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Visualizzazione dei post da aprile, 2017

Siccità, dalla Nigeria del nord al Corno d'Africa. Gli eco-profughi sono 157 milioni

Entro il 2050 nel mondo ci saranno 250 milioni di " rifugiati ambientali " e ogni anno cresceranno mediamente di 6 milioni. Secondo l' Internal Displacement Monitoring Agency , intere popolazioni hanno oggi il 60% di probabilità in più di essere forzati ad abbandonare la propria casa di quanto non ne avessero nel 1975. Si calcola poi che dal 2008 già oltre 157 milioni di persone abbiano dovuto spostarsi per eventi meteorologici estremi . I Paesi più poveri subiscono le conseguenze peggiori Il nostro pianeta sta subendo in maniera sempre più chiara e veloce, un cambiamento non dovuto a fenomeni naturali. Gli effetti dei mutamenti climatici, come è noto, riguardano tutti. L'impatto, però, che hanno sui Paesi più poveri e sulle popolazioni più vulnerabili, è decisamente maggiore. Negli ultimi anni, proprio a causa di queste alterazioni e delle susseguenti drammatiche condizioni ambientali, sono aumentate le migrazioni forzate di intere fette di p

Tratta e prostituzione coatta. Troppe le minorenni sulla strada e troppi i clienti

Sono tra le 50 e le 70mila le donne costrette a prostituirsi in Italia perché vittime della tratta . Un fenomeno in costante aumento ed in evoluzione . Cresce infatti la domanda da parte dei clienti, di tutte le età e classi sociali, e di conseguenza cresce l’offerta di giovani donne “ usa e getta ” a prezzi sempre più bassi, fino a 10 euro . Solo negli ultimi anni in Italia sono arrivate 12mila minorenni nigeriane . È la denuncia di suor Eugenia Bonetti , missionaria della Consolata e presidente dell’associazione Slaves no more , da vent’anni impegnata nella lotta alla tratta, tra le prime donne coraggiose ad aver denunciato pubblicamente il fenomeno. "Al mattino i trafficanti le prelevano nei centri di accoglienza e dopo una giornata in strada le riportano la sera, come se fossero in un bed and breakfast" Slave no More è l'associazione fondata da Suor Eugenia Bonetti . Un impegno a 360 gradi con le unità di strada, le comunità di accoglienza protette,

06 Il Woodoo nella vita africana

La pratica del Vodun incominciò a permeare la vita di tutti i giorni della gente che la esercitava. Non c’è nessuna decisione presa nella vita quotidiana che lo escluda. Tutte le soluzioni alle difficoltà della vita possono essere trovate nelle pratiche " Woodoo " Alcuni casi pratici . Una coppia che non riusciva a concepire un bambino non ha esitato a ricorrere a Vodun per fare la richiesta. Nello stesso registro, possiamo trovare una persona che sta cercando lavoro, una sposa che prova a migliorare lei stessa o la sua situazione sociale. Nel settore privato o nel pubblico ci si rivolge alle entità del Woodoo per trovare soluzioni. Nessun atto della vita di tutti i giorni può avvenire nel nostro ambiente per caso, esso va integrato in un processo generale che segue la percezione del mondo da parte la gente che pratica il Woodoo . Sarebbe molto difficile da capire il Vodun ed i suoi adepti se uno non lo si considera nel suo contesto , nel suo

La Cina sta colonizzando l'Africa, alla faccia dei diritti umani

L’Africa rischia di diventare una colonia cinese, ma forse lo è già . Io la chiamo la terza colonizzazione di un'Africa sottomessa ai suoi dittatori e che non riesce ad affrancarsi dal potere economico che arriva dall'esterno dei suoi confini . Africa ricca di risorse ma che " svende " le sue ricchezze solo a vantaggio di " pochissimi " , fregandosene di ottocentomilioni di persone che invece vivono in miseria, tra guerre dimenticate dal mondo, sfruttamento, diritti umani negati e libertà mai conosciute. Il presidente del Parlamento Europeo , Antonio Tajani , in una recente intervista è stato chiaro. Pechino replica piccata: “ sconvolgente ”, e invita Tajani a studiare “ i concetti di base” della politica estera cinese ". Ma l’Africa non rischia di diventare una colonia cinese perché già lo è . E tutto ciò alla faccia del principio di non interferenza negli affari interni di uno Stato . Principio guida di Pechino che ha affasci

Uccisioni e stupri di massa della Repubblica Democratica del Congo. Il silenzio del mondo

Sangue e violenze nella provincia del Kasai , che si è schierata apertamente contro la rielezione del presidente uscente Kabila. Attaccati anche vescovado e seminario. L'appello del Papa. La scorsa estate i militari hanno ucciso un capo tradizionale locale dando il via alla rivolta. Il caos è culminato con il sequestro, il 12 marzo, di due esperti inviati dalla Nazioni Unite per investigare sulle fosse comuni. Volontari italiani in fuga : " Avrebbero potuto ucciderci tutti". Don Jeanot Mandefu : "I soldati sono entrati all'università e hanno rastrellato gli studenti. Verrebbe da pensare che il motivo sia quello di far fuori quanti più giovani possibile in una regione scomoda perché si oppone al potere centrale " Corpi massacrati, ammassati e gettati dai camion in fosse comuni Siamo nel Kasai , provincia centrale di quell'enorme Paese che è la Repubblica Democratica del Congo . Una regione fino a non molto tempo fa tranquilla e rispa