lunedì 16 maggio 2016

Il Delta del Niger e i suoi "vendicatori"

I "Vendicatori del Delta". Via dalla Nigeria chi ha sempre rubato il suo petrolio.

Niger Delta
Cos'è il Delta del Niger oggi. Uno dei luoghi più inquinati del mondo. Una devastazione causata dallo sfruttamento indiscriminato e dall'arroganza delle Compagnie Petrolifere. La regione petrolifera della Nigeria, un'area grande come la pianura Padana, devastata dall'inquinamento dei terreni, delle acque e dell'aria.

La regione del Delta del Niger è uno dei dieci luoghi più inquinati al mondo, ma per la sua estensione, la continuità con cui si sta inquinando, la mancanza di progetti per le bonifiche, fanno del Delta del Niger il più grave disastro ambientale di sempre, e tutto questo nell'indifferenza del mondo, in nome solo dei petro-dollari.

Le compagnie petrolifere hanno "militarizzato" quei luoghi. Shell ed ENI, ma anche Total, Erg, Chevron, Esso e altre. La corruzione e l'arroganza di queste compagnie in nome del business ha permesso per decenni (dagli anni '70) a queste compagnie di estrarre la ricchezza della Nigeria senza alcun beneficio per la popolazione locale, a cui hanno sottratto terreni da coltivare e acque in cui pescare - Leggi di più sul Delta del Niger -

Prima il MEND (Movimento per l'Emancipazione del Delta) e ora i "Vendicatori del Delta" (NDA) combattono contro i soprusi delle compagnie petrolifere straniere, la corruzione, l'inquinamento.

Nigeria un paese ricco di petrolio ma povero di benzina. Prezzo della benzina alle stelle in Nigeria mentre il paese soffre pesantemente il calo del prezzo del petrolio sui mercati internazionali. L’aumento del prezzo della benzina è la conseguenza di diversi fattori, innanzi tutto il fatto che la Nigeria raffina solo una piccolissima parte del petrolio che estrae dato che non ci sono raffinerie e quelle che ci sono funzionano parzialmente o a ritmo ridotto.

Ma poi a pesare sul prezzo del carburante c’è il fatto che nel Delta del Niger, regione di produzione del greggio, sono tornati a salire i livelli di insicurezza.

Prima c’era il MEND, il Movimento per l’Emancipazione del Delta del Niger, ora c’è un nuovo gruppo, "I vendicatori del Delta" (NDA). Si chiamano così e hanno, a differenza del passato, armi evolute, micidiali e costose. L'ultimo attacco lo hanno sferrato ad un oleodotto tra i più importanti di tutto il continente africano, quello di Forcados, della compagnia anglo-olandese Shell che è rimasto bloccato per settimane. L’attacco è stato compiuto con una squadra di sommozzatori che hanno praticamente messo fuori uso l’impianto in modo scientifico. Poi hanno messo fuori uso anche un'impianto della Chevron a Okran.

Pare che i "Vendicatori del Delta" possano contare anche su altre micidiali armi, come navi convertite in fregate militari con tanto di armamenti, artiglieria pesante, missili e altre sofisticate attrezzature.

Da dove viene questa nuova formazione militare? E perchè proprio ora che il prezzo del petrolio è ai suoi minimi storici? E ancora, perché proprio mentre il governo nigeriano può vantarsi di avere pesantemente limitato la capacità bellica di Boko Haram, nel nord?

Inquinamento nel Delta del Niger
Difficile rispondere a tutte queste domande. Di certo si può dire che i "Vendicatori del Delta" sono, quasi certamente, il prodotto di dinamiche politiche interne alla Nigeria. Il capo di questa nuova formazione infatti è un uomo conosciuto, che fino a qualche mese fa, era evidentemente in "attesa" e che ora ha ricevuto un "via libera".

Si tratta di un ex capo del Mend, il cui soprannome è Tompolo, definito anche "il capo di tutti i capi" e accusato di avere intascato, in modo illecito, circa 200 milioni di dollari di fondi pubblici.

È ancora presto per individuare quali sono le forze che lo muovono. Tompolo però all'interno del MEND era stato l’uomo che aveva aderito al programma di amnistia del governo e, successivamente, aveva ottenuto fondi per garantire la sicurezza degli impianti petroliferi. Ora è tornato sulle barricate, più armato che mai.

Sullo sfondo una lotta di potere tra etnie e il mai dimenticato conflitto del Biafra. Il Delta del Niger e il suo sfruttamento infatti è la conseguenza della guerra del Biafra quando l'auto-determinazione del locale popolo Igbo fu soffocata nel sangue con tre milioni di civili morti. Da allora la popolazione Igbo (a maggioranza animista e cristiana) è sempre stata discriminata, e relegata ai margini del potere federale a favore degli yoruba, cristiani della regione di Lagos e dei fulani, prevalentemente mussulmani del nord.

In questo contesto si innesca anche l'integralismo islamico di Boko Haram nel nord-est della Nigeria che in 6 anni ha provocato 20.000 morti, due milioni e mezzo di profughi interni, villaggi e chiese distrutte, rapimenti e stupri di massa. Una "guerra", quella contro Boko Haram, non ancora vinta del tutto.

Foundation for Africa dice SI alla "Liberazione del Delta del Niger" e sostiene la lotta della popolazione locale contro l'arroganza delle compagnie petrolifere straniere che hanno inquinato irrimediabilmente un territorio dove prima di pescava e si praticava l'agricoltura, e che da decenni stanno "rubando" il petrolio della Nigeria.

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Aggiornamento 17 maggio 2016

L’esercito nigeriano ha arrestato alcuni militanti sospettati di appartenere ai Niger Delta Avengers, (Vendicatori del Delta) un gruppo armato che nelle scorse settimane aveva rivendicato diversi attacchi contro installazioni petrolifere nel Delta del Niger. L’ondata di violenze susseguitesi nella regione ha contribuito a ridurre la produzione di greggio nigeriana dai 2,2 milioni di barili giornalieri all'inizio dell’anno agli attuali 1,65 milioni.

In un recente comunicato, gli Avengers avevano dichiarato di combattere per ottenere una quota maggiore dei proventi petroliferi, per porre termine all'inquinamento ambientale e per rivendicare l'indipendenza del sud-est della Nigeria (ex-Biafra). La scorsa settimana il gruppo ha lanciato un ultimatum intimando a tutte le compagnie straniere di lasciare la regione entro fine mese.

"Abbiamo arrestato alcuni uomini sospettati di aver preso parte agli attacchi contro installazioni della Chevron" ha dichiarato il portavoce dell’esercito Rabe Abubakar, senza tuttavia specificare il numero delle persone fermate.

Il governo di Abuja sta rinforzando la presenza militare nel Delta del Niger per porre fine con la forza alla guerriglia dei gruppi militanti. Sabato scorso il ministro degli Esteri britannico Philipp Hammond si è rivolto al presidente nigeriano Buhari chiedendogli di mettere in campo ogni possibile sforzo per risolvere le tensioni alla radice ed evitare il "disastro" che un confronto militare potrebbe causare.

L’esportazione di greggio rappresenta circa il 70% delle entrate del bilancio statale di un paese come la Nigeria dove più della metà della popolazione vive ancora sotto la soglia di povertà.

Attualmente la situazione nella regione del Delta è molto tesa, la popolazione appoggia le rivendicazioni dei Niger Delta Avengers mentre l'esercito nigeriano sta intervenendo in forze per difendere gli interessi delle compagnie petrolifere.
(AfricaNews)

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