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Visualizzazione dei post da 2017

L'imbroglio dei finti profughi eritrei

Oltre 100 mila migranti sbarcati in Italia negli ultimi 4 anni hanno detto essere cittadini eritrei, ma almeno il 30-40% di essi sarebbe in realtà etiope. Il business dell'identità rubate ai " veri " profughi eritrei . " Nei centri di accoglienza almeno un terzo degli eritrei sono finti. In gran parte si tratta di etiopi del Tigrai, che parlano la stessa lingua e hanno i tratti somatici simili ". A denunciare lo sconcertante imbroglio è un richiedente asilo che viene da Asmara. L'aspirante rifugiato prosegue: " In Africa, grazie alla corruzione, rubano e vendono le nostre identità perché abbiamo diritto alla protezione internazionale, ma ci meravigliamo che questo venga tollerato in Italia " Gli eritrei in attesa dell'asilo politico in Italia adesso sono pochi, 2.651 e gli arrivi in calo ( 6.386 nel 2017 ). Però dal 2013 , quand'è iniziato il boom dopo il terribile naufragio di Lampedusa ( 368 morti ), sono sbarcati in Itali

Finisce il 2017 e nella Repubblica Democratica del Congo sono state stuprate 15.000 donne, molte erano bambine

L'ex Zaire è diventato l'inferno delle donne. Dopo aver subito ogni genere di violenza la donne viene anche marchiata come " colpevole ". E quindi allontanata dalla famiglia e dalla comunità . C’è un luogo in questo mondo , dove la pietà è stata fatta a brandelli . L’orrore sembra essersi impossessato di ogni spazio a sua disposizione, un male eterno, che non conosce né fine né limiti, regna come un monarca assoluto. Quel luogo è la Repubblica Democratica del Congo, il Paese dell’Africa centrale apogeo di tutte le tragedie di un intero continente. Donne violentate e poi abbandonate in quel che resta della tendopoli di Mugunga 3,  nella zona di Goma È soprattutto nell'Est, nelle regioni del Nord e del Sud Kivu, lungo i bordi del lago omonimo, tra le foreste verdi e le strade rosse e dissestate, sotto i cieli apocalittici che abbracciano le bocche dei vulcani, che il concetto stesso di vivere è stato sovvertito: perché qui l’esistenza è la sopporta

La mafia nigeriana ha scalzato i Casalesi. Castel Volturno oggi è un ammasso di macerie umane

Viaggio drammatico a Castel Volturno . Case sventrate, che si vedono anche i tondini che il cemento si è consumato, e interi quartieri e frazioni che girarli da soli fanno paura. Spuntano all'improvviso figure sinistre di ragazzi . Il fotografo sociologo distribuisce le macchinette fotografiche usa e getta ai “pazienti” dell’ambulatorio di Emergency , a Castel Volturno. E da giorni fotografa donne nigeriane costrette a prostituirsi per un progetto legato alla Fondazione di Gino Strada. Andrea Kunkl , il fotografo , ha uno sguardo molto penetrante e una voce da affabulatore. Quello che lo ha colpito davvero è il ritorno della regina della droga nelle piazze, la signora eroina pura. Andrea invita i giornalisti ad andare a farsi un giro nell'albergo dei tossici. Di Castel Volturno il sociologo di Emergency dice che rappresenta « Il futuro dell’Europa » . Una visione suggestiva . Secondo un censimento del comune ci sono quindicimila stranieri e venticinquemila r

Delta del Niger. Le drammatiche conseguenze delle fuoriuscite di petrolio sui bambini

Uno studio svizzero ha stimato le conseguenze sui neonati delle fuoriuscite di petrolio che si verificano in Nigeria. Le conclusioni sono agghiaccianti. Impianto petrolifero nel Delta del Niger di proprietà della Shell Le fuoriuscite di petrolio nel Delta del Niger, in Nigeria, sono probabilmente responsabili, ogni anno , della morte di 16mila neonati , che non riescono a superare il loro primo mese di vita. A stimare per la prima volta, in termini di decessi infantili, le conseguenze sanitarie della dispersione di greggio nell'ambiente della nazione africana è uno studio realizzato dal Center for Economic Studies di Monaco ( CESifo ) e dall' Università di San Gallo , in Svizzera. Tre anni di lavoro per completare lo studio I ricercatori hanno condotto una vastissima analisi, esaminando per tre anni le statistiche fornite dal governo nigeriano. Innanzitutto quelle relative alla geolocalizzazione delle circa seimila fuoriuscite di petrolio nel Delta del Nig

La Guerra dimenticata della Repubblica Centrafricana. Stupri e rischio genocidio

Stupri e rischio genocidio nella guerra in Repubblica Centrafricana . Migliaia di donne sono vittime di stupri e violenze nella guerra in corso da cinque anni nella Repubblica Centrafricana. Lo rivela un rapporto di Human Rights Watch. Mentre le Nazioni Unite parlano di « segnali di genocidio evidenti » Josephine , 28 anni; Valerie , 38 anni; Arlette , 60 anni; Alice , 21 anni; Zeinaba , 12 anni: sono solo alcune delle migliaia di donne vittime di stupri e violenze in Repubblica Centrafricana durante il conflitto degli ultimi 5 anni. Violentate di fronte ai propri figli e mariti , costrette a vedere morire i propri cari o a diventare schiave sessuali: è il destino delle donne che in Repubblica Centrafricana incontrano le milizie cristiane “ anti-balaka ” o quelle degli ex ribelli musulmani Séléka , i due principali gruppi armati nella guerra scoppiata nel dicembre 2012, dopo che i ribelli avevano accusato il governo del presidente François Bozizé di non rispettare gli

Un Mondo Migliore è vicino, lo sento arrivare

In questo mondo governato dai ricchi , dalle multinazionali, dalla finanza e da interessi sovranazionali più che dagli interessi della gente comune, è necessaria una rivoluzione delle idee che inizi dal basso, da ognuno di noi. Dobbiamo rifiutarci di " comprare " quello che loro ci vogliono vendere: le loro idee del mondo, la loro versione della storia, le loro guerre, le loro armi, le loro falsità. Non dobbiamo per forza restare inquadrati nelle loro ideologie, nelle loro religioni e nelle tradizioni che ci opprimono e ci impediscono di pensare con la nostra testa. Dobbiamo tornare bambini , uscire dai paradigmi in cui ci vogliono inquadrare, dobbiamo vedere il mondo con speranza e credere in un " mondo migliore ", dobbiamo smetterla di essere pecore che seguono a testa bassa un " duce ". Noi non siamo pecore sottomesse . Ricordatevi che noi siamo in molti e loro sono pochi. Ricordatevi che loro hanno bisogno di noi, più di quanto ne