mercoledì 14 dicembre 2011

Bambini e Bambine Soldato, uno schiaffo per il nostro Cuore.

Molti bambini sono impiegati come combattenti in più della metà dei conflitti armati del mondo. Non si tratta solo di giovani adolescenti ma anche di bambini di 6 anni. Almeno 250 milioni di bambini vive per strada. I bambini disperati ed esclusi costituiscono un’enorme riserva per l’economia illegale, il crimine organizzato e i conflitti armati. La stragrande maggioranza dei bambini soldato viene dai settori più miserabili, meno acculturati e più emarginati della società.

MYANMAR (ex-BIRMANIA)
Il Rapporto 2008 della Coalizione “Stop all’Uso dei Bambini soldato” ci fa sapere che Il Myanmar (Birmania) si conferma il paese che da più tempo e su più ampia scala impiega bambini soldato. Le sue truppe governative, coinvolte in operazioni anti-sommossa contro una serie di gruppi armati etnici, ancora utilizzano migliaia di bambini, alcuni dei quali di 11
anni. Un articolo del 25 febbraio 2011 su birmaniademocratica ci racconta che, qualche giorno prima, la leader democratica birmana Aung San Suu Kyi si è incontrata a Rangoon con una delegazione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO).Nel corso dell’incontro i partecipanti hanno espresso la propria preoccupazione circa il reclutamento di bambini soldato in Birmania; i funzionari dell’ILO hanno ribadito l’intenzione di proseguire nella raccolta di denunce da parte di cittadini birmani e di adoperarsi nei confronti del regime al fine di eliminare qualunque presenza di bambini soldato dalle forze armate.
Il direttore dello Human Rights Education Institute in Burma (HREIB) Aung Myo Min ha affermato che secondo stime del Governo birmano i bambini soldato nell’esercito sarebbero circa 60.000. Secondo gli osservatori, ulteriori 6.000 bambini soldato sono stati probabilmente reclutati da altri gruppi armati.


Grazie ad un'operazione condotta dall'Unicef, a partire dal 2007, 805 bambini soldato ciadiani, impegnati sia nelle forze regolari che nelle file dei ribelli, sono stati smobilitati. A dare l'annuncio è stato l'ufficio di coordinamento degli Affari umanitari dell'Onu (Ocha). In un suo bollettino, l'Ocha precisa che i minori hanno lasciato le armi "nel quadro dell'azione di smobilitazione e di reinserimento nella vita pacifica". Il 2007 ha registrato oltre la metà delle smobilitazioni, 496. Negli anni 2008 e 2009, sono stati smobilitati rispettivamente 59 e 240 minori. Poi però si intensifica la guerra e ragazzi anche dell'età di 13 anni vengono arruolati come soldati nell'esercito nazionale del Ciad e dai gruppi armati. È quanto denunciato il 10 febbraio 2011 da Amnesty International. I mezzi per arruolare i bambini sono particolarmente subdoli: loro coetanei ben vestiti vengono mandati nei campi profughi e offrono soldi e sigarette a chi è disposto a seguirli.

Sono ancora presenti minori tra le Forces armèes de la République démocratique du Congo (FARDC) nel nord Kivu. Vengono inoltre segnalati reclutamenti di ragazzi già smobilitati sia da parte del FARDC che del Front nationaliste et intégrationaliste (FNI).
Sono presenti bambini soldato anche nei gruppi Mai-mai localizzati nel nord e nel sud del Kivu e nel Maniema e nel Katanga. Attualmente è in corso un piano di smobilitazione che ha portato alla smobilitazione di 18.524 bambini soldato (al 30 maggio 2011) dalle forze armate e dai gruppi armati. Il 16% erano ragazze.


Migliaia di piccoli libici indotti a sparare con i fucili per conto di Gheddafi. Tutti di età compresa tra i 10 e i 18 anni. Quel che non è giunto ai nostri occhi, o perlomeno, non è stato fatto giungere totalmente, è la triste storia che accomuna migliaia di questi ragazzini costretti a combattere “a servizio per il paese” sotto l’uso di stupefacenti.

