martedì 17 marzo 2015

Viaggio tra i richiedenti asilo del CARA di Mineo, un'inferno di Stato

CARA di Mineo - Ingresso
In queste settimane il sistema dell'accoglienza in Italia è sotto la lente d'ingrandimento delle procure di mezza Italia, da Gradisca d'Isonzo (Gorizia), a Isola Capo Rizzuto (Crotone), e fino al CARA di Mineo (Catania). Il problema è sempre lo stesso, ovvero "truffe" ai danni dello Stato e sulla pelle degli immigrati e dei richiedenti asilo. Mancato pagamento del "Pocket Money", scarsa manutenzione degli alloggi, sistema delle mense, ecc..

In pratica le cooperative e le società di gestione, prima si accaparrano gli appalti e poi disattendono i termini del contratto confidando sull'assenza dei controlli e delle ispezioni.

Milioni e milioni di soldi pubblici, spesi male, malissimo, e che finiscono nelle mani delle mafie e gruppi di potere protetti anche dalla politica. Un business sulla pelle degli immigrati di cui abbiamo più volte parlato - leggi -

Il CARA di Mineo, in provincia di Catania, è il più grande centro di accoglienza d'Europa, in grado di accogliere fino a 4.000 immigrati. Oggi perfino "mister" Salvini, leader di quella "lega Nord" che ha permesso queste iniquità, denuncia il "business sulla pelle dei migranti".

CARA di Mineo - Cortile estermo
Il CARA di Mineo è un vero e proprio villaggio di quattrocento villette a schiera su due piani, stradoni enormi dai nomi improbabili e intorno il nulla della campagna ancora verde che ricorda un quartiere residenziale di una cittadina del Kentucky. Ma non sono gli Stati Uniti e non è nemmeno un quartiere residenziale, è invece la Sicilia, pochi chilometri da Mineo, provincia di Catania, e un lungo muro di filo spinato che circonda l’intero perimetro, guardato a vista dai militari italiani forniti di mitra che ricordano inquietanti immagini di guerra. Da lontano il "residence degli Aranci" (così viene anche chiamato il luogo) sembra un’oasi nel nulla della campagna siciliana. Un posto incantato costruito 14 anni fa e affittato per alcuni anni alle famiglie dei militari americani di stanza alla base di Sigonella.

CARA di Mineo - Interno
Quattromila persone vivono in condizioni disumane. Cercano di organizzarsi come possono, c'è il mercato nero di generi di prima necessità (Il cibo distribuito dai gestori è pessimo), ma soprattutto ci sono pesanti sospetti circa l'esistenza di un bordello gestito dagli stessi migranti con la complicità del personale del Centro, e di un vasto giro di spaccio di sostanze stupefacenti. Anche sui traffici illeciti al CARA di Mineo  abbiamo già denunciato in passato - leggi -

Il "residence degli Aranci" è un luogo perfetto, anche se dista alcuni chilometri dai centri abitati, per accogliere migranti in attesa di asilo o dello status di rifugiato, è lontano, parecchio lontano, dai luoghi nevralgici interessati dagli arrivi a ritmo continuo degli esuli. Questa però è una storia dove la logica non esiste, i diritti basilari non sono nemmeno presi in considerazione e la realtà supera di gran lunga ogni più aberrante fantasia. È così che il quartiere residenziale del Kentucky made in Sicilia è diventato, al modico costo di sei milioni di euro all'anno, uno dei centri per richiedenti asilo più grandi d’Europa.

Qui quattromila persone aspettano che la loro richiesta d’asilo venga valutata dalle commissioni inviate dal Viminale, un’attesa che a volte dura anche più di un anno. Sono circa 3.500 uomini, circa 400 donne e quasi 100 minori, suddivisi a gruppi di trenta per ogni villetta. Dove un tempo viveva un unico nucleo familiare statunitense, oggi sono costretti a viverci in trenta.

Per ognuno degli ospiti il gestore del CARA (ovvero il consorzio Calatino Terra di Accoglienza) riceve 34,60 euro al giorno, ovvero più di cinquanta milioni l’anno. Dati che fanno del Cara di Mineo non solo una tra le prime aziende dell’isola, ma anche, e forse soprattutto, un posto in cui il tempo è sospeso, il decoro un concetto opinabile e l’apparenza differisce spesso da quella che è la realtà.

Ottenere il permesso per visitarlo non è semplice, riuscire poi a muoversi in autonomia tra i vialetti surreali governati dalla miseria, è ancora più difficile.

(fonti e video da un'inchiesta del Fatto Quotidiano)


Come dicevamo il CARA di Mineo è sotto inchiesta da parecchio tempo e da oggi anche per un appalto, l'ennesimo da cento milioniSu questo colosso dell’ospitalità ora indagano la Direzione distrettuale antimafia di Catania e la Procura di Caltagirone. La pericolosa saldatura tra denaro, politica e cooperative è l’oggetto delle inchieste.


Le villette del CARA di Mineo - vista dalla strada provinciale

Coinvolto il sindaco di Mineo e il sottosegretario alle politiche agricole Castiglione (area UDC-NCD) - leggi - a dimostrazione del fatto che anche la mala-politica è legata mani e piedi al business dell'immigrazione.

Asilo politico, rifugiati e migranti. Un vero business (per qualcuno)
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