mercoledì 15 giugno 2016

Schiavi del terzo millennio, in Africa una situazione allarmante

Dal rapporto "Global Slavery Index 2016" emerge per il continente nero una situazione allarmante. in Africa si contano oggi oltre sei milioni di "schiavi moderni", in gran parte donne e bambini. Lavoro minorile, matrimoni forzati, schiavitù sessuale e arruolamento di bambini soldato tra le forme più diffuse di sfruttamento.

Minori sfruttati nella raccolta del cacao in Guinea
Tutti vorremmo seppellire i termini "schiavo" e schiavitù, pratiche abolite (sulla carta) fin dal lontano '800. Ma non possiamo. A ricordarcelo ci ha pensato qualche giorno fa il "Global Slavery Index 2016", che ha snocciolato dati e racconti su 167 Paesi, in 53 lingue, con 42 mila interviste. Insomma, una ricerca imponente che è arrivata a una conclusione: nel mondo si contano qualcosa come 45,8 milioni di schiavi moderni, con un aumento del 28% rispetto alle ultime stime del 2014A pubblicare lo studio è la Walk Free Foundation.

Nell'Africa Sub-Sahariana la stima delle vittime è di 6.245.800 persone, pari a circa il 13,6% della popolazione ridotta in schiavitù nel mondo - clicca quiAll'interno di questa regione, i tassi più alti di uomini e donne schiavizzati in proporzione agli abitanti si registrano nella Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, Somalia, Sud Sudan, Sudan e Mauritania (su quest’ultimo paese la fondazione ha preparato anche un approfondimento). In valore assoluto, invece, la Nigeria è il primo Paese dell’Africa (ottava posizione mondiale, con 875.500 vittime), seguita da Repubblica Democratica del Congo (873.100) ed Egitto (572.900). La schiavitù trova terreno fertile in queste aree a causa di precarie condizioni economiche, conflitti e gravi crisi umanitarie e ambientali.

Bambini sfruttati nei campi
per la raccolta del cotone
Le forme più diffuse di sfruttamento. In generale, le violazioni dei diritti più comuni riguardano il lavoro minorile e i matrimoni forzati di bambini. A questo proposito, l’Unicef prevede che la metà delle spose bambine nel mondo saranno africane entro il 2050 e già oggi Madagascar, Malawi, Zambia, Guinea, Sierra Leone ed Eritrea sono tra i primi venti Paesi quanto a bambine e adolescenti che si sposano in età precoce.

Lo sfruttamento di bambini e adolescenti è tra i punti di maggiore preoccupazione, tanto che l’Africa Sub-Sahariana registra la più alta percentuale al mondo di traffico di bambini. In Togo, per esempio, la ricerca sostiene che la povertà e la mancanza di risorse culturali spingono i genitori ad affidare i propri figli ai trafficanti, che di solito sono parenti o amici della vittima. E a questo punto non c’è più molto da fare: i ragazzi sono trasferiti in luoghi di sfruttamento. Per le bambine questo significa spesso abusi sessuali e lavori forzati, mentre per i maschi sono previsti lavori forzati in aziende agricole.

In Guinea-Bissau e nella regione che circonda il Senegal si sfruttano pure le tradizioni locali. In alcuni casi, le famiglie mandano i figli a diventare "talibés", ossia studenti delle scuole coraniche diretti da maestri chiamati "marabout". Ed è in questa situazione, si legge nel rapporto, che accade che i trafficanti prendano i bambini per obbligarli a fare la carità per strada. In Senegal si stima che ci siano oltre 30 mila talibés solo la regione di Dakar.

Bambini Soldato
Anche la questione dei bambini soldato continua a essere una piaga devastante per l’Africa Sub-Sahariana. Nella Repubblica Democratica del Congo, lo scorso anno l’ONU ha documentato che 241 ragazzi sono stati reclutati, 80 uccisi e 92 menomati. Numeri, peraltro, che riguardano solo i casi ufficialmente riconosciuti. Nella Repubblica Centrafricana si stima che ci siano ancora tra i 6 e i 10 mila ragazzini arruolati. In Sud Sudan, dove è in corso una guerra civile, i bambini sono utilizzati abitualmente nel conflitto da ambo gli schieramenti in campo. E si sospetta che la situazione sia simile anche in Ciad, anche se il paese ha ufficialmente interrotto l’uso di bambini soldato tra le proprie forze armate.

In Ghana, invece, le oltre 103 mila persone schiavizzate sono vittime nell’85% dei casi di lavori forzati e nel 15% di matrimoni obbligati. I settori lavorativi in cui si incontrano più spesso situazioni di questo genere nel Paese sono agricoltura e pesca.

In Sudafrica la situazione è un po’ diversa: le vittime si concentrano più nel sesso a pagamento, nell'edilizia, nell'industria manifatturiera e nel traffico di droga.

Schiavitù sessuale, ragazze nigeriane in Italia
La Nigeria, il paese più popoloso dell'Africa, è anche il paese con il numero più alto di "nuovi schiavi" in senso assoluto dell'Africa Sub-Sahariana (875.000 vittime stimate), un dato dovuto alle violenze dell'Islam integralista (Boko Haram) che negli nord-orientali usa i minori anche per compiere attentati, rapisce ragazze per fare di loro schiave sessuali, e poi nelle regioni più povere della Nigeria del Sud esiste anche la schiavitù da "esportazione", decine di migliaia di ragazze nigeriane fatte arrivare in Europa per fare di loro delle "schiave sessuali".

Insomma, di esempi, purtroppo, ce ne sono davvero tanti e ovunque. La Walk Free Foundation ha stilato anche un report regionale su Nord Africa e Medio Oriente, da cui emergono altre 3 milioni di vittime. Le prime posizioni di questa classifica regionale sono tutte occupate da Paesi mediorientali, mentre tra gli Stati africani si incontrano Libia (70.900 schiavi, pari all’1,13% della popolazione), Tunisia (85 mila, 0,766%), Marocco (quasi 220 mila, 0,639%), Algeria (poco meno di 250 mila, 0,626%).

Global Slavery Index 2016

Africa, i nuovi schiavi
(Paese per Paese)

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Articolo a cura di
Maris Davis

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