Si stima che in Colombia ci sono tra 8 e 11 mila bambini e adolescenti che agiscono in qualità di soldati. Per sensibilizzare la popolazione colombiana e chiedere di mettere fine a questa pratica criminale, Amnesty International ha organizzato il 5 febbraio 2011, alla Plaza de Armas di Bogotà, la "Giornata delle mani rosse". Durante questo evento, i passanti sono stati invitati a dipingere le loro mani di rosso ed appoggiarle su un foglio di carta come simbolo di rifiuto della pratica del reclutamento dei bambini, esercitata soprattutto da gruppi armati illegali.

La Somalia torna sulle prime pagine di cronaca dopo anni l'Unicef lancia l'ennesimo allarme, con un appello affinché questa ignobile pratica venga fermata al più presto. I bambini-soldato vengono arruolati sia dalle forze islamiche ribelli che, molto probabilmente, si preparano ad un nuovo attacco e riprendere i territori perduti, sia dal governo di transizione, che tenta di porre fine al caos in tutta l'area dello stato.
Ci sono fonti che parlano addirittura di bambini di 12 anni che vengono presi dalle strade e posti tra le fila dei combattenti, spesso con le spalle ricurve da un'arma troppo pesante per un bimbo di quell'età. Il grido di allarme dell'Unicef non è stato l'unico: infatti l'Onu si era già espresso negli ultimi giorni dell'anno che si è appena concluso, mettendo in guardia dal rischio di un utilizzo sempre più massiccio di bambini guerriglieri con l'acuirsi della crisi somala.
(Altri articoli su minori e donne soldato nel conflitto in Somalia: clicca qui)

Le varie forze armati e gruppi che partecipano al conflitto in Sudan hanno una lunga storia di arruolamento forzato ed impiego di bambini soldato.
Nel Sud del paese e a Kartoum l’arruolamento è ad opera dell’esercito sudanese e del Sudan People’s Liberation Army (SPLA) così come del Joint Integrated Units, un’insieme di forze regolari, milizie ed altri gruppi armati come il White Army.
Anche l’ugandese Lord’s Resistence Army (LRA) è responsabile di reclutamenti in questa parte del paese.
In Darfur, arruolano bambini l’esercito sudanese, le milizie Janjaweed , la fazione dello SPLA guidata da Minni Minawi e gruppi di opposizione del Ciad. Si stima che i bambini soldato in Darfur siano migliaia.

Il Lord’s Resistence Army (LRA) continua a rapire bambini nel nord dell’Uganda, sebbene il numero dei rapimenti sia in significativa diminuzione.Nei primi sei mesi del 2010 erano segnalati solo 222 casi contro i 1500 del 2008, e i poco più 1000 del 2009 .. ma comunque sono numeri spaventosi e insopportabili.
Sebbene il governo ugandese non abbia una politica ufficiale sul reclutamento dei minori, essi sono presenti anche nelle unità di difesa locale e nelle Uganda People’s Defence Forces (UPDF), come a dire "mal comune e mezzo gaudio". Ciò che ci addolora e di cui abbiamo avuto conferma è che anche l'Italia contribuisce a fornire armi a questo esercito (UPDF) come aerei ed elicotteri da combattimento e da trasporto, e soprattutto carri armati.

TERRITORI OCCUPATI PALESTINESI
L’Ufficio del Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per i bambini e i conflitti armati ha segnalato che nel periodo compreso tra il 1 novembre 2005 ed il 30 settembre 2006 sono stati uccisi circa 93 bambini (83 a Gaza e 10 nella zona della West Bank) da parte delle forze armate israeliane.Il 65% dei civili palestinesi uccisi durante gli attacchi del 28 giugno-30 settembre 2006 avevano meno di 18 anni.
Scuole e strutture sanitarie sono state pesantemente danneggiate durante le incursioni aeree (degli israeliani).
Al 30 settembre 2006 sono stati 389 i ragazzi palestinesi arrestati, interrogati e indotti a collaborare con le autorità israeliane (praticamente li hanno costretti ad essere delle spie).

