domenica 21 settembre 2014

Gli scafisti ridevano mentre il barcone affondava

Su quel barcone affondato tra il 14 e il 15 settembre scorso a 300 miglia da Malta c'erano circa 500 migranti, si sono salvati in pochissimi. Tutti erano partiti da Gaza pagando con i soldi ricevuti per la ricostruzione delle loro case. A bordo del barcone fatto affondare c'erano anche un centinaio di bambini.

La testimonianza agghiacciante dei sopravvissuti al naufragio. "Hanno speronato la nave perché abbiamo rifiutato di trasferirci su una più piccola".

Continuano ad emergere dettagli raccapriccianti riguardanti lo speronamento e il conseguente affondamento di un barcone partito dall'Egitto con oltre 500 immigrati quasi tutti provenienti dalla Palestina.

I funzionari dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), che hanno parlato a Creta con sei dei sopravvissuti a quelli che l'Unione Europea ha definito "omicidi e non incidenti in mare", riferiscono che gli scafisti, tre o quattro tutti egiziani, si sarebbero infuriati quando gli immigrati si sono rifiutati di trasferirsi su una barca più piccola e che gli immigrati ritenevano "non sicura".

Durante quello stesso viaggio avevano dovuto cambiare imbarcazione altre tre volte. Così quando per l'ennesima volta venivano obbligati a trasferirsi su un'altra barca gli immigrati hanno opposto resistenza e così gli scafisti hanno minacciato di fare ritorno in Egitto, da dove erano partiti. Gli immigrati a quel punto, piuttosto che salire su una barca ritenuta non sicura, hanno deciso che era preferibile tornare indietro.

Itinerario del barcone fatto affondare dagli scafisti.
Partito dall'Egitto era diretto in Sicilia.
Una decisione che ha suscitato l'ira degli scafisti che hanno iniziato ad urlare e a tirare pezzi di legno contro i migranti. È stato quello il momento che l'imbarcazione degli scafisti si è avvicinata per speronare il barcone. Alcuni degli immigrati sono saltati nella barca più piccola, altri sono subito caduti in mare, altri che tentavano di salire sulla barca più piccola venivano spinti a forza in mare.

L'imbarcazione degli scafisti ha continuato per più volte a speronare quella dei migranti che a quel punto ha iniziato ad imbarcare acqua fino a rovesciarsi. Uno degli scafisti, brandendo un macete, tagliava le mani di chiunque tentasse di aggrapparsi alla loro barca.

I "trafficanti di uomini" hanno continuato a girare intorno ridendo mentre i migranti, donne e bambini, affogavano tra grida e pianti di disperazione. Un sopravvissuto ha detto che uno dei migranti, piuttosto che morire annegato si sarebbe impiccato prima di affondare.

Solo quando l'imbarcazione è affondata completamente gli scafisti di sono allontanati dal luogo della tragedia.

Hamed, 16 anni appena, palestinese è appena stato dimesso dall'ospedale di Pozzallo, è uno dei nove sopravvissuti alla tragedia .. "Quelli che come me sono stati salvati dalla nave (il mercantile panamense Pegasus) siamo stati in 9 o in 10. Tutti gli altri, centinaia di persone, intere famiglie con bambini sono morti, finiti in fondo al mare".

I responsabili di quell'omicidio di massa sul quale sta ora indagando la Procura di Catania per il reato di "strage", sono fuggiti su quel barcone che è stata la "cabina di regia della morte" e probabilmente sono già rientrati in Egitto pronti ad organizzare altre attraversate della morte.
(Fonte .. la Repubblica Cronache)




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