A 38 anni dalla morte è ancora vivo. "Emancipate voi stessi dalla schiavitù mentale"
L'11 maggio 1981 moriva il cantautore giamaicano che più di ogni altro è riuscito a entrare nell'immaginario occidentale: uno spirito libero portatore di messaggi di pace e uguaglianza al ritmo di roots e dub.
C'era un tempo nel quale la musica aveva il potere di cambiare le coscienze di chi la ascoltava, di unire la spiritualità e la fisicità, la politica e l'amore, la passione e la rabbia, la protesta e l'immaginazione, il sogno e la realtà. Era il tempo in cui Bob Marley regnava nel mondo del reggae e della musica popolare, prima stella arrivata nel cuore dell'Impero dalla periferia del mondo, da una piccola isola caraibica, la Giamaica. 38 anni fa moriva Bob Marley, il messaggero del reggae.
Ci possono essere modi diversi per celebrare e ricordare Robert Nesta Marley
Il più semplice e immediato è quello di ascoltare alcune delle sue canzoni più belle, quelle che hanno contribuito in maniera sostanziale a farne crescere il mito e la leggenda, brani come No Woman No Cry, o Is this Love, o Get Up Stand Up, o Lively Up Yourself, sono decine e decine, canzoni memorabili che sono entrate a far parte della cultura popolare del pianeta, canzoni senza le quali la nostra vita sarebbe stata peggiore, sarebbe ancora peggiore. Canzoni di libertà, di pace, di ribellione, di amore, canzoni di verità e di sogno, di spiritualità e di carne, di storia e leggenda, che ancora oggi risuonano senza sosta in ogni angolo del mondo.
Poi ci potremmo limitare a ricordare che senza di lui forse non conosceremmo il reggae, quella fantastica musica in levare che ha cambiato le sorti della musica moderna. Non avremmo buona parte del rap, non avremmo di certo l’universo dei dj, non conosceremmo l’arte della parola nel ritmo così come la conosciamo oggi, senza il contributo determinante della musica giamaicana alla musica popolare moderna, alla musica afroamericana, alla dance.
Potremmo ancora dire che Marley è stato un poeta, un combattente, potremmo dire che era animato da una spiritualità completa e assoluta, assolutamente cieca, o che era posseduto da una qualche divinità che parlava a noi attraverso di lui.
Potremmo dire che conosceva il potere del suono e del ritmo e li usava per seminare “buone vibrazioni” del mondo intero, che parlava dritto al cuore della sua gente, del popolo nero che lui ambiva a riportare alle radici, all'Africa, ma che al tempo stesso parlava dritto al cuore dei diseredati, degli oppressi, alle anime perdute in cerca di una nuova “casa”, a chi voleva abbandonare la realtà e vivere in una società diversa. Potremmo dire che era un’utopista, un sognatore, un visionario, in grado di trasformare le proprie visioni in musica.
Potremmo dire tante cose e tante altre ancora. Ma la cosa più triste è che oggi non esiste un musicista come lui, non esiste qualcuno che pensi che la musica possa essere un'arma da usare per la pace, per rendere il mondo migliore, per unire tutti con “One love, One heart”.
Oggi si pensa a costruire muri, non ad abbatterli. E poche persone al mondo prestano ancora orecchio al messaggio e alla musica di Robert Nesta Marley.
Bob Marley(1945, St. Ann, Giamaica – 1981, Miami, Florida) .. Bob Marley si faceva una quantità formidabile di canne e adorava giocare a pallone. Tre anni prima di un memorabile concerto a San Siro, quello di Milano del 27 giugno 1980, si era ferito un piede durante una partita. Da quella ferita si sviluppò un tumore maligno che avrebbe richiesto un’amputazione, lui si rifiutò, forse per motivi religiosi ma più probabilmente perché avrebbe dovuto interrompere i suoi concerti in giro per il mondo, e così finì per morirne.
Aveva 36 anni quando morì. Anni prima, nel '76, gli avevano sparato, a casa sua in Giamaica. Disse di sapere chi era stato, ma di averlo perdonato. Al suo funerale parteciparono assieme il primo ministro e il leader dell’opposizione, un fatto storico. Ora il grande Bob sta sepolto con la sua chitarra Gibson, una bibbia e un po’ di marijuana. Hai visto mai.
In vita Bob Marley ebbe 13 figli, ma solo due con sua moglie Rita, tutti gli altri da otto donne diverse. Un giorno ebbe a dire che l'unica religione che non avrebbe mai abbracciato, nemmeno sotto tortura, era quella dei mussulmani perché è una fede che non rispetta le donne. Ma con tutte le amanti che ha avuto forse anche Bob avrebbe dovuto farsi un esame di coscienza, soprattutto verso sua moglie, l'unico vero amore della sua vita, così almeno raccontò.
Top Ten of Bob Marley
non è una classifica, ma solo una selezione personale
I shot the sheriff(Burnin, 1973) .. Lui ha sì ammazzato lo sceriffo, ma il vice-sceriffo no. E poi lo sceriffo gli rompeva sempre i coglioni, e non lasciava che lui facesse crescere ciò che aveva seminato. In senso metaforico o no. (Poi ebbe gran fortuna cantata da Eric Clapton, nel 1974).