Ci sono rapporti, tra cui dichiarazioni delle forze militari statunitensi, che i Talebani abbiano reclutato minori e li abbiano impiegati nei combattimenti.
A causa delle difficoltà di accedere a tali aree le Nazioni Unite non possono verificare tali informazioni. I gruppi armati non hanno tuttavia preso alcun impegno per porre fine al reclutamento di minori. Non sono segnalati casi di reclutamento di minori nelle forze armate afgane.

Numerosi bambini soldato vengono impiegati nella guerra in corso nel nord dello Yemen, dove le forze governative combattono contro i ribelli sciiti. La denuncia arriva da Radhika Coomaraswamy, rappresentante speciale dell'Onu Ban Ki-Moon.

In Pakistan il fenomeno dei baby soldati continua a crescere in modo inarrestabile ormai da diversi anni. Per questi fanciulli di sette, dieci o dodici anni, la guerra non è più un gioco, ma una terribile realtà, fatta di sangue, odio e morte. Soltanto pochissimi si arruolano volontariamente, sia per povertà che per avere una chance di sopravivenza in più rispetto a chi non imbraccia il fucile, mentre la maggior parte viene sottratta con la forza alle proprie famiglie durante i raid compiuti nei villaggi dalle milizie talebane, in paricolare nelle zone tribali dove gli integralisti aprono delle vere e proprie scuole islamiche, madrasse, dove i ragazzi spesso sono indottrinati con la forza all'Islam. Le zone tribali, al confine con l'Afghanistan, sono anche l'unica via di uscita dell'oppio afghano e diventate terre di nessuno in mano ai signori della droga.

Non ci sono segnalazioni di minori nelle forze armate. I bambini sarebbero stati reclutati dal LURD per combattere in Liberia nel luglio 2005. Il processo contro l'ex presidente liberiano, Charles Taylor, per crimini contro l'umanità, crimini di guerra e altre gravi violazioni del diritto internazionale commessi in Sierra Leone, c'è incluso il reclutamento e l'uso nelle ostilità dei bambini soldato sotto i 15 anni.

L'età minima di arruolamento è di 18 anni, ma si accettano anche volontari di 17 anni. I bambini israeliani in giro per Hebron sono stati utilizzati dai movimenti dei coloni in attività violente. Mentre, le forze militari israeliane hanno continuato ad arrestare un gran numero di bambini palestinesi, alcuni dei quali sono stati torturati durante la detenzione.
L'intifada palestinese (rivolta) contro l'occupazione israeliana è proseguito nel 2007. Circa 6.000 persone erano state uccise durante il conflitto, tra cui 129 bambini israeliani uccisi da forze palestinesi e 889 bambini palestinesi uccisi dalle forze israeliane.


I bambini soldato sono stati usati massicciamente durante la guerra civile durata 27 anni, sia dalle forze armate governative che dal gruppo armato di opposizione. Non ci sono state segnalazioni di minori di 18 anni attualmente reclutati nelle forze armate.

I bambini sono stati reclutati e utilizzati dal gruppo di opposizione armato FNL. Le forze governative hanno continuato ad utilizzare bambini soldato per informazioni di intelligence.
Decine di bambini accusati di appartenere alle FNL sono stati illegalmente detenuti e torturati.

Rapporto Unicef su "Bambini e Conflitti Armati"




Bambini Soldato (Altri Articoli)





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venerdì 2 dicembre 2011

Abolizione della Schiavitù e Schiavitù Moderne.

Il 2 dicembre 1949 l'Assemblea Generale ONU approva la Convenzione sulla soppressione del traffico di persone e lo sfruttamento della prostituzione.(Testo originale delle Nazioni Unite).

