domenica 13 gennaio 2019

Manifesto delle Ragazze di Benin City. Fermiamo insieme la mafia nigeriana che ci rende Schiave

La prima volta che vai sulla strada per "lavorare" sei nel panicoHai paura, tristezza. Ti senti umiliata. Io ricordo la stradaRicordo il marciapiede. Ricordo la mia vergogna di stare lì, con dei vestiti assurdi.


E l'attesaRicordo l'attesa che qualcuno arrivasse e mi facesse un segno dal finestrino abbassato, che mi dicesse vieni, che dicesse quanto. Ricordo ancora la voce dei primi che mi hanno chiamata, e la mia voce che rispondeva no, no, NO! Non voglio farlo.

Ma poi mi tornava nella testa il ricordo delle botte della mia mamam, il dolore di quelle sigarette spente sulle mie gambe, sulle mia braccia, sul mio seno, di quando rientravo e non avevo guadagnato abbastanza.



Prendiamo atto che
Dallo scorso anno c'è stata una drastica riduzione di arrivi di ragazze nigeriane, dobbiamo però tenere conto che negli anni precedenti, dal 2015, sono arrivate in Italia più di 20.000 ragazze, e che due su cinque sono minorenni. Almeno l'80% di queste nuove ragazze adesso sono in strada, costrette a fare le prostitute. Carne fresca in pasto ai lupi affamati.

E se sommiamo anche quelle che erano già in Italia prima del 2015, sulle strade italiane siamo in più di 30.000, costrette a stare li con la vergogna di quei "vestiti assurdi" addosso. Trentamila, come una piccola città, tante, tantissime, troppe. Noi nigeriane siamo un terzo di tutte le prostitute che attualmente "lavorano" in Italia.

In Libia
Pensiamo molto a quelle di noi che sono ancora in Libia, sono migliaia, molte migliaia, che non possono più partire, che non possono più tornare indietro. Alcune di noi sono rimaste là per molti mesi, anche due anni. Prigioniere in Libia, picchiate e torturate quasi ogni giorno, stuprate anche da più uomini alla volta, costrette a diventare prostitute nelle "connection house". Loro laggiù stanno ancora peggio di noi.

My Lord
I offer to you the white rose of my soul.
Men who buy me not see my suffering.
Only you my Lord, you can grow the white rose in the garden your mercy.

My Lord
Send me someone to take me away from here.
My Lord
You know I don't want to be here.
My Lord
You know that this is not that I want to do.

Mafia nigeriana
La DDA (Direzione Distrettuale Antimafia) ci dice che la mafia nigeriana in Italia ha migliaia di affiliati, è in crescita e fa affari con le mafie locali (mafia siciliana, camorra, 'ndrangheta e sacra corona unita). Affari come traffico di droga, spaccio, riciclaggio .. e ovviamente "sfruttamento della prostituzione", sfruttano noi ragazze nigeriane, sfruttano le loro connazionali proprio qui in Italia dove per noi ci sono sempre tanti clienti.

Fra quelle decine di migliaia di affiliati alla mafia nigeriana ci sono anche le nostre "mamam" che ci picchiano se non portiamo a casa abbastanza soldi, e poi ci cono anche i "boys", quei ragazzi che ci stuprano se diciamo di no, o se vogliamo smettere, o se pensano che li vogliamo denunciare.

Alla mafia nigeriana noi dobbiamo pagare il "viaggio", ci chiedono di pagare 30-40.000 euro, ma a quelle più belle e giovani anche di più, e finché il debito non è pagato loro ci hanno in pugno, minacciano i nostri familiari che sono ancora in Nigeria. Loro ci hanno fatte venire qui dicendoci bugie e falsità, ci hanno costrette a giurare con il "ju-ju", ci hanno ingannate.

