giovedì 26 dicembre 2013

Se l'Europa baratta la sua identità cristiana

Questo Natale potrebbe essere l'ultimo in cui festeggiamo l'evento più importante del cristianesimo, che allestiamo il presepe e che facciamo l'albero con le luci. D'ora in poi, conformemente al "religiosamente corretto" prevalente nell'Unione Europea.

Già ufficializzato in Belgio, le feste natalizie sostituite con le "Vacanze d'Inverno", e quelle pasquali con le "Vacanze di Primavera" per non offendere quel 23% di popolazione islamica residente in quel paese europeo - leggi fonte -

Si rinuncia a simboli religiosi e alle tradizioni cristiane solo per un malcelato senso dell'integrazioneÈ un dato di fatto che in Italia i credenti sono solo una minoranza e ancor meno sono praticanti, nonostante il Papa. La maggioranza degli italiani si è distaccata non solo dalla Chiesa ma anche dalla fede, e potrebbe concepire positivamente l'abolizione delle festività cristiane, ormai diventate solo tappe da dedicare al consumismo e accettando quindi il relativismo religioso come parte integrante e necessità vitale per aderire al nuovo mondo globalizzato dove si immagina che la convivenza tra persone provenienti da paesi diversi, con lingue e fedi diverse, debba obbligatoriamente tradursi nell'azzeramento dei valori e delle regole fondanti della nostra civiltà, della nostra cultura cristiana, modellata da duemila anni di storia.

Per la verità furono gli insegnanti italiani di ispirazione sessantottina, ancor prima che esplodesse l'ideologia del globalismo, che si prodigarono a togliere i crocefissi dalle aule e a non far allestire i presepi o cantare gli inni natalizi nelle scuole, anticipando le richieste personali o le rivendicazioni religiose degli studenti o delle famiglie mussulmane "per non urtare la loro suscettibilità".

A questo punto dobbiamo attenderci che presto anche in Italia accada presto quello che è già successo in Francia e in Gran Bretagna, dove è ufficialmente proibito portare addosso il crocefisso nei luoghi pubblici perché l'esposizione di un simbolo religioso viene concepito in contrasto con la società della pluralità etnica, culturale e religiosa, ritenendo che l'Europa debba diventare "neutrale" rispetto all'identità religiosa, per non offendere nessuno e consentire a tutti di sentirsi pienamente "cittadini del mondo".

La sorpresa sarà quella di scoprire che l'Europa avrà gradualmente, ma inesorabilmente, abolito il Natale, l'Epifania e la Pasqua, che non allestisce il presepe e vieta l'esposizione del crocefisso, finendo magari per rimuoverlo anche all'esterno delle Chiese, e che anche l'Italia sarà diventata del tutto simile ai Paesi mussulmani più radicali che calpestano la libertà religiosa. È bene che si sappia che questi Paesi islamici non sono tolleranti con le "altre religioni" e che, al contrario, tutte le altre religioni devono essere estirpate, sono considerate eresie, nella certezza che l'Islam sia l'unica verità assoluta e pertanto deve affermarsi con la predicazione, e con la guerra ovunque nel mondo.

Già oggi stiamo assistendo al lento inarrestabile declino, abbandono e trasformazione delle chiese in moschee in varie parti d'Europa, che ha il primato del più basso tasso di natalità al mondo e immagina che l'apertura delle frontiere sia la soluzione per riequilibrare la bilancia demografica, con il risultato che Bruxelles, la capitale delle istituzioni europee, ha il 23% di popolazione mussulmana.

L'Occidente che odia se stesso. Quanta ragione aveva l'allora cardinale Ratzinger quando denunciò "l'Occidente che odia se stesso". Così come in passato non si è aspettato l'arrivo di studenti mussulmani per togliere i crocefissi dalle aule scolastiche, oggi abbiamo consentito che l'Europa sia diventata il quartier generale dell'estremismo e del terrorismo islamico globalizzato pur di rispettare, costi quel che costi, la dimensione formale della così detta integrazione.

Si pensi che:
  • su 11 mila terroristi islamici provenienti da 74 Stati che attualmente combattono in Siria con "Al Qaeda", ben 1.900 sono cittadini o residenti fissi dell'Unione Europea, di cui 50 provenienti dall'Italia (fonte: rapporto Centro internazionale per lo studio del radicalismo);
  • il 75% dei mussulmani in Europa è convinto che c'è un'unica interpretazione del Corano a cui tutti i mussulmani devono sottomettersi;
  • il 65% è convinto che la "Sharia", la legge coranica, debba prevalere sulle leggi degli Stati Europei in cui risiedono (indagine pubblicata sul Washington Post il 13 dicembre scorso).

Non dobbiamo rassegnarci, ma dobbiamo piuttosto combattere sia contro il nemico ideologico del relativismo, globalismo, immigrazionismo e multiculturalismo, sia contro il nemico reale dell'estremismo e del terrorismo islamico. Indipendentemente dal fatto che si sia cristiani, credenti o praticanti, dobbiamo essere consapevoli che non si può barattare la nostra millenaria civiltà cristiana per un "frainteso" senso dell'accoglienza e dell'integrazione.

Non è più possibile barattare diritti fondamentali conquistati in secoli di storia europea come la libertà, il diritto alla vita e alla dignità della persona per un "frainteso" senso dell'integrazione.

Non è più possibile confondere i ruoli .. l'immigrato che viene accolto in Europa deve rispettare regole, leggi e tradizioni del paese in cui è ospite, e non è il paese ospitante che si deve adeguare alle tradizioni dell'immigrato. La buona legge dell'ospitalità prevede che sia l'ospite ad adeguarsi al padrone di casa, e non deve essere il padrone di casa ad adeguarsi all'ospite.

Io stessa ho vissuto da immigrata sia in Italia che in Spagna e non ho mai preteso di scambiare le mie tradizioni originarie con quelle dei luoghi in cui ho vissuto, anzi, ho sempre ringraziato per quello che mi veniva dato, ho cercato di adeguarmi alla cultura e alle tradizioni prima quelle spagnole e poi quelle italiane. Ho imparato la lingua, mi sono adeguata alla cucina e ai modi di vivere .. ma non per questo ho perso la mia identità e le mie tradizioni originarie.

Al contrario c'è un Islam che afferma che solo lui è l'unica verità, c'è un Islam che uccide i cristiani, c'è un Islam che distrugge le chiese ma pretende la costruzione di moschee, c'è un'Islam che tratta la donna come una proprietà e non come un essere umano, c'è un'Islam che fa sposare le bambine e le rende schiave di uomini che possono essere i loro nonni, c'è un'Islam che pretende senza dare nulla in cambio .. e l'Europa ha il dovere e il diritto di difendere la propria identità culturale e storica.

Altri articoli



Articolo curato e scritto da

Nessun commento:

Posta un commento

Ci è sempre gradito un tuo commento. Grazie