lunedì 9 dicembre 2013

Nkrumah e la Costa d’Oro, oggi Ghana


Francis Nwia-Kofi Ngonloma detto anche Kwame Nkrumah
Ghana
Nkrumah nacque a Nkroful, nell'allora Costa d'Oro, da una famiglia di religione cristiana relativamente umile. Frequentò le scuole elementari nella località di Half Assini e si diplomò ad Accra al Government Training College. Nel 1935 lasciò il Ghana per gli Stati Uniti d'America. Qui lavorò e completò i suoi studi in una grande varietà di materie (insegnamento, economia, sociologia, scienze politiche, marxismo e teologia).

Nkrumah aveva vissuto l’esperienza della discriminazione razziale ed era rimasto colpito dal pensiero di alcuni attivisti afroamericani, come Marcus Garvey e W.E.B. Dubois. Dagli Stati Uniti si recò in Gran Bretagna con l’intenzione di continuare i suoi studi e lì ebbe un ruolo di primo piano nella West African Students' Union e collaborò come segretario all'organizzazione del V Congresso Panafricano a Manchester.

Tornò in Ghana per partecipare alla lotta per il diritto del suo popolo all'autodeterminazione, ma tra lui e gli altri membri dell'UGCC, l’United Gold Coast Convention, il primo partito politico del Ghana, i rapporti furono da subito tesi. Nel 1948 Nkrumah e gli altri leader dell'UGCC furono arrestati con una scusa dal governo coloniale dopo una serie di tumulti e disordini che travolsero il paese: l'arresto non fece però che aumentare la sua popolarità e fu rilasciato poco dopo.

Nel giugno dello stesso anno Nkrumah ruppe ufficialmente con l’UGCC e il giorno successivo diede vita al Convention People’s Party (CPP), seguito dalla sezione giovanile e da molti esponenti di sinistra del partito. Il motto del CPP divenne “Self-Government NOW”, “Autogoverno ADESSO”. Nkrumah cercò di coinvolgere nel suo partito persone di ogni estrazione sociale, comprese le donne. Vennero fondati nuovi quotidiani nazionalisti, l’Accra Evening News e il Cape Coast Daily Mail, che a differenza delle precedenti pubblicazioni politiche del paese erano scritti in modo semplice e comprensibile. Il governo provò a censurare i giornali ma ancora una volta la scelta della repressione non fece che infiammare di più la popolazione.

Kwame Nkrumah
Il 9 gennaio 1950 Nkrumah proclamò un grande sciopero con dimostrazioni che coinvolse tutto il paese, detto “Positive Action” (azione concreta): l’idea era di seguire l’esempio di Gandhi in India. Alcuni tumulti che accompagnarono lo sciopero diedero al governo la scusa per arrestarlo nuovamente.

Nel febbraio 1951 comunque il CPP decise di partecipare alle elezioni e il nuovo governatore Sir. Charles Alden permise a Nkrumah, che era ancora in carcere, di competere per un seggio all'Assemblea. L’esito delle votazioni fu un trionfo per Nkrumah. Davanti a questa schiacciante vittoria Alden decise di rilasciarlo insieme ad altri membri del CPP che erano stati arrestati, e di nominarlo Leader of the government business e, l’anno dopo, Primo ministro. Una delle prime mosse di Nkrumah fu di modificare la Costituzione trasformando l’Assemblea Legislativa in una camera interamente eletta a suffragio universale. Nel 1954 nuove elezioni diedero di nuovo una nettissima vittoria al CPP.

Così Nkrumah riuscì a guidare il suo paese, che ribattezzò Ghana in luogo del nome di Costa d'Oro dell'epoca coloniale, verso l'indipendenza, che fu ottenuta il 6 marzo 1957.

Fino al 1960 un rappresentante della Corona inglese aveva ancora il titolo di Capo di Stato onorifico. Nel 1960 il Ghana fu proclamato una repubblica e Nkrumah venne eletto presidente battendo J.B. Danqua, candidato dell’opposizione.

