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Visualizzazione dei post da Giugno, 2017

Anche la CISL a favore della legge che punisce i clienti delle prostitute

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Qualcosa si muove anche al di fuori dell'associazionismo per sostenere la proposta di legge che definisce REATO " l'acquisto di prestazioni sessuali " La Cisl raccoglie le firme dei lavoratori per sostenere la proposta di legge in Parlamento . « Chi va con una prostituta deve pagare come chi la sfrutta ». Lo ha detto Annamaria Furlan , leader della CISL , durante il XVIII Congresso Confederale del sindacato. « Tante volte mi viene voglia di gridare basta. Basta violenze. Basta discriminazioni. Basta sfruttamento. La missione di un sindacato è anche questa. Come ci ha chiesto l’altro ieri papa Francesco, è stare vicini agli ultimi, alle persone più deboli, più vulnerabili. È prenderle per mano e battersi al loro fianco. Basta donne sfruttate, violentate, picchiate: sono sicuramente la periferia a cui dobbiamo guardare con impegno e intensità » Annamaria Furlan, segretario generale CISL Annamaria Furlan parla sottovoce, continuando a tenere gl

Repubblica Democratica del Congo. L'inferno del Coltan e la manodopera della disperazione

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Il Coltan è un minerale indispensabile per i nostri smartphone . Si estrae nelle miniere della Repubblica Democratica del Congo che si trovano quasi tutte nella regione del Kiwu. Miniere ormai controllate dai " signori della guerra ", che danno « lavoro » a milioni di schiavi « volontari » " Passo praticamente 24 ore dentro il tunnel, entra la mattina e esco la mattina dopo " Testimonianza di un 14enne raccolta dall'Unicef Il coltan è un minerale di superficie e per estrarlo non bisogna fare costosi tunnel di chilometri. È raro , si trova in Congo ( Repubblica Democratica ) e in pochi altri Paesi. E soprattutto è indispensabile per i nostri smartphone e per l’industria aerospaziale. Facile , prezioso , utile : tre vantaggi che ne fanno il bancomat della giungla, disponibile per chi abbia un esercito privato, sia guerrigliero o militare corrotto. La manodopera della disperazione è semplice da « creare » . Basta razziare nelle province vicine, u

Dalla Nigeria all'Italia, ecco cosa c'è dietro al traffico di donne e bambini

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L'Italia è « legata » alla Nigeria sul fronte della prostituzione e delle adozioni illegali. Con i soldi delle attività illegali si finanzia il boom edilizio di Benin City . Donne nigeriane tenute prigioniere in una "baby factory" Violentate e messe incinta, costrette a partorire bambini destinati alle adozioni illegali Nigeria, Abia State . Siamo nella regione del Delta del Niger , gli stessi luoghi dove venne combattuta la sanguinosa guerra del Biafra e oggi terra dove spadroneggiano le multinazionali del petrolio. Lungo le strade che attraversano quello che oggi è lo stato nigeriano a maggior rischio rapimenti ( di stranieri ) sfrecciano le macchine del NAPTIP , l’agenzia anti-traffico ( di esseri umani ) nigeriana , in una folle corsa che termina davanti al portone di una vecchia abitazione. Qui , tra le mura grigie, scrostate, di un edificio decadente e invaso dagli insetti, venivano tenute prigioniere oltre trenta donne costrette a partorire bambini dest

Nascere "bianchi" in Africa, una vita di terrore

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Concentrati per la maggior parte in Africa Sub-Sahariana, gli albini subiscono discriminazione e sono spesso vittime di uccisioni rituali a scopi di lucro. L’impegno dell'Onu per la salvaguardia dei loro diritti . Dal 2014 le Nazioni Unite hanno proclamato il 13 giugno giornata mondiale di consapevolezza sull'albinismo . Alcuni fatti : Tanzania , gennaio 2015 , Yohana, un anno e mezzo, la vittima più giovane. Mali , 23 maggio 2016 , quattro persone uccise. Sono solo due dati? No , sono persone, esseri umani indifesi perché nati con una malattia genetica: l’albinismo appunto. Raro nel mondo occidentale, ma estremamente diffuso nel continente africano. « È molto difficile vivere in Africa per un albino. Tutti attorno a te sono di pelle nera e il colore della tua pelle si distingue per forza in modo netto ». Così, spiega Ikponwosa Ero , 34 anni, albina di origini nigeriane, da vent'anni cittadina canadese, nominata nel 2015 dal Consiglio per i diritti u

Libertà di Stampa. Africa a geometria variabile

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World Press Freedom Index 2017 I poteri forti minacciano sempre più la libertà della stampa, che ha subìto un generico deterioramento a livello globale negli ultimi 12 mesi . La libertà dei media nelle 180 nazioni esaminate nel rapporto annuale di Reporter Sans Frontières non è mai stata così minacciata e “ l'indicatore globale ” di censura non è mai stato così alto. Ma nel complesso, rispetto al passato, i paesi africani hanno invece migliorato le loro posizioni. “ Siamo in un mondo dove gli attacchi ai media e all'informazione sono ormai cosa comune e i poteri forti sono in crescita. È l’era della post-verità, della propaganda e della repressione delle libertà, specie nelle democrazie ” Inizia così la descrizione dei risultati del rapporto annuale sulla libertà di stampa nel mondo pubblicato da Reporters Sans Frontières ( RSF ) nel mese di maggio. I ricercatori lanciano l’allarme affermando che la libertà dei media nelle 180 nazioni esaminate non è ma