domenica 4 ottobre 2015

La tratta delle prostitute africane e caporalato al CARA di Mineo

Ennesimo scandalo al CARA di Mineo (Centro Accoglienza Richiedenti Asilo) che si trova provincia di Catania, bambine e ragazze africane, quasi tutte nigeriane e spesso minorenni, costrette a prostituirsi per ripagare il "viaggio", e i caporali che sfruttano negli aranceti della zona gli africani maschi.

Una struttura pubblica che dovrebbe proteggere i suoi ospiti, costretti ad essere li da una penosa legge italiana (Bossi-Fini), tutti in attesa dell'esito della domanda di asilo. Un luogo fuori dal mondo, un'ora di macchina da Catania e 11 chilometri per arrivare al più vicino centro abitato. Un luogo che dovrebbe ospitare non più di 1.800 persone ed invece ce ne sono circa 3.500. CARA di Mineo, un luogo che deve essere assolutamente chiuso.

Tutti i migranti del CARA hanno presentato richiesta d’asilo. Chi la ottiene avrà i documenti. Gli altri dovrebbero essere espulsi. Per avere una risposta passano da uno a due anni, insomma tempi biblici. Altrettanti per il ricorso in caso di diniego. Non è neppure stata predisposta una commissione all'interno, la più vicina è a Siracusa. Così, rispettare i termini di legge è impossibile.

Che fare durante tutto questo tempo? La direttiva europea prevede che dopo sei mesi un richiedente asilo abbia un permesso temporaneo. In questo modo può lavorare regolarmente. Eppure non viene consegnato. Per ottenerlo bisogna fare ricorso.

Dunque si può scegliere tra il limbo, i caporali e la mafia nigeriana. Mineo è un'isola in un mare di aranceti. Basta un rapido giro per incontrare estensioni senza fine. Piccoli proprietari e grandi latifondi. Tutti hanno bisogno di braccia. I padroni senza scrupoli scelgono quelle a basso costo. "C’è un caporalato diffuso, pazzesco e impressionante. Il caporalato non esisteva nella zona, è stato letteralmente introdotto con il CARA"

Gli "africani", ed è quello che accade nel Cara di Mineo, si fanno trovare alle sette del mattino in un determinato posto, passa il tizio locale, recluta alcuni lavoratori, li porta a lavorare in campagna e gli dà 3 euro l’ora o 10 euro al giorno. "I richiedenti asilo sono pagati ancora meno degli immigrati economici".

Anche la Cgil conferma: "Nell'area del calatino gli immigrati del centro di accoglienza sono facili vittime dei caporali".

CARA di Mineo
CARA di Mineo e i numeri misteriosi dei suoi ospiti, circa tremilacinquecento. La capienza nominale sarebbe di 1.800 posti. "Circa" è la parola chiave. L'omessa comunicazione dei provvedimenti con il quale il questore dispone l’accoglienza, e in più non viene consegnato l'attestato nominativo, e poi non è disposta neppure la cessazione dell'accoglienza. L'unico documento, con valore legale pari a zero, è il badge, un pezzo di carta rilasciato dall'ente gestore.

Bambine e donne africane costrette a prostituirsi per ripagarsi il viaggio. Donne e adolescenti ospiti del CARA costrette a prostituirsi per ripagare il viaggio della speranza che le ha portate in Europa. Uno scandalo che era sotto traccia, tutti sapevano, ma portato alla luce da un servizio de "L'aria che tira" di La7.

E così la mafia nigeriana si è intrufolata anche al CARA di Mineo. Avvicinare le ragazze e strappare loro la verità. Devono ripagare i "trafficanti di uomini" dai 15.000 ai 30.000 euro per poter avere l'agognata libertà. Ma molto spesso, anche quando hanno ripagato il loro "debito", se così lo vogliamo chiamare, non tornano libere. Gli aguzzini le fanno sognare la libertà, per incentivarle a prostituirsi più possibile, per racimolare la cifra più rapidamente, ma queste ragazze, tenute sotto minaccia e ricattate, quasi sempre entrano in un turbine di violenza senza fine.

Ragazze nigeriane per lo più, alcune quasi bambine, costrette a prostituirsi nella zona tra le stradine che circondano la struttura, costrette a "vendersi" con gli stessi ospiti del CARA e spesso anche con gli operatori della struttura, altre in trasferta a Catania e perfino fino Messina. L'associazione "Penelope" conferma che, ogni giorno, circa 25-30 ragazze nigeriane, ospiti del CARA di Mineo, fanno le pendolari del sesso fino a Messina. 

Tutto avviene alla luce del sole, nell'indifferenza generale, lo Stato italiano ed i suoi uomini fingono di non vedere. Nessuno si indigna, nessuno grida allo scandalo, niente. Perché evidentemente il sistema vuole che le cose funzionino così.

La situazione a Mineo appare estrema, ma il problema riguarda l’intera Italia

La tratta delle prostitute al CARA di Mineo
(Video-Servizio La7)


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