Stir it up(Catch a fire, 1973) .. Per anni di candore adolescenziale mi è rimasta addosso la convinzione che lui le chiedesse di stirargli le camicie. Naturalmente le chiede ben altro, con abbondanza di metafore convenzionali (placa la mia sete, raffredda i miei bollori, cose così). L’aveva scritta nel 1967 e divenne un successo in Inghilterra cantata da Johnny Nash.
No woman no cry(Natty Dread, 1974) .. Non si è mai capito chi l’abbia scritta, perché le vicende giamaicane legate alla gavetta di Marley sono un po’ confuse. Se sia stato Marley stesso, il suo amico Vincent Ford che ne è l’autore ufficiale (ma per alcuni Marley gliene regalò i meriti per dargli una mano), o i due assieme. In inglese corretto il titolo significherebbe che senza donne non si piange, ma lo slang giamaicano usa "no" per "don’t", "non piangere, donna". È il più grande successo di Marley, la più famosa canzone reggae.
Jamming(Exodus, 1977) .. Bob Marley torna sulla terra per sei minuti: cosa gli chiedete? Di fare "Jamming" ovviamente. Era il numero maestro dei concerti di Bob Marley, una delle cose più coinvolgenti che si siano mai viste dal vivo. Merito di un gran ritmo festaiolo e di un messaggio che mescolava aspirazioni religiose e desiderio di spassarsela. Il termine "jamming" è andato significando varie cose, ma il suo significato principale si riferisce genericamente allo stare bene. La canzone è diventata manifesto dello "stonamento universale". La versione in Babylon by Bus è la migliore.
One love(Exodus, 1977) .. La via giamaicana al gospel, incisa dai Wailers già nel 1963 e ispirata da "People get ready". Dovrebbero cantarla nelle chiese la domenica mattina, se volessero combattere davvero la crisi delle vocazioni. "One love, one heart Let’s get together and feel all right" In realtà accanto al messaggio di fratellanza e bontà, lancia strali nei confronti dei portatori del male (“chi ha ferito l’umanità solo per proteggere le sue idee?”) e minacce terribili (“non esiste scampo dal Padre Creatore”). Ma noi siamo i buoni, non c’è da preoccuparsi.
L'anno successivo, nel '78 a Bob Marley gli fu conferita, a nome di 500 milioni di africani, la medaglia della Pace dalle Nazioni Unite, proprio per merito di questa canzone.
Is this love(Babylon by bus, 1978) .. Anche di questa, portatevi a casa la versione in Babylon by bus, e mettetela a palla in cuffia. Poi trovate una ragazza, che tanto al pane e al resto pensa Jah. Ma anche senza pane, ragazza e Jah, è una pacchia. Il video che ne fu fatto nel 1978 mise per la prima volta davanti alle telecamere Naomi Campbell, che aveva sette anni. "Love-lo-ve-love-that I’m feeling".
Ride natty ride(Survival, 1979) .. L’apocalisse che si porterà via i malvagi è resa un po’ meno terrificante dall'andamento della canzone, buono al massimo per farsi tutti assieme un bagno in mare, devoti e peccatori. E "go deh!".
One drop(Survival, 1979) .. "They made the world so hard, everyday the people are dying" (Hanno fatto il mondo così difficile, tutti i giorni la gente sta morendo). Uno dei pezzi meno riprodotti di Survival, il disco di chiamata all'insurrezione africana, è quello col ritmo più eccitante e rilassante assieme (andò fortissimo in Giamaica).
Redemption song(Uprising, 1980) .. Canzoni di libertà, canzoni di redenzione. L’ultima cosa di Marley, semplicemente stupenda. Meglio la versione da solo, che quella con la band, o anche la bella cover di Joe Strummer. Nell’ultima puntata della prima serie di Lost, la cantava Sawyer.
Forever loving Jah(Uprising, 1980) .. "Old man river, don’t cry for me". Marley era un uomo che conosceva i testi sacri ma anche quelli profani del blues. "old man river" è una espressione consueta del genere, e il fiume di solito è il Mississippi. Forever loving Jah ribadisce il fatto che "non abbiamo paura di niente", neanche di quelli che spararono contro di lui e sua moglie, nel 1976, alla vigilia di un concerto per la pacificazione tra le fazioni avverse in Giamaica (il riferimento è a quella volta che Bob Marley subì un attentato).
Could you be loved(Uprising, 1980) .. La scrisse l'anno prima della sua uscita, in aereo, durante uno dei suoi innumerevoli spostamenti intercontinentali. Nel video ufficiale si vede tutta la passione di Bob Marley per il calcio.
"The road of life is rocky and you may stumble too. So while you point a finger, someone else is judging you" (La strada della vita è difficoltosa e puoi anche inciampare. Quindi mentre punti il dito, qualcun altro sta giudicando te). Insomma, un invito a non giudicare il prossimo perché anche "Tu potresti essere amato".
Mi scuso se sono più di dieci, ma io di Bob Marley amo tutto e avrei voluto inserirle tutte le sue canzoni. In ogni caso la mia personale playlist dedicata a Bob Marley si trova nel mio YouTube