Clienti
I clienti italiani appunto. Sono almeno tre milioni e mezzo quelli che abitualmente frequentano prostitute, poi c'è un altro paio di milioni che vanno a puttane ogni tanto e altri 4 milioni che almeno una volta hanno pagato una prostituta per fare sesso.

Un maschio italiano su tre ha pagato, almeno una volta, una prostituta

Noi "Ragazze di Benin City" abbiamo clienti di tutte le età, ricchi e sbandati, raffinati e sporchi da far schifo, giovani e vecchi che nemmeno gli tira più, vengono a raccontarci delle loro mogli, delle loro fidanzate, dei loro figli. Ma che "stronzi". Ci raccontano che vanno perfino in Chiesa e che sono impegnati nelle parrocchie. C'è tanta ipocrisia in certi "cattolici" italiani.

A volte ci chiedono di fare sesso anche con più uomini, ci invitano nelle loro feste. Altre volte sono perfino le donne e le ragazze che ci chiedono di fare sesso con loro.

Ormai in tanti vogliono filmare mentre lo facciamo, ci pagano perfino di più. Ma ormai non ce lo chiedono nemmeno più, fanno i loro bei video a nostra insaputa con noi e basta e poi li pubblicano nei siti porno, vogliono far vedere al mondo il loro pisello, vantarsi della loro miseria.

Ci chiedono rapporti senza protezione. Molte di noi accettano anche tutte queste "schifezze", ma solo per pagare prima quel debito.

Papagiro, così li chiamiamo noi quelli che ogni giorno se ne prendono una diversa, ormai li conosciamo bene quelli che ci girano intorno quasi tutti i giorni. Ma ci sono anche altri che si innamorano di noi, che ci vogliono aiutare, non sanno nulla di noi. Poverini, ci danno soldi con la scusa che ci vogliono aiutare, ma alla fine anche loro vogliono sesso da noi, e così ci sentiamo di nuovo "comprate", anche da chi dice di amarci.

Ci sono anche i clienti violenti, che ci minacciano e ci costringono a farlo gratis, che quando ci siamo appartati e soli ci derubano, diventano cattivi e ci stuprano.

Siamo quelle che "costano" meno di tutte, a volte la diamo via anche solo per 10 euro e anche meno. Siamo in tante, c'è concorrenza anche fra di noi. Lo facciamo per non essere picchiate o maltrattate se torniamo con pochi soldi. A volte ci capita di essere costrette ad avere anche dieci o più clienti al giorno.

Se restiamo incinta i nostri sfruttatori ci costringono ad abortire. Ci costringono a "lavorare" sempre, con qualsiasi tempo, freddo o caldo torrido, pioggia o neve. Ci costringono a "lavorare" anche se siamo ammalate. Alcune di noi sono perfino morte per questo.

Abbiamo paura
Se non ci fossero così tanti "clienti" in Italia non ci farebbero arrivare.

Ci minacciano, ci dicono in continuazione che uccideranno i nostri genitori, faranno del male alla nostra famiglia che è ancora giù, in Nigeria, a Benin City, la città di molte di noi. Non conosciamo niente dell'Italia, gli italiani che frequentiamo sono solo "clienti", quelle poche parole della lingua italiana che riusciamo a dire fanno solo riferimento al sesso.

Viviamo rinchiuse come in una gabbia di ferro dentro la quale c'è posto solo per i nostri sfruttatori, per i nostri "clienti" e per le nostre amiche nigeriane, ma anche loro sono costrette a fare le prostitute.

A volte andiamo nelle nostre chiese pentecostali dove conosciamo altri nigeriani che ci guardano storto perché conoscono il "nostro" mestiere. E se ci confidiamo con il Pastore della Chiesa quello ci dice che il "debito" va pagato, e così ci sentiamo ancora di più in gabbia, e la nostra diffidenza verso gli altri aumenta ancora di più.

Alle associazioni di volontariato
Vi chiediamo aiuto, vi preghiamo di aiutarci, di proteggerci, se necessario siate severi con noi. Molte di noi sono ribelli, ma hanno solo paura. Non sappiamo l'italiano, a volte non riusciamo a farci capire da voi.

