli esseri umani". Un Piano finalizzato alla prevenzione e al contrasto della tratta e dello sfruttamento, con azioni di sensibilizzazione, prevenzione e integrazione sociale delle vittime.

Peccato che nonostante la bozza del Piano sia stata redatta dal Dipartimento delle Pari Opportunità (in base ad una direttiva UE che risale al 2011), non è mai stata approvata. Con la conseguenza che il termine fissato dalla legge (30 giugno 2015) è scaduto.

Tutto in fumo dunque. Ma non è finita qui. Perché la Convenzione di Lanzarote per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale stipulata il 25 ottobre 2007, aveva stabilito la necessità di garantire l’accesso alla giustizia da parte dei minori vittime attraverso l’istituzione presso ogni tribunale di un elenco di gruppi, fondazioni ed organizzazioni non governative ed associazioni in grado di garantire l’assistenza psicologica e affettiva alla persona offesa minorenne. L'Italia è in ritardo anche su questo. Nonostante abbia ratificato quanto stabilito nella Convenzione già il primo ottobre 2012.

Sono tutti punti, questi, contenuti in un disegno di legge (n. 1658) relativo alle "misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati" e di cui si sono fatti promotori diversi parlamentari (prima firmataria l’onorevole PD Sandra Zampa).

Il disegno di legge è stato presentato il 4 ottobre 2013, ma dal 3 giugno 2014 è fermo in commissione.


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