venerdì 31 gennaio 2014

Jomo Kenyatta e l’Africa Orientale Britannica, oggi Kenya

Jomo Kenyatta e l’Africa Orientale Britannica, oggi Kenya

Jomo Kenyatta (1889-1978) è stato uno dei leader della lotta contro il dominio coloniale britannico e primo presidente del Kenya indipendente.

Era figlio di un contadino di etnia kikuyu, e da giovane girò il paese al seguito del nonno, uno stregone di villaggio. Frequentò una scuola missionaria, e grazie a una colletta raccolta dalla sua tribù poté in seguito pagarsi gli studi in Europa. Si laureò a Londra nel 1937, la sua tesi di laurea, "di fronte al Monte Kenya", che descriveva l'organizzazione tribale del popolo kikuyu, ebbe gli elogi del celebre etnologo e antropologo Bronislaw Malinowski.

Nel 1946 Kenyatta tornò in patria, iniziando una fervente attività indipendentista. Divenne leader del principale movimento politico nero, il Kenya African National Union (KANU), e fondò le prime scuole kikuyu indipendenti.

Attorno alla metà del XX secolo i giornali inglesi lo definivano "signore della morte". Alla testa della popolazione kikuyu spossessata delle terre, sosteneva la necessità di strapparle ai coloni bianchi. Il suo nome, che significa giavellotto fiammeggiante del Kenya, ispirò soprattutto la setta dei Mau-Mau che si scatenò in vere e proprie stragi.

Nel 1953, nel periodo dello stato d'emergenza dichiarato dall'amministrazione coloniale in risposta al sorgere del movimento dei Mau-Mau, Kenyatta fu incarcerato.

Nel 1959 fu liberato, tornando alla presidenza del KANU. Nel 1964, in concomitanza con l'indipendenza del Kenya, fu eletto primo presidente del paese e dichiarato Padre della Patria.

Al contrario del primo presidente della Tanzania Julius Nyerere, che appena salito al potere divenne un cacciatore di bianchi, Kenyatta intrattenne buoni rapporti con i britannici dopo l'indipendenza.

Il socialismo africano che egli sostenne aveva basi strettamente nazionali e non era legato ai movimenti panafricani a sfondo rivoluzionario. Anche le riforme da lui promosse furono attuate con estrema lentezza e prudenza per non urtare gli interessi dei bianchi e conservare al Paese i fortissimi aiuti britannici e americani.

Perciò l'ala più estremista del suo partito, guidata da Oginda Odinga, poi incarcerato, si costituì in partito nel 1966 rimproverando a Kenyatta di non aver risolto i profondi contrasti delle classi e delle tribù del Paese.

Una delle ultime riforme di Kenyatta presidente è stata l'istruzione pubblica gratuita.


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