Uno dei primi obiettivi del governo Nkrumah fu quello di promuovere lo sviluppo del paese in modo che le sue risorse potessero essere usate per migliorare il benessere della popolazione, e non solo per produrre beni da esportare nei paesi sviluppati. Dal punto di vista ideologico Nkrumah era un sostenitore del socialismo africano. Venne quindi creato un sistema economico che combinava la libera iniziativa privata a un forte ruolo dello Stato nell'economia.

In un primo tempo la politica di Nkrumah ottenne discreti successi, soprattutto nel campo dell'istruzione e della costruzione di infrastrutture (la grande diga di Akosombo), ma i programmi di sviluppo imposero anche un peso alle finanze del paese che, unito agli sprechi e alla diffusione della corruzione, si rivelò a un certo punto insostenibile. Amareggiato dalle difficoltà che il Ghana incontrava nel suo tentativo di emanciparsi anche dal punto di vista sociale ed economico, Nkrumah divenne sempre più appassionato nel denunciare il neo-colonialismo. Per battere queste forze Nkrumah aveva in mente una soluzione già dai tempi della sua militanza nel movimento panafricano: l’unione di tutta l’Africa in una federazione.

Egli vedeva nella federazione dell’Africa l’unico modo per il continente di emanciparsi realmente e di ritagliarsi uno spazio nell’epoca dei blocchi contrapposti. Coerentemente, era favorevole a una politica di “neutralismo attivo” rispetto alla guerra fredda.

Negli anni della decolonizzazione l’idea che dovesse sorgere una qualche forma di organizzazione tra i paesi africani riscuoteva un generale consenso. Ma Nkrumah insisteva per voler subito gettare le basi di un’unione politica tra gli Stati del continente e fu presto chiaro che questa posizione non era accettata dalla maggioranza dei leader politici. Perciò l’Organizzazione dell'Unità Africana (OAU) non era ciò che Nkrumah desiderava, ma solo un organismo intergovernativo.

Nel 1965 Nkrumah non esiterà a spendere 10 milioni di sterline inglesi per edificare un Palazzo dell’Unità Africana ad Accra in occasione della Conferenza dei capi di Stato e di governo dell'OUA, ma ormai il suo sogno federalista era tramontato e, in un momento in cui l’economia del paese si trovava in difficoltà, i costi che la sua ambiziosa politica estera imponeva gli alienarono ancora di più l’appoggio della popolazione.

La sua linea di intransigenza verso il neo-colonialismo e il suo rifiuto dell’idea di un’Eurafrica lo aveva portato a scontrarsi con le potenze occidentali ma anche con gli Stati africani ad esse legati. Il suo sostegno ai "combattenti per la libertà" nel resto del continente e il suo riavvicinamento negli ultimi anni all'Unione Sovietica e alla Cina contribuivano a creargli una fama di rivoluzionario scomodo e ad attirargli il biasimo dei "moderati". Tutti questi fattori lo isoleranno sul piano internazionale e saranno perciò una delle cause della sua caduta. Un'altra causa sarà la piega sempre più autoritaria che il suo regime aveva preso dall'epoca dell’indipendenza.

Nel 1964 Nkrumah, tramite un referendum, fece proclamare il CPP, di cui aveva assoluto controllo, partito unico del Ghana, e sé stesso presidente a vita. Proprio però queste esasperazioni avrebbero privato Nkrumah di quella che all'epoca dell’indipendenza era stata la fonte del suo successo: la capacità di interpretare i sentimenti e i bisogni delle masse popolari.

Il 24 febbraio 1966, mentre il presidente era impegnato in una missione di pace ad Hanoi, l’esercito e la polizia annunciarono la sua estromissione dal potere, la sospensione della Costituzione e la formazione di un governo militare provvisorio. Nkrumah trovò ospitalità in Guinea.

Il 27 aprile 1972 Kwame Nkrumah morì di cancro in Romania, dove si era recato per curarsi. Nkrumah è stato e resta un punto di riferimento per tutta l’Africa e una delle figure più importanti nella lotta contro il colonialismo e per l’emancipazione dei popoli del terzo mondo.

Altre Fonti (Wikipedia)

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