Sappiamo che fate tanto per noi, e quando le prime volte che parliamo con voi ci rassicura di più una donna che conosca la nostra lingua, noi non abbiamo studiato, spesso non sappiamo leggere nemmeno l'inglese.

Grazie per tutto quello che fate per noi. Abbiamo solo bisogno di essere protette e di avere attorno a noi persone amiche e di amici di cui possiamo fidarci. Abbiamo bisogno di "affidare" a chi ci vuole bene le nostre vite da ricostruire.

Vite rubate alla nostra adolescenza, alla nostra giovinezza di ragazze, ai nostri sogni

Alle autorità di polizia
Vi preghiamo, prendeteci quando ci vedete in strada. Fate retate a più non posso, ma non una ogni tanto solo per fare qualcosa, ma ogni giorno per tanti giorni di seguito, in modo continuato. E quando ci prendete non rilasciateci solo perché la prostituzione non è reato, così siamo costrette a tornare dai nostri aguzzini.

Affidateci a chi sapete che può aiutarci, per denunciare i nostri sfruttatori abbiamo bisogno di tempo, di riconquistare la fiducia negli altri. Dovete avere pazienza con noi. Noi non siamo semplicemente "migranti" ma siamo "vittime di tratta", vere e proprie schiave sessuali. Cercate di capire almeno questo quando ci prendete e ci portate in questura o nelle caserme dei carabinieri.

Rimandateci piuttosto in Nigeria. Molte di noi piangeranno e si dispereranno, ma per noi adesso che abbiamo conosciuto l'inferno, è sempre meglio essere povere nel nostro paese piuttosto che essere schiave qui in Italia.

Alla giustizia italiana
Voi giudici state facendo dei disastri. Noi denunciamo chi ci ha fatte arrivare in Italia, denunciamo le nostre mamam e i nostri sfruttatori, la polizia fa le indagini e li prende e succede quasi sempre, ma poi voi, in attesa del processo, li rimandate ai "domiciliari". Così loro scappano e vengono a cercarci per ammazzarci, per farci del male, per vendicarsi. Cari giudici, questo lo dovete sapere, che così per noi sarà sempre più difficile denunciare.

Come ci possiamo fidare ancora di voi ??

Passa troppo tempo per fare i processi ai nostri sfruttatori arrestati, ci vogliono lunghi anni, loro hanno i soldi, pagano i migliori avvocati, e alla fine riescono perfino a cavarsela con poco dopo tutto il male che ci hanno fatto.

Ai tantissimi nigeriani onesti che sono in Italia
Non siate "omertosi", non fate più finta di non vedere. Voi lo sapete che nella casa vicina, in quell'appartamento del vostro palazzo, che proprio lì c'è una mamam, una signora che ospita ragazzine che ogni giorno scendono in strada. Denunciate quella signora che fa "business" sulla pelle di "quasi bambine" che magari hanno l'età delle vostre figlie. Non dite più "non è affar mio". Denunciate, aiutate a stanare questi covi dove si celano sfruttatori e sfruttatrici del nostro paese.

E anche voi degli "African Shop" aiutate la polizia ad individuare chi vi compra preservativi, chi vi noleggia video di un certo tipo, voi di sicuro sapete chi sono le ragazze sfruttate e chi sono i loro sfruttatori.

E voi Pastori delle Chiese Pentecostali smettetela di proteggere i nostri sfruttatori e le nostre sfruttatrici solo perché elargiscono cospicui contributi al vostro "Dio", a voi e alla vostre chiese.

Smettetela di sfruttare l'ingenuità di ragazzine appena arrivate, che si credono costrette a rispettare quel "giuramento", aiutatele invece a credere nel vero Dio, quello che non vuole soldi, dite loro che quel "giuramento" non è più valido e che anche l'Oba di Benin City ha detto che quei "giuramenti" non hanno valore. Loro si fidano di voi, pastori delle Chiese Pentecostali.