La schiavitù è un fenomeno che non appartiene al passato, perché sotto forme odiose, spesso circondate da opportunismo e indifferenza, dilaga sia negli stati in via di sviluppo o nei regimi dittatoriali, sia nelle nazioni che si definiscono democratiche e hanno sottoscritto la Convenzione.
La schiavitù purtroppo non è un ricordo di un barbaro passato, ancor oggi milioni di persone vivono questa in condizione anche se ufficialmente la schiavitù è condannata e vietata da tutti gli Stati. Non si conosce il loro numero esatto di questi moderni schiavi, alcuni parlano qualche decina di milioni altri di centinaia e molti sono bambini. Questo perché la schiavitù è un fenomeno sommerso, vietato e ciò non di meno possibile proprio grazie alla connivenza di quelle autorità che dovrebbero combatterlo.
Le moderne forme di schiavitù prendono nomi diversi, schiavitù per debiti, servitù della gleba, lavoro coatto, sfruttamento sessuale, matrimonio forzato precoce, schiavitù per motivi rituali o religiosi, ma hanno tutte un comune denominatore: si tratta di costrizione al lavoro di esseri umani che sono diventati in qualche modo "proprietà" di un’altra persona.

Tratta e sfruttamento in Italia, ovvero schiavitù. Almeno 50 mila vittime hanno ricevuto assistenza tra il 2000 e il 2008 in Italia. Tra questi ci sono quasi mille minori. Lo rivela il rapporto annuale di Save the children sulle nuove schiavitù. Nel mondo si stimano 2 milioni e 700 mila vittime (per l'80% donne e bambine) e un giro d'affari di 32 miliardi di euro.
La gran parte finisce nel giro della prostituzione. Nel nostro Paese le vittime di tratta e sfruttamento sono originarie soprattutto di Nigeria, Romania, Moldavia, Albania e Ucraina. Gli indagati per riduzione o mantenimento in schiavitù e per il reato di tratta di persone sono stati oltre 5 mila.

Schiavitù per debiti, è forse la forma di schiavitù più diffusa. Essa è legata ad un modello di prestito ad usura, sviluppato soprattutto in ambito rurale, secondo il quale quando le famiglie più povere ricevono prestiti da un proprietario terriero devono dare in cambio il lavoro gratuito di uno o due dei suoi membri. Poiché in genere gli interessi applicati sono molto alti, le persone coinvolte sono costrette a lavorare a vita per il proprietario terriero. Esse sono tenute sotto stretta sorveglianza, anche armata, e possono subire violenze fisiche e sessuali. A volte la famiglia non riesce a pagare il debito e la condizione di schiavitù si tramanda di padre in figlio. Oggi sono 20 milioni in tutto il mondo le persone schiave per debiti, distribuite tra le piantagioni in Africa, nei Caraibi e nel sud-est asiatico. Anche se questa forma di schiavitù è vietata per legge, essa è difficile da sconfiggere perché radicata nella povertà e nelle tradizioni locali.

Servitù della Gleba. Esistono ancor oggi delle forme di schivitù che legano i braccianti ai loro proprietari terrieri. In questo caso non si tratta di debiti, ma di consuetudini radicate nelle tradizioni locali per cui individui, famiglie o interi gruppi sociali sono costretti a lavorare senza salario. I braccianti infatti non hanno l'effettiva proprietà della terra ma possono coltivarla, solo se accettano di lavorare su base permanente per i proprietari terrieri. Nelle tenute più grandi vi possono essere anche 100-200 lavoranti agricoli. Il compenso per il lavoro svolto non è in denaro, ma in buoni acquisto, che possono essere spesi solo in spacci che appartengono agli stessi proprietari.

Lavoro coatto. Secondo questa pratica persone sono reclutate illegamente da governi, movimenti politici, o privati e costrette a lavorare sotto la minaccia di violenze o altre punizioni. Anche questa forma di schiavitù colpisce soprattutto individui deboli o svantaggiati come rifugiati, appartenenti a minoranze etniche, donne e bambini. In Myanmar, ad esempio, è pratica frequente che nelle regioni militarizzate che sono state teatro di combattimento con gruppi di opposizione, l'esercito costringa gli appartenenti a minoranze etniche a lavorare gratuitamente per "progetti di sviluppo" quali la ristrutturazione di strade, la costruzione o riparazione di accampamenti oppure in lavori agricoli per i militari. I capi villaggio sono tenuti a fornire settimanalmente all'esercito un certo numero di lavoratori e ne viene escluso solo chi è in grado di pagare la propria esenzione. Il periodo lavorativo può andare da pochi giorni al mese, rendendo così impossibile ai lavoratori di guadagnarsi il sostentamento.
Trasportare forniture militari è un altro tipo di lavoro coatto nei paesi colpiti da conflitti interni. I portatori sono spesso oggetto di maltrattamento e crudeltà. La gravosità dei carichi da trasportare e l'alimentazione insufficiente li possono sfinire a morte, specie se ragazzi. Si sono verificati dei casi in cui le persone forzate a lavorare per l'esercito sono state costrette ad entrare nei campi minati, usati come "detector umani di mine", o siano state uccise terminato l'incarico.

