venerdì 26 ottobre 2018

Ieri vittime di tratta, oggi stiliste

'Journey with new hope' è un progetto che aiuta giovani donne migranti vittime della tratta di esseri umani a ritrovare la propria dignità grazie a un lavoro.

Disegnare e confezionare con le proprie mani una linea d'abbigliamento e accessori ispirata al viaggio. Con l'aiuto di un gigante: la maison Gucci.

Una sfilata può avere il profumo dell’autonomia, soprattutto se i capi in passerella nascono dall'unione tra il vissuto di donne migranti vittime della tratta di esseri umani e la creatività di giovani studentesse del Liceo artistico “San Leucio” di Caserta.

Il tutto potendo contare su quattro chilometri di tessuto prezioso messo a disposizione dalla maison Gucci nell'ambito dell'iniziativa 'Gucci Up', volta al recupero e alla valorizzazione di scarti di produzione che vengono trasformati in occasione di solidarietà. Un altro motivo di plauso per la maison del lusso fiorentino, che ha da poco lanciato 'Gucci Equilibrium', il portale per parlare di salvaguardia ambientale e sociale e monitorare l'impegno del marchio in questa direzione.

Sono questi gli ingredienti fondamentali del progetto ‘Journey with new hope, promosso dall’associazione Be Aware Now e dall’ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia con l’obiettivo di sostenere le tante donne vittime di violenza e sfruttamento sessuale che vorrebbero riconquistare la loro libertà attraverso il lavoro, progettando e confezionando con le proprie mani una linea d’abbigliamento e accessori ispirata al viaggio.

Per imparare come muoversi nel mondo della moda, migranti e studentesse hanno seguito corsi di formazione in marketing, e-commerce, comunicazione visual merchandising. Ad accompagnare giorno dopo giorno la realizzazione di questa iniziativa, le operatrici della Cooperativa sociale ‘NewHope’ insieme con le tirocinanti e le suore del Centro d’accoglienza ‘Casa Rut’, nel casertano.

«Per ritrovare la dignità l’accoglienza non basta, la dignità passa attraverso il lavoro. Così è nata ’New Hope’ nel 2004, a partire da quel sogno che è ‘Casa Rut’. Nel nostro piccolo, un passo alla volta, ce l’abbiamo fatta: in un territorio difficile come Caserta, ci siamo nella legalità»



Quando si parla di migrazioni il non distinguere tra uomini e donne sia già un errore gravissimo. È necessario che nel discorso pubblico non ci si dimentichi di queste differenze. Questo fenomeno ci riguarda tutti, riguarda il modo con cui noi guardiamo i migranti e le migranti”. E se diciamo “rispediamoli tutti a casa loro”, siamo complici del non rispetto dei diritti umani. Non possiamo semplificare la complessità.

Colori vivaci e disegni fantasiosi hanno ispirato bluse e abiti con accessori coordinati e fantasiosi: cinture, borse e persino sandali coordinati. Sono le creazioni di NewHope e delle sue giovani donne che si sentono 'tessitrici di nuove speranze'





Per contatti e informazioni: coopnewhope@gmail.com - tel. 0823 458465




Articolo a cura di
Maris Davis


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