La Nigeria
Il nostro paese di origine non ci aiuta. Non ci aiuta a fermare le partenze di questo traffico ignobile. Il nostro paese, lo chiamano anche "il gigante dai piedi d'argilla", un posto dove c'è tanto petrolio ma poca benzina.

Il nostro paese di origine è troppo impegnato a combattere Boko Haram, è troppo impegnato ad eleggere il nuovo presidente (fra un mese ci sarà il voto), è troppo corrotto e la mafia nigeriana paga bene per far chiudere gli occhi a tutti quelli che potrebbero impedirci di uscire dalla Nigeria e andare incontro al deserto da dove non si può più tornare indietro.

E figuraci se il nostro paese aiuta proprio noi, ragazze poverissime, poco istruite, che arriviamo da villaggi sperduti, da campi profughi di gente in fuga dalle atrocità di Boko Haram, noi che arriviamo dalle periferie maleodoranti di città come Benin City.

Figurarci se aiuta noi che siamo in gran parte di etnia Igbo, un popolo massacrato durante la guerra del Biafra, spogliato delle terre per far posto ai pozzi di petrolio, un popolo che vuole solo la sua indipendenza, che vuole riavere solo la sua terra ora inquinata dalle multinazionali del petrolio, dove è diventato impossibile coltivare, pescare, vivere.

Il governo del cambiamento italico
Se prima almeno alcune di noi, quelle che denunciavano, quelle che accettavano un aiuto per uscire dalla schiavitù, potevano avere un minimo di "protezione umanitaria" e fare un percorso di integrazione, ora, con il quel famigerato "decreto sicurezza" ci hanno tolto anche la "protezione umanitaria". Ci stanno buttando fuori dagli Sprar, dai percorsi di recupero e di integrazione, dai Cara. Abbiamo il diritto a restare in Italia per legge, ma non più il diritto ad avere una casa, a studiare, ad avere un luogo in cui vivere.

Il governo del cambiamento italico ci vuole ancora in "strada", in balia dei nostri sfruttatori. O magari vorrebbe per noi le "case chiuse" affinché i nostri sfruttatori, non siano per noi solo "sfruttatori", ma anche i nostri "padroni". Patroni anche delle nostre vite.

Vogliamo ricordare a questo governo del cambiamento italico che noi, Ragazze di Benin City, non siamo migranti, ma schiave, schiave sessuali, vittime di trafficanti di esseri umani. Non dovete perseguire noi che siamo le vittime ma i nostri sfruttatori, dovete perseguire, arrestare e tenere in carcere quelli che ci hanno fatte arrivare in Italia.

Dovete fare una legge per punire i nostri clienti, chi ci compra, anche loro sono i nostri sfruttatori

Mio Signore
ti offro la rosa bianca della mia anima.
Gli uomini che mi comprano non vedono la mia sofferenza.
Solo tu mio Signore puoi coltivare la rosa bianca nel giardino della tua misericordia.

Mio Signore
mandami qualcuno che mi porti via da qui.
Mio Signore
tu sai che non voglio stare qui.
Mio Signore
tu sai che non è questo che volevo fare.

Italiani
Tanti italiani, ultimamente sono diventati in troppi, ci considerano semplicemente "migranti". Non persone da aiutare perché schiave, ma solo corpi da comprare per fare sesso, carne da macello buona per soddisfare i peggiori istinti degli "ipocriti" che vanno in Chiesa, che dopo aver salutato mogli, figli o fidanzate vengono da noi per farsi fare un pompino a pochi euro.



Ci dicono "sporca negra torna a casa tua", ma quando ci vedono nude andiamo bene anche se siamo "nere"


La nostra Campagna Informativa
"Le Ragazze di Benin City"
- clicca qui -




Articolo di
Maris Davis


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