Traffico di schiavi. Le Nazioni Unite stimano che ogni anno circa 4 milioni di individui siano trasportati e venduti, con la forza o con l'inganno, per essere impiegati come schiavi in diverse forme di lavoro forzato: nel lavoro domestico, nell'accattonaggio o nella prostituzione. La maggior parte di loro sono donne e bambini. Nell'Africa Occidentale vi è un'alta domanda di bambini, soprattutto ragazze, che dal Togo, il Benin e il Camerun vengono instradati in Gabon o in Nigeria per lavorare nei mercati o per lavori domestici in aree benestanti intorno a Lagos (Nigeria) e a Libreville (Gabon). Bambini sottoposti alla brutalità della schiavitù domestica si trovano nei paesi industrializzati. Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti, ecc... Dal Sud Asia al Golfo Persico la tratta serve a fornire bambini per le corse di cammelli. Dalla Nigeria (Benin City) migliaia di ragazze ogni anno vengono vendute e comprate (con l'inganno) e portate in Europa e costrette a prostituirsi al soldo di "madame" e della mafia nigeriana, e molto spesso con l'avallo (o la compiacenza) delle autorità governative.
TESTIMONIANZA. Salome, domestica bambina in Togo (fonte WAO-Afrique, partner di antislaverty in Togo). "Lasciammo Cotonou in febbraio... eravamo in 6 del Benin, A Sémé prendemmo un bus assieme ad altre persone che erano arrivate al confine in taxi per lo stesso motivo... per tutto marzo aspettammo la barca. [...] Durante tutto il tempo dovevamo trovarci il cibo e lavorare nel villaggio. All'inizio di aprile ci imbarcammo e venimmo trasportati in Gabon. Durante il viaggio perdemmo l'acqua. Dovevamo bere l'acqua di mare ed eravamo tutti molto deboli [...] ma Sèvérin non bevve. Egli divenne sempre più debole. Quando arrivammo a Libreville fummo fermati dalla Guardia Costiera. Gli scafisti si gettarono mare e scomparvero [...] arrivati a riva ci fu data l'acqua da bere. Lui [Sèvérin] era molto debole... stava male. Quando la polizia se ne rese conto parlò di chiamare un'ambulanza, ma l'ambulanza non arrivò mai e lui morì".
L'attraversata via mare da Cotonou (Liberia) a Libreville (Gabon), comporta un percorso nel Golfo di Guinea di oltre 700 miglia marine, più di mille Km, e può durare anche due settimane.

Commercio sessuale di minori. La componente più importante del traffico di esseri umani è quella legata alla prostituzione. Il commercio sessuale di minori è sempre esistito, anche se in gradi diversi e in quasi tutte le società, tuttavia negli ultimi decenni si è assistito al nascere e al consolidarsi di una fiorente industria del sesso in alcuni paesi di Asia, Africa e America Latina. Le cifre dell'Unicef parlano di almeno un milione tra bambine e ragazze nella sola Asia, L'età delle vittime del traffico tende sempre più ad abbassarsi nell'errata convinzione che  bambini trasmettono meno facilmente malattie sessuali, quali HIV/Aids. Eppure sono proprio le ragazze più giovani ad essere più a rischio di contagio. Una volta ammalate esse vengono abbandonate a se stesse. Trattate come appestate e molto difficilmente verranno accolte nei loro villaggi di origine.
(fonti bibliografiche Amnesty International che si ringrazia)


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