martedì 9 settembre 2014

Nord Nigeria, un genocidio in atto nell'indifferenza del mondo

Abubakar Shekau, al centro nella foto
Boko Haram sogna un Califfato benedetto dell'Isis. I jihadisti nigeriani ricevono supporto tattico e strategico dallo Stato Islamico proclamato tra Siria e Iraq.

In aprile il rapimento di oltre 200 studentesse a Chibok, nello Stato di Borno, aveva segnato un salto di qualità da parte dei miliziani islamici nigeriani. Fino a quel momento infatti Boko Haram si era distinta per i continui attentati contro obiettivi cristiani: scuole, edifici di culto, villaggi.

L'organizzazione jihadista nigeriana è votata alla lotta contro i valori occidentali e il Cristianesimo. Il suo nome infatti significa "l'educazione occidentale è peccato". Dopo il rapimento delle studentesse, mai liberate e ancora nelle loro mani, Boko Haram ha intensificato i suoi raid contro i villaggi nel nord-est della Nigeria facendo razzie, uccidendo civili, distruggendo case ed edifici. Ma fino a poche settimane fa le loro ero solo incursioni.

I successi e l'avanzata dell'Isis in Iraq ha "ispirato" anche i terroristi islamici nigeriani, e non solo. È ormai accertato che Boko Haram riceve armi e supporto dallo Stato Islamico.

Da due settimane è in atto, soprattutto nello Stato di Borno, una vera e propria occupazione stabile di territori sempre più vasta e il cambio di strategia è evidente. Dopo la conquista della città di Gwoza, alla fine di agosto, il leder di Boko Haram, Abubakar Shekau, ha diffuso un video-messaggio in cui dichiarava che le zone conquistate non hanno ormai più "nulla a che fare con la Nigeria" e proclamava la nascita di un sedicente "Califfato Islamico".

Molte sono ormai le città nelle mani di Boko Haram: Gamboru-Ngala, al confine con il Camerun, Gwoza, Marte e Bama nello Stato di Borno, Buni Yadi nello Stato di Yobe, e Madagali nello Stato del Madagali.

Conquistata anche tutta la regione intorno alla capitale del Borno, Maidiguri, che rischia di diventare la nuova Mosul - leggi -

Un vero e proprio genocidio in atto. Testimonianze di civili in fuga affermano che nelle città occupate da Boko Haram centinaia di cristiani e mussulmani moderati vengono uccise a sangue freddo, e moltissimi con il macete. A Gamboru-Ngala ucciso anche il più alto dignitario musulmano della città. "Massacrano i civili come fossero polli".


Città di Bama, cadaveri nelle strade
Dalla città di Bama giungono testimonianze di centinaia di cadaveri disseminati nelle strade e che i miliziani impediscono di dar loro sepoltura.

Secondo l'ONU, nelle sole ultime due settimane, sono ormai 12.000 i civili fuggiti in Niger e altri 4.000 in Camerun, portando il totale dei rifugiati "interni" a quasi centomila.

Questa offensiva degli islamisti nigeriani è un vero e proprio salto di qualità, la dimostrazione che armi, armamenti e un ingente flusso di denaro è a disposizione di Boko Haram.


Lara Zarrougui, rappresentate ONU per i bambini nei conflitti armati, ha appena diffuso dati agghiaccianti per quanto riguarda la Nigeria. Durante una riunione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU e dopo aver ricordato le oltre 200 studentesse ancora nelle mani di Boko Haram, ha affermato che nel 2013 in Nigeria sono morti almeno 100 studenti e 70 insegnanti durante le incursioni nelle scuole e in campus universitari - leggi -

Ciò che sta accadendo in queste settimane in Nigeria è lo stesso orrore provocato dall'Isis in Iraq, ma a quanto pare, è un "orrore" di "serie B" visto che tutto ciò avviene nell'indifferenza delle istituzioni internazionali e dei media mondiali.

Ieri in una controffensiva l'esercito nigeriano ha riconquistato la città di Bama - leggi -, ma è ancora una goccia nell'indifferenza di un genocidio in atto.


Il mio NO all'Islam è totale e assoluto

Questo articolo fa parte nella nostra campagna "Difendiamo i Cristiani in Nigeria e nel Mondo"

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