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Io rapita da Boko Haram quel giorno a Chibok

"Non dimenticatevi delle altre ragazze ancora delle mani degli integralisti islamici"

SA'a, 21 anni, è una delle 279 ragazze rapite a Chibok 3 anni fa, poi riuscita a fuggire

A tre anni di distanza, parla SA'a, una delle 279 ragazze prese nella scuola di Chibok e poi riuscita a fuggire buttandosi dal camion. "Ero certa che sarei morta. Ho deciso di parlare quando ho visto alcune di loro tornare a casa e ballare. Mi hanno dato forza"

"Io ce l'ho fatta a fuggire, ma non riesco a dimenticare le urla, gli spari, i morti. Le mie compagne di scuola scomparse nel nulla. Sono passati tre anni da quella notte in cui i terroristi di Boko Haram sono arrivati nella nostra scuola. Ma è come se fosse ora. Ci hanno rapite per punirci, la nostra unica colpa era che volevamo studiare. È cambiata la mia vita, i miei sogni, è cambiata la vita di tante ragazze che ora hanno paura ad andare a scuola, temendo di essere rapite, uccise, temono che la vendetta ricada sui loro genitori. Quasi 200 studentesse mancano all'appello. Il mondo deve intervenire, non dovete dimenticarle"

SA'a, 21 anni, occhiali scuri e vestito colorato, è una delle 279 studentesse rapite a Chibok, che si è liberata salvandosi da giorni di violenze e stupri. Ora vive e studia negli Stati Uniti, nella sua Nigeria ha "paura". Sono troppi ancora i pregiudizi di una società che non accetta le ragazze rapite (circa 2.500 da quell'aprile 2014) e poi liberate, una società che ancora non è pronta ad accettare quelle che sono state stuprate e violentate dalla furia islamista, e tanto meno meno accetta i bambini nati da quelle violenze che vengono considerati "sangue marcio"

SA'a a Dubai, parla alla Varkey Foundation (la prima a sinistra)

SA'a parla con tono calmo, modera l'emozione e la paura sul palco del convegno sull'educazione organizzato a Dubai dalla Varkey Foundation

I ricordi di quella notte .. "Eravamo tutte a scuola per gli esami finali, ad un tratto abbiamo sentito le urla, gli spari, abbiamo capito subito che erano loro. Sono andati dove erano i professori ma stranamente i docenti non erano lì, non ho mai capito cosa sia successo, non risultano insegnanti rapiti o uccisi. Semplicemente non c'erano, forse erano fuggiti prima, abbandonando noi ragazze al nostro destino"

Ci hanno minacciate .. "Ci hanno raccolto tutte assieme, hanno detto che se non ubbidivamo ci avrebbero ucciso. Solo allora abbiamo capito. io ho chiamato mio padre al telefono, mi ha detto: non correre, resta ferma prega e aspetta i professori. Quella notte ho pensato che sarei morta"

Hanno bruciato la scuola e le case .. "Prima ci hanno chiesto dove erano gli studenti, ma loro venivano solo di giorno, poi dove era il cibo e lo hanno caricato su camion. Tutto questo tra urla, minacce di morte se avessimo tentato di fuggire. Poi hanno bruciato i libri di scuola e le case, e quindi ci hanno obbligate a salire sui camion"

Obbligate con i mitra a salire sui camion .. "Parlavano una lingua che non conoscevo (hausa), l'unica cosa chiara era la morte per chi non ubbidiva"

Come ho deciso di fuggire .. "Mentre ero seduta sul truck qualche ragazza ha cominciato a buttarsi giù perché era buio e si è nascosta nella boscaglia. Ho detto alla mia amica: salto giù piuttosto che andare con loro. Lo abbiamo fatto, non ci hanno seguito, solo che la mia amica si era rotta la caviglia e non sapevamo dove fossimo. Lei voleva che l'abbandonassi per mettermi in salvo perché non poteva camminare ma un pastore in bicicletta ci ha aiutato e un motociclista poi ci ha portato a casa"

La mia vita è cambiata .. "L'attacco ha cambiato molte cose, era il secondo alla scuola. Dopo il rapimento Boko Haram ha rilasciato un video in cui diceva che se ci avesse trovato c'è l'avrebbe fatta pagare. Per questo metto gli occhiali, per non farmi riconoscere, perché non uccidano me o i miei"

Per molte ragazze nigeriane non è più come prima .. "Dopo il rapimento molto genitori hanno paura a mandare i figli a scuola. Quasi duecento compagne ancora mancano, sono passati tre anni e ancora non sono tornate. Questi rapimenti hanno segnato vite, sogni, il futuro di una generazione: ora tutti hanno paura ad andare a scuola per non mettere in pericolo la vita dei parenti"

Il governo fa troppo poco .. "I militari non sono abbastanza equipaggiati per reagire e così scappano. Si deve muovere il mondo. Non deve dimenticarle"

Quando 21 ragazze rapite sono state rilasciate (clicca qui) .. "Ero felice, eccitata ma allo stesso tempo triste, perché solo 21. Quando ho visto le loro facce mi sembravano traumatizzate, diverse da quando venivano a scuola, avevano bambini in braccio. Ho pensato che se non mi fossi buttata dal truck avrei potuto essere una di quelle morte, sparite da anni, o tornate a casa con figli della violenza"

Perché racconto la sua storia .. "Quando ho visto il video di loro che, tornate a casa, ballavano con i parenti mi ha dato speranza e coraggio di parlare. La ragione per cui sono qui ed è essere la voce di chi non può parlare, ricordare al mondo che quelle ragazze devono tornare alle loro case"

Cosa studiavo .. "Voglio essere un dottore, ora studio in America per sicurezza, ma voglio tornare nel mio paese per aiutare donne e bambini che non potrebbero andare a scuola. Spero che il mio coraggio ispira altri ad andare a scuola. Ogni bambino ha diritto di essere educato"
(la Repubblica)



Il rapimento delle ragazze di Chibok
Storia dei primi cento giorni
- clicca qui -




Articolo a cura di
Maris Davis

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